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Festival di Venezia 2022: selezione ufficiale della 79° biennale

Il Festival di Venezia 2022 presenta un programma ricco come e più degli altri anni al Lido.  Manifesto e sigla sono firmati da Lorenzo Mattiotti, ed intendono celebrare i novanta anni della kermesse, nata nel lontano 1932.  Film d’apertura è “White Noise” di Noah Baumbach, con Adam Driver e Greta Gerwig, trasposizione sul grande schermo di un romanzo di De Lillo. Il ricchissimo programma è stato presentato oggi da Barbera in conferenza stampa.

Festival di Venezia 2022: i titoli italiani in concorso 

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Gianni Amelio presenta “Il signore delle formiche” con Elio Germano, il film  parla di Aldo Braibanti, artista omosessuale condannato per aver plagiato un ragazzo nel 1968. Ritorna al Lido dopo tanti anni Emanuele Crialese con “L’immensità”, una storia molto personale sulla sua adolescenza, nel cast Penelope Cruz. Susanna Nicchiarelli porta sul grande schermo la figura di Santa Chiara d’Assisi in “Chiara”, la perfetta conclusione per una trilogia iniziata nel 2017 con “Nico”. Ne è protagonista la giovane Margherita Mazzucco nota al pubblico per “L’amica geniale”.

E’ di Andrea Pallaoro “Monica”, una produzione tutta italiana ma girata negli Usa. Il regista italiano ma di casa negli Usa torna al Lido con il suo terzo film dopo, dopo i pluripremiati “Medeas”,  presentato alla Mostra di Venezia, nel concorso Orizzonti nel 2013 e “Hannah già vincitore della Coppa Volpi nel 2017. Anche quì la chiusura di una trilogia tutta al femminile, con la storia dolorosa di una donna, a casa dopo anni, per prendersi cura della madre malata. Porta la firma di Luca Guadagnino “Bones And All”. Un road movie nel segno dell’amore adolescenziale e del cannibalismo, con un grande cast cosmopolita.  . 

I grandi nomi internazionali

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Festival di Venezia 2022: selezione ufficiale della 79° biennale

E’ un ritorno quello di Darren Aronofsky con “The Whale”, una storia tutta girata in una stanza durante la pandemia. E’ l’adattamento teatrale di una pièce di Samuel D. Hunter, che collabora alla sceneggiatura.“Khers Nist”(“Gli orsi non esistono”) è invece frutto del lavoro del regista iraniano Jafar Panahi. Arrestato recentemente nel suo paese, ha realizzato questo film, come i precedenti, in totale clandestinità. La speranza è che il cineasta possa essere presente al Lido. E’ una certezza la presenza  dell’autore di “Shab, Dakheli, Divar”(“Oltre il muro”), Vahid Jalilvand, che porta in concorso la storia di un uomo cieco.

Alice Diop narra in “Saint Omer” il dramma purtroppo attuale di una bimba uccisa dalla sua stessa madre. E’ giapponese “Love Life” di koji Fukada, autore molto noto nei festival, per la prima volta in concorso a Venezia. Non ha bisogno di presentazione il regista messicano Alejandro Iñárritu, che ha portato a termine con “Bardo (or False Chronicle of a Handful of Truths)” il suo lavoro più personale, che lo impegna da anni, e si preannuncia una sorpresa per tutti. Romain Gavras porta in concorso il suo terzo lavoro “Athena”, il racconto pirotecnico di una rivolta nelle banlieue parigine.

Storie di donne

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Blonde. Ana de Armas as Marilyn Monroe. Cr. Netflix © 2022

C’è una grande attesa per “Blonde” di Andrew Dominik, un film basato sull’omonimo romanzo del 1999 di Joyce Carol Oates su Marylin Monroe, che sarà interpretata da Ana de Armas. La bella e brava Cate Blanchet diventa direttrice d’orchestra in “Tàr” di Todd Field, in un film che parlerà di musica, cui verrà dato molto spazio sullo schermo. Tilda Swinton è l’indiscussa protagonista di “The Eternal Doughter” di Joanna Hogg, una storia madre/figlia condita da fantasmi. E di famiglia si parla anche in “The Son” di Florian Zeller, già premio Oscar per la migliore sceneggiatura nel 2022 con “The Father” con Anthony Hopkins, che fa una piccola parte anche in questo lavoro.

L’inossidabile Frederick Wiseman, bloccato a Parigi per la pandemia, ha girato “Un Couple”, che a detta di Barbera sarà una piacevole sorpresa per tutti, sul rapporto complesso tra Tolstoj e sua moglie. Girato in Irlanda “The Banshees of Inisherin” porta la firma di Martin McDonagh. Sono molto politici “Argentina, 1985” di Santiago Mitre e “All the Beauty and the Bloodshed” di Laura Poitras. Il primo è l’unica ricostruzione del processo fatto alla Giunta Militare Argentina, mentre il secondo parla della denuncia fatta a carico dei potenti Sackler per il farmaco oppioide Oxicontin dalla fotografa Nan Goldin. Chiudiamo in bellezza con i film francesi in concorso “Les miens” di Roschdy Zem e “Les enfants des autres” di Rebecca Zlotowski. 

Ivana Faranda

26/07/2022

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