S is for Stanley

S is For Stanley - Recensione: giustamente premiato col David di Donatello come Miglior Documentario, il lavoro di Alex Infascelli è intenso e coinvolgente

S is for Stanley

Purtroppo per la maggior parte del pubblico cinematografico la parola documentario fa rima con noia, mentre il film di Infascelli è la dimostrazione di come questo luogo comune sia errato.

"S is For Stanley – Trent’anni dietro al volante per Stanley Kubrick" è il racconto intimo e vibrante della vita di Emilio D’Alessandro, autista personale e non solo del grande regista, di cui Infascelli ha sentito parlare per la prima volta durante una sua intervista alla moglie di Kubrick.

Dopo aver letto “Stanley Kubrick e Me” di Filippo Ulivieri, che racconta di questo strano sodalizio, il regista romano ha deciso di voler portare la storia di D’Alessandro sullo schermo e lo ha fatto in modo eccellente, con scelte narrative molto azzeccate, come quella di girare il film in una sorta di ripostiglio-garage in cui D’Alessandro tiene i ricordi della sua vita londinese così che lo spettatore possa cogliere qua e là oggetti che riportano alla mente i capolavori di Kubrick.

S is For Stanley: quando un documentario è più interessante di un biopic

Ascoltando quest’uomo, seduto su uno sgabello, con la macchina da presa che ne cattura ogni più piccola emozione, scopriamo un Kubrick diverso da quello che i media ci hanno fatto conoscere, un Kubrick quotidiano, con debolezze e paure come ciascuno di noi e capace di grandi sentimenti, grande non solo in ambito cinematografico. E altrettanto grande è D’Alessandro, che ha sacrificato le sue ambizioni personali per stargli accanto, lasciandosi completamente avvolgere dalla vita e dalle esigenze di uno dei pochi veri maestri che il cinema abbia avuto.

Infascelli racconta in modo magistrale il casuale incontro di queste due vite e la loro dipendenza reciproca, tenendo vivo l’interesse dello spettatore, che è curioso di andare avanti nella storia come se si trattasse di un film di finzione. I minuti volano veloci, grazie anche ad un montaggio serrato, curato dallo stesso regista, e quando appaiono i titoli di coda c’è un po’ di rammarico, vorremmo poter sentire i racconti di Emilio ancora per un po’.

Usciamo dalla sala arricchiti nella mente e nello spirito, per cui non possiamo non ringraziare Infascelli per questo regalo.

Maria Grazia Bosu

  • Regia: Alex Infascelli
  • Cast: Alex Infascelli, Emilio D'Alessandro, Janette Woolmore
  • Genere: Documentario, colore
  • Durata: 78 minuti
  • Produzione: Italia, 2015
  • Distribuzione: Wanted
  • Data di uscita: 30 maggio 2016

S is for Stanley locandina

"S is for Stanley" racconta un aspetto inedito della vita di Kubrick: la singolare amicizia con Emilio D'Alessandro, un uomo emigrato giovanissimo dalla ciociaria in quel di Londra dove, dopo aver fatto i mestieri più svariati, compreso il pilota di auto da corsa, per uno strano volere del destino ha incrociato la sua vita con quella del grande regista.

È la storia di un rapporto lavorativo e affettivo durato più di trent'anni, fino alla morte del cineasta, per il quale Emilio è stato autista personale, factotum e confidente, una vera e propria spalla sulla quale Kubrick s'appoggiava sia per il lavoro che per la vita personale: un aiuto del quale non riusciva a fare a meno.

Infascelli, a più di sedici anni dalla morte del regista, offre una testimonianza interessante e originale, imperdibile per tutti coloro che amano la settima arte, in cui ci offre un Kubrick inedito, lontano da quello che ci hanno raccontato finora i media.

Stanley Kubrick, regista-filosofo, eclettico e instancabile sperimentatore che in nome della libertà creativa rinunciò a Hollywood per curare in maniera maniacale ogni singolo aspetto della produzione dei suoi film, in cinquant'anni di carriera ha raccontato le contraddizioni dell'uomo occidentale, senza rinunciare mai alla spettacolarità della messa in scena e passando in rassegna tutti i generi cinematografici.

Alex Infascelli ci mostra in "S is for Stanley" come non tutto è stato raccontato e come spesso i sodalizi vincenti sono costituiti da persone che più lontane non potrebbero essere.
Il film è stato presentato al Festival del Cinema di Roma 2015 nella sezione Omaggi, in una versione da 58 minuti, ed ha vinto nel 2016 il David di Donatello come Miglior Documentario.

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