Lupin: recensione della prima parte della prima stagione

Lupin: recensione della prima parte della prima stagione

Lupin: la serie sbanca audience di Netflix

Lupin

“Lupin” è una serie targata Netflix, trasmessa per la prima volta nel gennaio 2021. I cinque episodi che compongono la prima parte della serie sono stati rilasciati in streaming l’8 gennaio e il successo è stato immediato.

“Lupin”, il cui protagonista è Omar Sy, punta di diamante della cinematografia francese, è balzato immediatamente nella top ten Netflix, raggiungendo velocemente la prima posizione in un gran numero di paesi (Francia, Brasile, Vietnam, Argentina, Germania, Italia, Spagna, Polonia, Paesi Bassi, Filippine e Svezia). Con quasi settanta milioni di spettatori la serie francese ottiene risultati incredibili, raramente raggiunti anche da prodotti a budget molto superiore.

Una serie elegante e raffinata

Il plot, come il titolo esplicita in maniera molto eloquente, prende spunto dal noto personaggio creato nel lontano 1905 dalla fantasiosa penna di Maurice Marie Émilie Leblanc. Arsène Lupin, il ladro gentiluomo, negli anni ha ispirato sceneggiatori e registi di ogni dove. Il nostro protagonista è Assane Diop, un uomo determinato a trovare giustizia per un torto subito da bambino, che ha segnato drammaticamente la sua vita.

Così, in un crescendo di tensione, si dipana l’intricata matassa della vita del novello Lupin che, diviso tra affetti e un desiderio di giustizia che può trasformarsi in sete di vendetta, è disposto a sacrificare se stesso pur di raggiungere il suo obiettivo.

La sceneggiatura tiene fede allo spirito di Leblanc, quindi il nostro Assad è un vero ladro gentiluomo, il cui furto di una collana è funzionale ad uno piano più ampio: è solo uno dei tasselli per raggiungere il suo scopo finale.

Omar Sy convince e incanta

Lupin Netflix

Omar Sy cattura subito l’attenzione e l’affetto di un pubblico che non fatica a immedesimarsi nelle sue pene e a fare il tifo per lui. Un’infanzia di sofferenze, causate dall’ingordigia e dalla sete di potere altrui, non può che stimolare il pubblico a sperare che Assane raggiunga il suo obiettivo, vendicandosi per i torti subiti. Eccellente interprete, l’attore francese è a proprio agio nei panni di quest’uomo arguto, dalle mille sorprese che, nella migliore tradizione di Leblanc, regala mille travestimenti allo spettatore.

Omar Sy ha dichiarato al New York Times: “Lupin era un acuto osservatore della società e volevamo che Assane fosse lo stesso. Non ha bisogno di molto per camuffarsi: si unisce al tipo di persone che non si fanno notare da nessuno e poi scompare nel nulla”.

Un racconto coinvolgente da gustare tutto d’un fiato

“Lupin” è il giusto mix di pathos e azione che lo proietta giustamente tra le serie più amate dal pubblico televisivo, è un prodotto moderno, dinamico, dal ritmo serrato, in un crescendo di colpi di scena che tengono il pubblico televisivo incollato al proprio divano.

I cinque episodi volano veloci, lasciando col fiato sospeso sul proseguo delle vicende. Netflix ha dichiarato ufficialmente che la seconda parte andrà in onda entro la fine del 2021, così non resta che attendere con pazienza.

Ad ideare la serie George Kay e Francois Uzan, la regia a sei mani è di Louis Leterrier, Marcela Said e Ludovic Barnard. Accanto a Sy recitano, tra i tanti, Vincent Londez, Ludivine Sagnier, Clotilde Hesme, Nicole Garcia, Hervé Pierre e Soufiane Guerrab.

Maria Grazia Bosu

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