Programma ricchissimo per la Settimana della Critica del Festival di Venezia

Uno sguardo sul reale che lega presente e futuro per il titolo che inaugura la sezione organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani SNCC

The Rossellinis - Venezia 2020

Si cita Rossellini per presentare la 35° edizione della Settimana della critica, sezione collaterale del Festival di Venezia fondata nel 1984 da Lino Miccichè, in programma dal 2 al 12 settembre. E a ragione, poiché proprio al regista culto del neorealismo è dedicato il film di chiusura. Si tratta di “The Rossellinis” diretto da Alessandro Rossellini, un ritratto del cineasta visto attraverso gli occhi di suo nipote. Una vita non sempre facile quella di Alessandro, che all’età di cinquantacinque anni ha deciso di mettersi alla prova dietro la telecamera dopo aver collaborato con nomi importanti del cinema internazionale come fotografo di scena.

Molto importante il film di apertura “The Book of Vision” di Carlo S. Hintermann, collaboratore storico di Terrence Malick, qui in veste di produttore esecutivo. Hintermann, già autore di numerosi film, porta al Lido una storia visionaria di una donna alla scoperta dei profondi legami tra passato e presente in un libro misterioso in una storia che sembra fuori dal tempo.

Settimana della Critica del Festival di Venezia 2020: Sette i titoli in concorso provenienti da vari paesi

The Book of Visions

È un’opera prima “50 O Dos Ballenas Se Encuentran En La Playa” di Jorge Cuchí, giovanissimo regista che porta in scena un dramma adolescenziale sul gioco perverso del Blue Whale che ha condotto molti giovani a rischio della vita. È del regista italiano Mauro Mancini “Non odiare”, anche lui alla prima regia. Ne è protagonista Alessandro Gassmann nei panni di un uomo che si ritrova invischiato in un incidente stradale che lascerà il segno nella sua vita tranquilla.

Guardano alla realtà “Bad Roads” di Natalya Vorozhbyt e “Ghosts” di Azra Deniz Okyay, rispettivamente sull’Ucraina e sulla Turchia di Erdogan. “Shorta” di Anders Ølholm e Frederik Louis Hviid ricorda per il plot “L’odio” di Kassovitz, raccontando i conflitti sociali nascosti della civilissima Danimarca.

Topside” di Celine Held e Logan George è il drammatico racconto della povertà in Usa e prende ispirazione dalla vita difficile di una madre e sua figlia in lotta per la sopravvivenza. Sono entrambi registi esordienti.

Concludiamo con “The Flood Won’t Come”di Marat Sargsyan, un’originalissima storia di guerra vista quasi da un punto vista onirico, un film che promette molto.

Ivana Faranda

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