Loro 2: Paolo Sorrentino ed il cast in conferenza stampa

Oggi 2 maggio è stato presentato in anteprima alla stampa “Loro 2”, la seconda parte dell’ultima fatica di Paolo Sorrentino, incentrata sulla figura di Silvio Berlusconi. Il regista è intervenuto al Moderno di Piazza Repubblica a Roma, assieme a tutto il cast.

Loro: un film che naviga tra realtà e finzione narrativa

Loro scena film

A chi gli dice di fare film alla Sorrentino risponde sorridendo che non può che fare questo: “posso capire che il film possa stufare ma non posso fare altro, molti dicono che imito l’uno e l’altro, senza riuscirci, ma se è vero che ‘bisogna provare ad imitare capolavori, e nella misura in cui non ci si riesce si è originale’, allora io lo sono sicuramente, secondo i vostri giudizi”.

Gli viene poi chiesto se è stato più difficile girare “The Young Pope” o “Loro”: “quando si ha a che fare con personaggi reali la libertà narrativa viene contenuta, in “The Young  Pope” l’inventiva era assoluta”.

Loro: per il regista un’indagine sentimentale dalla quale si evincono stati d’animo in cui potersi ritrovare

Il regista premio Oscar ritiene che “Loro” non sia “un film schierato o ideologico”; a parer suo, nonostante i tanti film su Silvio Berlusconi, “non era mai stata puntualizzata la dimensione sentimentale dell’uomo politico e di ciò che gli sta accanto. Il fatto poi che il personaggio di Veronica abbia incarnato le domande che molti detrattori gli avrebbero posto non significa che io la pensi come Veronica o come un qualsiasi altro personaggio”. Per il regista ciò che è importante è che dietro tante situazioni ci sono le paure, più o meno nascoste, che possono essere mostrate proprio quando si indaga sui sentimenti. “La paura della vecchiaia è un sentimento condiviso, e quello della morte ancor più, da giovani e anziani, il senso di paura aleggia in tutti, in questo sta l’attualità  del film, in questi sentimenti  che sono universali”.

Il regista partenopeo ha poi fatto una riflessione sul momento storico in cui è ambientato il film, un arco temporale tra il 2006 ed il 2010, un periodo in cui “molti sentimenti si sono sviluppati con grande vitalità e per questo sono stati soggetti a delusione”.

Loro: Elena Sofia Ricci racconta la sua Veronica

Elena Sofia Ricci ha detto di come “faccia fatica a parlare di un personaggio reale” che ha cercato di interpretare leggendo anche la sua biografia, ma ribadendo che quando ha letto la sceneggiatura ha “letto cose che riguardano tutte noi donne, una certa malinconia, il dolore della fine di un rapporto, il vedersi sfiorire, la delusione per il fallimento. Di mio ho messo il sentimento di una donna con tutto quello che può aver vissuto, anch’io conosco il travaglio di una separazione. La tutela della propria dignità  credo sia comune a tutte noi che abbiamo vissuto certe esperienze. Mi sono comunque lasciata guidare da Paolo ed ho avuto la fortuna di lavorare con Toni, col quale è proprio facile dividere la scena”.

Loro: Servillo ed il Berlusconi ‘divo’

Da parte sua Servillo ritiene che aver interpretato “Il divo” sia stata una vera fortuna, “non solo perché  sono orgoglioso di ciò, ma anche perché ho potuto confrontare l’uno con l’altro. Il ‘divo’ Andreotti, qualifica che si attribuiva agli imperatori romani, si muoveva nei palazzi della politica con una costante introversione, che ne alimentava il mistero, qui l’estroversione ne fa quasi un personaggio da cinema, arrivando ad occupare l’interiorità di chi cerca affannosamente di imitarne il modello senza riuscirci. Quando una sceneggiatura ti offre una scena come quella con Ennio, oppure la telefonata con l’ignara signora non si può che esserne felici.  La cosa più interessante del personaggio era la distanza della politica, e la scelta di Paolo di averlo mostrato in quell’eden sardo in cui sopravvive aspettando il momento in cui rientrare in scena. E’ chiaro che poi si fa riferimento alla realtà documentata, ma per quella basta vivere”.

Loro: lo sguardo tenero del regista sui personaggi

Il regista ribadisce che il suo sguardo sui personaggi sta “nel tono adoperato per la narrazione, la tenerezza, non avevo voglia di puntare il dito contro nessuno, sarebbe stato presuntuoso. Un film e un libro, a dispetto della cronaca, per sua natura emotiva, nervosa,  sono l’ultimo avamposto della comprensione anche se questo ti espone a giudizi non sempre gradevoli, provare a comprendere i perché delle cose anche quando non ci piacciono e sono moralmente discutibili, è per me importante”.

Riprende la parola Elena Sofia Ricci per aggiungere che a parer suo “parecchi italiani, anche uomini, si possono riconoscere in Veronica” e parlare poi della sua esperienza come spettatrice del film: “Siamo andati a vedere “Loro” ed abbiamo visto ‘noi’, per questo credo che il film sia molto potente, un senso di pietas profonda mi ha aiutato  ad interpretare questo ruolo”.

Loro: il desiderio di raccontare una storia d’amore

“Punto di partenza dell’idea del film era quello di narrare una storia d’amore, poi il film prende altre direzioni, magari troppe, ci sembrò il modo più efficace ed inedito per raccontare questa storia” ha affermato il regista.

Ha poi aggiunto Servillo: “Mi sembra interessante che si vada oltre il personaggio pubblico pur riconoscendolo nelle sue caratteristiche, fino a rappresentare quasi un totem che per qualcuno diventa un tormento interiore. Poter misurare le differenze tra la dimensione pubblica e quella privata”.

Nelle intenzioni del cineasta “il film è uno sguardo su un periodo che ha delle sue caratteristiche figlie forse degli anni novanta, un film su una parte degli italiani dove si esplorano dei sentimenti che sono universali, che spero rimangano oltre il tempo di permanenza nelle sale. Sicuramente ci sono dentro caratteristiche che accompagnano gli italiani, che hanno anche una grande dimensione di eroismo, non c’è solo il lato dell’aberrazione e di quelle depravazioni che abbiamo rappresentato nella prima parte, l’ambizione di tutti i film è di raccontare un pò noi”.

Maria Grazia Bosu

 

 

 

 

 

 

 

 

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