Love, Victor: Recensione

Love, Victor: Recensione

Una rappresentazione più inclusiva nei teen drama

Love Victor

Su Star, sezione più matura di Disney+, sono disponibili tutti gli episodi della serie tv “Love, Victor”, spin off di “Tuo, Simon”, film del 2018 che ha rappresentato il primo teen movie di produzione hollywoodiana ad avere come protagonista un ragazzo gay.

A differenza di Simon, che è sicuro sulla propria sessualità ma non ha ancora fatto coming out, il protagonista di “Love, Victor” è ancora confuso. A differenziare i due protagonisti è anche un tipo di background che rende ancora più difficile aprirsi. Victor è un ragazzo di origini latinoamericane che si è appena trasferito dal Texas ad Atlanta, e la sua è una famiglia meno benestante rispetto a quella di Simon, ma soprattutto più tradizionalista. Inoltre il rapporto tra i suoi genitori sembra essersi incrinato e la sorella si mostra insofferente a causa della separazione forzata dai vecchi amici e dal fidanzato. Victor invece pensa che cambiare città possa rappresentare un nuovo inizio e che un ambiente più progressista lo aiuterà a capire finalmente cosa vuole, libero di essere chi è.

Durante il primo giorno di scuola alla Creekwood High School, la stessa frequentata dal protagonista di “Tuo, Simon”, viene a conoscenza della sua storia e della romantica dichiarazione d’amore fatta al ragazzo che aveva conosciuto tramite uno scambio di email. Demoralizzato dal fatto che le cose non sono andate come sperava, Victor decide di contattare Simon su Instagram per parlargli dei suoi dubbi e delle sue paure. Inizia così un nuova corrispondenza online in cui il protagonista del film precedente diventa per quello della serie tv un amico e un mentore.

La paura di accettare sé stessi

Love Victore Benji

Alla fine Victor riesce a crearsi un gruppo di amici e comincia a uscire con una ragazza, deciso a comportarsi in maniera “normale”. Il suo interesse però sembra essere rivolto più verso Benji, compagno di scuola, gay dichiarato, e suo collega alla caffetteria.

Nei suoi toni rassicuranti ed edulcorati, con tutta una serie di cliché tipici del genere, “Love, Victor” è un teen drama  tenerissimo, in alcuni momenti anche commovente. Certe banalità e semplificazioni della narrazione non infastidiscono ma fanno semplicemente sorridere. Anche i personaggi di contorno pur nei loro tratti stereotipati riescono a far emergere una certa personalità che permette di affezionarsi facilmente.

Sia a scuola che in famiglia non vengono presentati gravi episodi di omofobia ma bastano anche brevi commenti per fare sentire Victor a disagio, facendo crescere in lui la paura che se le persone sapessero che è gay comincerebbero a trattarlo diversamente. Così come in “Love, Victor”, l’innovazione non sta nel raccontare una storia particolarmente originale, ma nel fatto che un prodotto rivolto a un pubblico generalista e giovane abbia come protagonista un ragazzo gay.

Tutti meritano un teen drama che li rappresenti

Love Victor Star

In una puntata ritorna anche per un piccolo cameo Simon. Victor va a New York a trovarlo e si ritrova catapultato in una realtà variegata fatta di una comunità LGBT+ pronta a supportarlo. L’episodio mostra anche alcuni pregiudizi interiorizzati da Victor stesso su cosa significhi essere gay. All’inizio di fronte a persone diverse e più eccentriche rispetto a lui rimane un po’ diffidente, non riuscendo a identificarsi in loro, finché non gli viene dimostrato che non c’è un unico modo di essere gay, ognuno deve sentirsi libero di essere sé stesso.

Fortunatamente ormai il numero di personaggi LGBT nei prodotti contemporanei è sempre più alto, ma spesso sono relegati a ruoli secondari, amici dei protagonisti, soprattutto nelle grandi produzioni. La tagline di “Tuo, Simon” recitava “ognuno merita una grande storia d’amore”, ed è ora che tutti abbiano anche una serie tv mainstream con cui poter sognare e in cui poter identificarsi. “Love, Victor” rappresenta questo tipo di teen drama, capace di offrire un bellissimo messaggio al pubblico di giovani adolescenti a cui si rivolge, che potrebbero condividere certi timori con il protagonista ma vengono spinti ad affrontarli con coraggio nonostante le difficoltà.

Maria Concetta Fontana

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