Suburra 3 – Recensione

Suburra 3 – Recensione

Se è vero che nel crime movie, talvolta, le storie criminali finiscono perché sgominate dalla giustizia, in “Suburra 3” (versione serial del film di Sollima del 2015) la giustizia è spettatrice impotente. Questo aspetto determina una narrazione ancora più tranchant: gli antagonismi nascono e muoiono all’interno, le questioni d’onore si risolvono con sparatorie, inseguimenti, uccisioni efferate.

Suburra 3: gli eroi della mala si sentono immortali

Suburra 3 protagonisti

Poche pause: alcuni flashback, molto belli, sui personaggi quand’erano bambini. Si ritorna sempre a dialogare sul da farsi, freneticamente. Il nemico è sempre all’interno, le situazioni sfuggono di mano. La tensione implode. La guerra scoppia, come sempre.

Non tutti gli eserciti, però, sono uguali: quelli di Ostia sono diversi dagli altri clan, è necessario preservare la propria identità e soprattutto avere una sola cosa: Roma. Perché Roma è eterna e bisogna essere Immortali…

Avere la propria città ai piedi è il sogno di tutti i personaggi degli ultimi crime movie italiani, da “Romanzo Criminale” (2005 regia di Michele Placido) in poi.

Gli eroi della mala, si sentono immortali, non hanno paura di nessuno. In questi nuovi episodi, i clan vogliono il colpo definitivo. L’occasione è un Giubileo straordinario indetto dal Vaticano. Si possono guadagnare una montagna di soldi. Si incontrano con i mafiosi, loro spauracchio, da sempre.

Il figlio del boss siciliano Ferdinando Badali (Emmanuele Aita) riceve, a turno, il capo degli Adami, Aureliano (il carismatico e bravissimo Alessandro Borghi) Samurai (Francesco Acquaroli) e Amedeo Cinaglia (Filippo Nigro).

Classica scena del mafioso che ingurgita cibo e discute di “affari”. Il patto tra gli Adami e gli Anacleti, clan zingaro, non si deve sciogliere, nonostante ci sia una lotta di potere tra Alberto Spadino (eccellente Giacomo Ferrara) e suo fratello maggiore Manfredi (Adamo Dionisi). Tutto ruota attorno agli appalti che Cinaglia deve ottenere, convincendo il cardinale Nascari (Alberto Cracco) a far svolgere le manifestazioni religiose nella capitale. Il cardinale resiste ai ricatti, ma, come dice Cinaglia, ogni segreto nasconde una bugia. Vedremo…

Dietro un grande uomo c’è una gran donna

Suburra 3 serie

Le coppie Aureliano/Nadia (Federica Sabatini) Spadino/Angelica (Carlotta Antonelli) sono la gran novità. Due donne, Nadia ed Angelica, che non restano a casa a cucinare a “far figli”, come dice Angelica alla madre di Spadino. Vanno in prima linea, pattugliando i nuovi quartieri, strappati ai trafficanti di droga di Roma nord. Lo fanno per amore, ma anche perché vorrebbero appartenere ad una nuova generazione di guerriere.

Figure femminili già comparse da tempo nei film di genere: donne con mitra e pistole, agenti segreti o semplici lottatrici solitarie.

Il rischio per le due, non è la gloria, tutt’ altro, una morte inutile. E dopo una sconcertante caccia all’ uomo, la verità per Angelica è ormai inequivocabile. Affranta contempla il mare del litorale romano.
Spadino non le può dare quello che vuole, il suo cuore è, solo, per Aureliano. Come conciliare questa realtà con il crimine? Un personaggio emblematico e a tratti commovente, una grande prova d’ attore per Giacomo Ferrara. Una nuova stagione emozionante con grandi colpi di scena, capace di superare anche i limiti di un proprio genere.

Maria Chiara D’Apote

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