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The Young Pope: un Papa a modo suo speciale

In onda su Sky Atlantic ogni venerdì sera alle 21.15, “The Young Pope” di Paolo Sorrentino con un cast stellare che vede come protagonista indiscusso Jude Law, è diventato un vero e proprio cult. Venerdì 18 attesa per il gran finale.

The Young Pope: un’opera complessa che racconta di un pontefice giovane, bello e poco empatico

The Young Pope

Sorrentino porta in scena l’anti Bergoglio, trascinando lo spettatore in una storia, che solo apparentemente parla di un Principe della Chiesa.

La prima cosa che si impara in un corso di regia è che il cinema non è realtà, ma finzione, semmai verosimile.
Sorrentino lo sa bene e tutto il suo cinema è un lungo sogno con personaggi che appaiono di notte per sparire il mattino dopo, come faceva il suo padre putativo Federico Fellini. Al pari di altro maestro come Wes Anderson, il regista de “La grande bellezza” mette sempre il suo personaggio esattamente al centro dell’inquadratura con una simmetria perfetta.

È tutta qui, metaforicamente parlando, la filosofia di base della serie “The Young Pope”, arrivata al gran finale.
Dopo averci girato intorno e aver narrato tutta la vicenda di un papa anticonformista, chiuso al mondo e severo nei confronti dei peccatori e dei suoi ‘sudditi’, il regista napoletano approda a un punto di svolta.

The Young Pope e il tema della solitudine in Sorrentino

Il tema della solitudine e dell’incomunicabilità dell’essere umano sembra, dunque, essere ancora una volta alla base della poetica di Paolo Sorrentino.
Soffre della stessa solitudine di Titta Di Girolamo e Giulio Andreotti/Servillo, Lenny, al secolo Pio XIII, protagonista di “The Young Pope”.
Allo stesso modo viaggia da solo alla ricerca delle sue radici la rockstar in declino Cheyenne/Penn di “This Must Be the Place” e Geremia de’ Geremei, lo strozzino de “L’amico di famiglia”. Anche il vulcanico Jep Gambardella/Servillo de “La Grande bellezza” non ha affetti, nonostante la sua corte di nani e ballerine.

Il pontefice di Sorrentino non è empatico volutamente e seguire la sua evoluzione può essere molto faticoso per lo spettatore, data la lentezza della narrazione; ma è esattamente questa la strada scelta dal regista che ci tira dentro il suo film di dieci ore.

The Young Pope, un lungo film perfetto

Il cast è grandioso, Silvio Orlando e Diane Keaton in primis, oltre allo straordinario protagonista Jude Law. L’uso della fotografia è magistrale così come la colonna sonora, composta di musica elettronica, di classici anni 70’, di musica classica altissima e di pezzi cult della tradizione partenopea.

“The Young Pope” è quel tipo di opera che si può amare/odiare, ma che non può lasciare indifferente.
Secondo Jep Gambardella de “La grande bellezza”: “I nostri trenini sono i più belli di Roma, perché non vanno da nessuna parte“. Questo metaforicamente potrebbe dirsi di “Il giovane Papa”, ma in realtà si va molto lontano con la serie di Sorrentino.

Ivana Faranda

The Young Pope: un Papa a modo suo speciale

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