I 5 migliori interventi alla Women’s March 2018

Lo scorso 20 gennaio milioni di donne e uomini sono scesi in strada per manifestare pacificamente alla Women’s March. Tra questi, tantissime celebrità.

I 5 migliori interventi alla Women’s March 2018

Women's March 2018

Secondo anno per la Women’s March in tutto il mondo. L’evento, tenutosi lo scorso 20 gennaio in moltissime città di tutto il mondo, si è incentrato su vari punti di discussione, tra cui le iniziative #MeToo e “Time’s Up”. Tantissime attrici sono salite sul palco per condividere con gli altri manifestanti le proprie esperienze o, semplicemente, per rimarcare l’importanza di questa manifestazione (soprattutto considerati gli scandali di molestie sessuali che continuano a scuotere la calma apparente di Hollywood). Abbiamo deciso di proporvi i 5 migliori interventi alla Women’s March.

5. Alyssa Milano: “Questa è democrazia”

Alyssa Milano #MeToo

Alyssa Milano aveva già comunicato su Twitter la propria partecipazione all’evento del 20 gennaio, dicendosi felice e fiera di poter salire sul palco. Una volta preso il microfono, la Milano ha dichiarato: “Vorrei che vi guardaste intorno e realizzaste che tutto questo, proprio qui ora, è ciò a cui la democrazia somiglia. Non accade in modo automatico. Ma richiede la nostra azione e partecipazione.” L’attrice e cantante, in pochissime e semplici parole, ha racchiuso il senso completo di questa manifestazione.

4. Whoopy Goldberg: “Non succederà più”

Whoopi Goldberg manifestazione

Un intervento decisamente più aspro quello dell’attrice Whoopy Goldberg che, con il carisma che la contraddistingue, ha affermato: “Siamo tutti esseri umani e abbiamo il diritto di dire ‘Non voglio che ci si rivolga a me in questo modo’. Non voglio che ci si rivolga a me come se qualcuno mi possedesse, o come se qualcuno potesse pensare di potermi toccare, anche quando dico che non può farlo. Noi siamo qui per dire – come donne – che non ci stiamo più. Non succederà più”.

3. Scarlett Johansson: “Soprattutto per noi stessi”

Scarlett Johansson discorso

Non poteva di certo mancare la partecipazione di Scarlett Johansson alla seconda edizione della Women’s March. L’attrice, attivista impegnata anche nell’iniziativa “Time’s Up”, è salita sul palco e ha pronunciato un discorso che oscillava tra un tono di rabbia ed uno di comprensione. In conclusione l’attrice ha dichiarato: “La parità di genere non può esistere soltanto fuori di noi – deve necessariamente esistere dentro di noi. Dobbiamo assumerci le nostre responsabilità non soltanto per le azioni che compiamo, ma soprattutto per noi stessi“. Inoltre, l’attrice non si è posta particolari problemi nel riferirsi allo scandalo che ha coinvolto recentemente James Franco, accusato di molestie da 5 attrici. In merito, Scarlett Johansson ha annunciato che, se le accuse fossero vere, lei pretende di riavere indietro la spilla “Time’s Up”.

2. Viola Davis: “Non aspetterò 100 anni per vedere un cambiamento”

Viola Davis discorso

Viola Davis sale sul palco e pronuncia un intervento davvero toccante. L’attrice inizia il proprio discorso citando Martin Luther King e affermando: “Non aspetterò 100 anni per vedere un cambiamento”. Successivamente, la Davis si rivolge a tutte quelle donne che non hanno avuto il coraggio di parlare, o che non hanno avuto i mezzi per farlo ed è a loro che dedica il proprio intervento: “Sono stata anche io un #metoo, ma quando ho alzato la mia mano, avevo paura per tutte quelle donne che sono rimaste in silenzio. Quelle donne che sono senza denaro e che non hanno fiducia; e quelle donne che, non avendo un’immagine nei nostri media che dia loro un senso di autostima, non trovano il coraggio di rompere il silenzio.”

1. Natalie Portman: “Ho aperto la mia prima fan mail e ho letto la fantasia di uno stupro che un uomo mi aveva scritto”

Natalie Portman discorso

L’intervento di maggior rilievo è stato indubbiamente quello dell’attrice premio Oscar Natalie Portman, che ha deciso di raccontare varie esperienze della sua vita. In particolare, l’attrice ha ritenuto fondamentale rendere partecipe il pubblico di quelle che sono state le difficoltà quando aveva appena 12 anni, ponendo l’attenzione su come il problema presente ad Hollywood non faccia distinzioni di età. L’attrice ci ha tenuto, però, a spiegare come è riuscita a non rimanere particolarmente influenzata da tutto l’ambiente. Di seguito riportiamo le parole dell’attrice:

«Ho compiuto 12 anni sul set del mio primo film, ‘Léon’, in cui interpretavo una giovane ragazza che aiutava un uomo sperando di vendicare la propria famiglia. Il personaggio stava simultaneamente scoprendo e sviluppando la propria femminilità, la propria voce e il proprio desiderio. In quel momento della mia vita, anche io stavo scoprendo la mia femminilità, il mio desiderio e la mia voce. Ero eccitatissima quando, all’età di 13 anni, il film fu rilasciato e il mio lavoro e la mia arte stavano per ricevere una risposta dal pubblico. Con grande eccitazione, ho aperto la mia prima fan mail e ho letto la fantasia di uno stupro che un uomo mi aveva scritto. […] I critici cinematografici parlavano del mio seno in crescita. Ho capito molto presto, nonostante avessi solo 13 anni, che se avessi dovuto esprimere me stessa sessualmente, non mi sarei sentita al sicuro ed ogni uomo si sarebbe sentito libero di discutere e oggettivare il mio corpo. […] Sentivo la necessità di coprire il mio corpo e di inibire sia la mia espressione che il mio lavoro, così da lanciare il mio messaggio al mondo: che ero qualcuno che meritava sicurezza e rispetto. […] La risposta, da infimi commenti sul mio corpo ad affermazioni ben più minacciose, servì per controllare il mio comportamento all’interno di un contesto di terrorismo sessuale.»

 

Claudia Pulella

22/1/2018

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