Addio a Franco Interlenghi, Sciuscià e Vitellone del cinema

Si è spento ieri a Roma, a 83 anni, Franco Interlenghi, un grande interprete cinematografico e teatrale. Ha salutato il cinema e i suoi appassionati spettatori nella stessa città che lo aveva visto nascere e sbocciare come attore nel capolavoro di Vittorio De Sica, “Sciuscià”.

Con una carriera durata più di sessanta anni, lascia in regalo al Cinema Italiano molte preziose interpretazioni, partendo dal citato “Sciuscià” (1946) per arrivare al più recente “Romanzo Criminale” (2005).

Franco Interlenghi, un viso inconfondibile ed elegante per un ‘ragazzo della strada’

Franco-Interlenghi.2Il suo cipiglio e la sua incredibile bravura conquistarono De Sica, che lo aveva inizialmente scartato per “Sciuscià”. Franco Interlenghi aveva quindici anni quando si presentò per la seconda volta ai provini di quello che sarebbe entrato negli Annali di storia del Cinema come un capolavoro, sicuramente anche grazie alla sua incredibile interpretazione. Le scene del suo Pasquale Maggi a cavallo coinvolgono e commuovono ancora oggi, a settanta anni di distanza.

Quella che potrebbe sembrare una strada in discesa dopo l’esordio col Maestro De Sica fu invece una gavetta affrontata con serietà e dedizione dal grande attore. Sebbene la sua prima parte gli fosse stata assegnata per un talento e una fotogenia del tutto naturali, le successive furono frutto di uno studio e un impegno pari a quello di pochi.

Nel giro di pochi anni Franco Interlenghi passò da un film all’altro, da una commedia a un dramma con una naturalezza e una versatilità di rara fattura. Dal kolossal “Fabiola” di Alessandro Blasetti al dramma “Teresa” di Fred Zinnemann.

La veloce ascesa del giovane vitellone Franco Interlenghi

Il giovane Interlenghi, che nel frattempo era riuscito a lavorare – a vent’anni non ancora compiuti – a teatro con Luchino Visconti e Vittorio Gassman, partecipò a un altro grande successo: “Don Camillo” di Julien Duvivier. Notato da Federico Fellini, entrò nel cast de “I Vitelloni” nel ruolo del maturo Moraldo, alter ego del regista di Rimini.

Dopo “I Vitelloni”, la carriera di Interlenghi proseguì con molti ruoli importanti. Da segnalare le collaborazioni con Rossellini, che lo volle in “Il generale Della Rovere” e “Viva l’Italia!”. Non disdegnò le produzioni internazionali, collaborando con registi come Joseph L. Mankiewicz e Charles Vidor.

Gli ultimi anni: una presenza magnetica anche con piccoli ruoli

franco-interlenghiFranco Interlenghi perse, con il passare degli anni, il fisico aitante e il bell’aspetto che avevano conquistato tante spettatrici. Ciò che rimase fu una qualità interpretativa di livello superiore ai suoi colleghi, che lo faceva risaltare anche nei ruoli sempre più piccoli a cui venne rilegato per esigenze commerciali.

Tra le ultime apparizioni degne di nota vanno citati i suoi ruoli nel film “Il camorrista” di Giuseppe Tornatore e in “Romanzo Criminale” di Michele Placido.

Distinguendosi dai divi suoi contemporanei che riempirono le colonne dei rotocalchi con le loro avventure durante il periodo della ‘dolce vita’, Interlenghi ha mantenuto sempre un basso profilo conducendo fuori dal set una vita tranquilla con la moglie Antonella Lualdi e con le figlie Stella e Antonellina.

Di lui ricorderemo sicuramento lo sguardo: quegli occhi brillanti che convinsero De Sica, che stregarono intere generazioni e che sicuramente si saranno posati un’ultima volta sulla sua città, Roma, dalla sua casa di Ponte Milvio.

Jacopo Angelini

11/09/15

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