Stonewall

Stonewall - Recensione: un film toccante che non scade mai nel melenso

Stonewall

"Stonewall" è un film incentrato sui disagi vissuti da omosessuali e transessuali negli anni '60-'70, sfociati poi in una sommossa che ha dato il via alla lotta per l'uguaglianza degli LGBT, ma a differenza di molte pellicole sul tema che sembrano voler forzatamente spingere lo spettatore a provare pietà, il nuovo lavoro di Roland Emmerich riesce ad essere elegante e delicato, ottenendo un impatto molto più forte proprio per il contrasto tra gli argomenti raccontati e il modo in cui vengono messi in scena.

Il gruppo di 'ragazze' transessuali al centro della storia dà un volto a persone realmente esistite di cui si è però persa ogni traccia, ed è talmente ben definito e realistico da suscitare subito simpatia ed empatia per le loro disgrazie, verso le quali cercano comunque di essere forti e non perdere la speranza di una vita migliore. Il cast è stato scelto alla perfezione: nessuno risulta sopra le righe o banale e il contrasto tra i diversi caratteri dei personaggi rende il tutto ancora più realistico e vivido.

Stonewall: una pellicola estremamente umana

Si vede in ogni dettaglio, dalla sceneggiatura, alla scenografia, ai costumi, che il film vuole mostrare l'umanità di queste persone vittime di discriminazione, le loro forze e le loro debolezze, in un contesto estremamente realistico, tra abiti fatti con le tende, stanze-dormitorio con una dozzina di persone che dormono ammassate, trucchi di seconda mano e una magrezza che deriva dall'avere poco cibo a disposizione. Allo stesso tempo queste 'ragazze' non perdono la capacità di essere leali e altruiste, anzi è proprio questo il loro punto di forza, ciò che le fa andare avanti nonostante la vita tutt'altro che piacevole che sono costrette a vivere; la loro forza è l'unione, l'amicizia, l'essere schierate insieme contro il resto del mondo.

E come non fare il tifo per loro, con quel modo di fare onesto e spudorato, con quell'intelligenza che le ha portate a comprendere ed accettare il loro ruolo nel mondo senza al tempo stesso arrendersi mai. "Io prendo quello che voglio, perchè altrimenti non avrei niente"; una delle frasi migliori del film, che vanta una sceneggiatura strepitosa, e che riassume perfettamente tutto il dolore, la disperazione e la forza di coloro che, seppur discriminati, hanno avuto il coraggio di alzare la testa e combattere per i propri diritti.

Valeria Brunori

  • Regia: Roland Emmerich
  • Cast: Jeremy Irvine, Jonathan Rhys-Meyers, Ron Perlman, Joey King, Jonny Beauchamp, Caleb Landry Jones, Matt Craven, Atticus Mitchell, David Cubitt, Karl Glusman, Andrea Frankle, Otoja Abit, Mark Camacho
  • Genere: Drammatico, colore
  • Durata: 129 minuti
  • Produzione: USA, 2015
  • Distribuzione: Adler Entertainment
  • Data di uscita: 5 Maggio 2016

Stonewall"Stonewall" prende avvio sulla base delle vicende dei moti di Stonewall, avvenuti nel 1969 a New York nel bar Stonewall Inn - da cui la pellicola prende il nome. Questi scontri, di natura violenta, vedevano contrapporsi omosessuali e poliziotti, i secondi in lotta per reprimere la libertà di espressione dei giovani omosessuali degli Stati Uniti. Questa serie di lotte, avvenute nel 1969, segnano simbolicamente la nascita nel movimento della liberazione omosessuale nella città di New York.

La pellicola si struttura tramite le soggettive di un giovane omosessuale - Danny Winters, proveniente dall’Indiana – cacciato di casa e ripudiato dai propri genitori a causa del proprio orientamento sessuale; il giovane, abbandonato a se stesso, finirà con l'adattarsi al mondo che lo circonda e a stringere amicizie con ragazzi nelle sue stesse condizioni. Sarà proprio questo nuovo legame a spingere il giovane omosessuale tra le strade di Stonewall Inn, dove gli scontri raggiunsero l'apice sia fisicamente sia per la portata morale. Qui Danny imparerà le basi della cultura omosessuale, e di conseguenza inizierà a lottare per affermare i propri diritti.

Roland Emmerich si pone alla regia di un film profondamente attuale, che pone in evidenza come – allora come oggi – non tutte le libertà e non tutti i diritti vengono attribuiti ad ogni singolo essere umano.

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