Oliver Stone critica Hollywood e dice la sua su Trump

A Hollywood ora non puoi fare un film senza un consulente COVID o un consulente per la sensibilità: queste le parole del regista premio Oscar Oliver Stone.

Oliver Stone: le critiche del regista allo status quo dell’industria hollywoodiana

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Oliver Stone è abbastanza contrario all’attuale stato in cui versa Hollywood e sembra non aver fretta di lavorare in un film mainstream, convinto che la la città sia diventata “pazza”.

Nel corso di un’intervista rilasciata al New York Times Magazine, il controverso cineasta ha definito il cinema moderno “ridicolo”.

“È così costoso – il marketing”, ha iniziato Stone. “Tutto è diventato troppo fragile, troppo sensibile. Non puoi fare un film senza un consulente COVID. Non puoi fare un film senza un consulente per la sensibilità. È ridicolo.”

Il regista premio Oscar ha concesso l’intervista per lanciare il suo prossimo libro di memorie dal titolo “Chasing the Light“.

Oliver Stone ha inoltre definito Hollywood uguale a “un tea party di Alice nel Paese delle Meraviglie”.

Alla domanda di spiegare le sue critiche Stone ha parlato di quanto sia più costoso realizzare ora un film a causa delle precauzioni per il coronavirus; i tempi per le riprese si sono allungati e ci sono complicazioni per le distanze sociali tra gli attori.

I progetti sul futuro e il suo giudizio su Trump

Oliver Stone ha confessato, tuttavia, di non aver smesso completamente di fare film. Il regista sta infatti progettando un paio di documentari. “Uno è su JFK. Da quando è uscito il film nel 1991, è emerso un bel po’ di nuovo materiale che la gente ha praticamente ignorato. È una storia da morire”.

L’altro documentario, “A Bright Future“, si concentrerà sull’energia pulita, compresa l’energia nucleare, ha detto il regista, aggiungendo: “Questi sono gli argomenti dei documentari e non saranno necessariamente popolari, ma sono importanti per me”.

In un’intervista rilasciata al Sunday Times Stone, inoltre, Oliver Stone ha dichiarato che la popolarità di Trump deriva dal fatto che sia “un pazzo”.

“Non dorme molto, non si prende cura della sua salute. È un personaggio drammatico e affascinante, shakespeariano: è come un uragano. A volte crea tempeste dentro se stesso quasi intenzionalmente ogni giorno per alimentare la sua energia. È una specie di Re Lear. Lui parla come un folle, ma dice le stesse cose che pensano tante persone: più soldati, più potere, più violenza”.

14/07/2020

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