Luc Besson: chiude la sua scuola di cinema

L’Ecole de la Cité, la scuola di cinema di Luc Besson, mirava a coinvolgere studenti provenienti da ambienti diversi senza i severi requisiti di ammissione. Ora però, sembra che l’istituzione si ritrova a essere un’altra vittima dei problemi legali e finanziari del regista.

Altri guai in vista per Luc Besson

Luc Besson regista

In un’e-mail inviata lunedì mattina, il direttore fondatore Laurent Jaudon ha dichiarato che avrebbe lasciato la scuola immediatamente, aggiungendo: “Sono sicuro che le nostre strade si incroceranno presto e, fino ad allora, ti auguro buona fortuna in tutti i tuoi progetti”. Jaudon ha anche aggiornato il suo profilo su LinkedIn scrivendo: “un regista senza una scuola, ma con molti studenti”.

Il messaggio arriva dopo settimane di speculazioni in cui i potenziali studenti hanno iniziato a condividere su Twitter le lettere di rifiuto in cui venivano informati sul fatto che quest’anno, in autunno, le lezioni non avrebbero avuto inizio.

In una dichiarazione rilasciata a The Hollywood Reporter, un portavoce di EuropaCorp ha affermato che la scuola “approfitterà dell’estate per riorganizzarsi e ha deciso di rinviare il reclutamento di nuovi studenti a una data da definirsi”. Ha aggiunto anche che “A causa di finanziamenti statali insufficienti e perché le donazioni private non sono al livello necessario, la scuola deve ridefinire le condizioni di accesso in modo da garantire l’equilibrio finanziario”.

In questo momento, però, è sicuro che gli studenti iscritti ai corsi in autunno del 2017 non torneranno per le lezioni a settembre.

L’Ecole de la Cite è stata fondata da Besson nel 2012 e si trova nel suo enorme studio cinematografico fuori Parigi. La scuola mirava a coinvolgere studenti provenienti da ambienti diversi senza i severi requisiti di ammissione di altre scuole di cinema più esclusive. Lo stesso Besson è stato respinto dalle migliori scuole di cinema francesi per il suo essere troppo commerciale.

La scuola è stata interamente finanziata dalle donazioni, da parte il gruppo di lusso di moda Kering, il canale francese TF1 e le società di telecamere e illuminazione NextShot e TranspaLux, attualmente quotate come partner. Mentre CanalPlus, Gaumont, Pathe, il canale M6 e la banca BNP Paribas erano sponsor in precedenza, ma hanno abbandonato il progetto negli ultimi anni, con un finanziamento privato in rapida diminuzione da 1,8 milioni di euro nel suo primo anno a 180.000 euro l’anno scorso. Quest’anno invece il National Cinema Center e l’ente cinematografico regionale Ile-de-France hanno contribuito ciascuno 200.000 euro.

Marina Kozak

24/07/2018

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