Watergate: Blueprint For A Scandal, la serie debutta il 5 giugno sulla CNN

Watergate: Blueprint For A Scandal, la serie debutta il 5 giugno sulla CNN

La CNN debutterà con “Watergate: Blueprint for a Scandal”, con John Dean che offre il suo resoconto di prima mano dell’irruzione che ha portato alla caduta della presidenza di Richard Nixon, il 5 giugno.

Watergate: Blueprint for a Scandal, con John Dean ex consigliere della Casa Bianca per Nixon

Dean, ex consigliere della Casa Bianca per Nixon, è produttore esecutivo del progetto, con il debutto legato al 50° anniversario dell’irruzione.

In una dichiarazione, Dean ha dichiarato: “Dopo il passaggio di mezzo secolo, abbiamo la registrazione completa di ciò che è accaduto durante il Watergate e questa serie è più di un ammonimento su questi eventi. La condotta criminale di Richard Nixon e dei suoi principali aiutanti è risultata totalmente inaccettabile per il popolo americano ed è diventata il modello per ciò che nessun presidente degli Stati Uniti dovrebbe fare”.

Dean ha affermato che la storia del Watergate “è di nuovo molto rilevante ed è un rischio per la nostra democrazia ignorarla“.

Appare in un nuovo teaser in cui dice: “Quando lo fai bollire alla sua essenza, la storia parla dell’abuso di potere da parte di qualcuno in grado di esercitare quel potere”.

John Wesley Dean III (Akron (Ohio), 14 ottobre 1938) è un avvocato e scrittore statunitense, Consulente legale della Casa Bianca (“White House Counsel”) da luglio 1970 ad aprile 1973 durante la Presidenza di Richard Nixon.

Coinvolto direttamente nello scandalo Watergate, durante il quale era stato incaricato di attivare il programma di copertura dell’affare e di ostruzione della giustizia, fu il principale accusatore del Presidente Richard Nixon e rivelò i dettagli del piano di insabbiamento e delle attività illegali messe in atto dalla Casa Bianca.

La serie in quattro parti conterrà anche nuove interviste con Bob Woodward, Carl Bernstein, Elizabeth Holtzman, Richard Ben-Veniste e Alexander Butterfield, tra gli altri.

Due episodi saranno presentati in anteprima il 5 giugno alle 21:00 ET.

Amy Entelis, vicepresidente esecutivo per i talenti e lo sviluppo dei contenuti presso la CNN Worldwide, ha dichiarato in una dichiarazione: “Watergate è il punto di riferimento per tutte le presidenze sull’abuso di potere e il resoconto personale di John Dean porta la nostra comprensione di questo momento importante della nostra storia politica a un nuovo livello. La nostra storica serie CNN Original continua ad affascinare il nostro pubblico, fornendo un nuovo obiettivo attraverso il quale visualizzare gli eventi attuali”.

Altri EP includono Mark Herzog e Andie Beckerman per il produttore Herzog & Company; John Dean; e Amy Entelis, Lyle Gamm e Jon Adler per la serie originale della CNN. Domini Hofmann è un produttore esecutivo e showrunner della serie.

Riassunto breve dello scandalo Watergate: gli avvenimenti che hanno portato alle dimissioni del presidente Richard Nixon, le prime negli USA

Lo scandalo Watergate è un evento molto importante nella storia statuntense, che vide protagonista il presidente Richard Nixon e i cronisti del Washington Post, che fecero emergere l’episodio costringendo il presidente alle dimissioni dopo che l’opinione pubblica ne richiese l’impeachment.

Vediamo nel dettaglio come si arrivò alle dimissioni di Nixon, e come si svolsero i fatti che ispirarono anche numerosi film.

Richard Nixon fu il 72° presidente della storia degli Stati Uniti, sconfitto alle presidenziali del 1960 da John Fitzgerald Kennedy e vincente di misura in quelle del 1968 al termine di una campagna elettorale funestata dagli omicidi di Martin Luther King e Robert Kennedy. Nixon fu votato dalla classe media provinciale, la “maggioranza silenziosa”, che sostenne quest’uomo che si candidava difendendo la legge e l’ordine.

La sua presidenza ebbe un indirizzo prudentemente conservatore in politica estera; oltre alla difficile soluzione della guerra del Vietnam (conclusasi il 27/01/1973), egli si recò in URSS per incontrarsi con Breznev (succeduto a Kruscev) e cercare la distensione dei rapporti tra i due paesi, culminata con la firma degli accordi SALT a Helsinki per la limitazione degli armamenti nucleari il 22/05/1972. Inoltre, egli adottò una politica di riapertura verso la Cina di Taiwan.

Per quanto riguarda i diritti civili Nixon continuò con prudenza la politica di desegregazione razziale dei predecessori; il punto dolente di quegli anni fu la crisi economica che si sviluppò negli USA. Dal 1969 l’economia era in chiara recessione, con una disoccupazione in crescita costante che nel 1971 sfiorò il 6% della popolazione: una situazione insostenibile. Cosicché nell’agosto 1971 Nixon attuò una serie di provvedimenti radicali: per 90 gg furono bloccati prezzi, salari e affitti, per permettere a un’autorità di controllo di decidere quali aumenti apportare e in che misura. Nei rapporti con l’estero venne abolita la convertibilità del dollaro in oro e posto fine al sistema di cambi fissi varato nel 1944 a Bretton Woods, mentre su molti beni d’importazione fu innalzata una barriera doganale.

Di carattere essenzialmente finanziario, queste misure dettero nell’immediato impressione di portare notevoli miglioramenti (contribuendo alla rielezione del presidente nel 1972), ma col tempo il risanamento economico risultò essere effimero (grande svalutazione del dollaro e successivi tagli al bilancio federale).

L’INCHIESTA SUL WATERGATE

Alla vigilia della campagna elettorale del 1972 Nixon era in una posizione difficile, tra la crisi economica e la guerra del Vietnam, e si poteva immaginare una grossa battaglia con il partito democratico. Per questa occasione fu creata un’organizzazione elettorale, il Commettee for Reelection of the President (Creep), dotato di un vero e proprio servizio segreto che schedava i rivali politici e compilava dossier riservati.

Nella notte del 17/06/1972 una squadra di uomini del Creep (funzionari del partito repubblicano) venne sorpresa mentre cercavano documenti segreti e piazzavano microfoni nella sede del partito democratico situata nel complesso edilizio Watergate, a Washington. Questo fatto diventò caso nazionale dopo la rielezione di Nixon grazie all’inchiesta di due giovani cronisti del Washington Post.

Vennero scoperti, infatti dei finanziamenti illeciti da parte di Nixon durante la campagna elettorale i quali, uniti all’ostinazione mostrata dal presidente di ostacolare le indagini della speciale commissione d’inchiesta nominata dal Senato, gettarono discredito su di lui e sul suo entourage.

NIXON: LE DIMISSIONI

Quando, tramite registrazioni segrete, si viene a sapere che Nixon (proclamatosi più volte estraneo alla vicenda) era a conoscenza dell’irruzione al Watergate (questo lo ammette anche pubblicamente dopo che uno dei suoi funzionari licenziati lo accusa di aver mentito, il 30/04/73), la sua carriera politica si concluse: l’aver mentito alla nazione significava aver rotto il fondamentale rapporto di fiducia tra presidente e cittadino.

La Camera di Giustizia dichiarò l’impeachement, con l’accusa di abuso d’ufficio e ostruzione delle giustizia (il cosiddetto “insabbiamento”) e Nixon, l’8/08/1974 preferì dimettersi, primo presidente della storia americana.

Mina Franza

11/05/2022

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