Jeff Bridges ricorda Michael Cimino

Jeff Bridges ricorda Michael Cimino

Jeff Bridges, attore e musicista premio Oscar per “Crazy Heart”, ha pubblicato un post su Facebook in cui ha omaggiato il regista Michael Cimino, scomparso il 2 luglio 2016. Cimino aveva collaborato con Bridges per il suo esordio alla regia: “Una calibro 20 per lo specialista” e, sei anni più tardi, per “I cancelli del cielo”.

Jeff Bridges ha scritto su Facebook una lettera aperta al regista scomparso

Jeff Bridges Cimino

Michael Cimino, il regista vincitore di 5 premi Oscar per “Il Cacciatore”, recentemente scomparso, scelse per il suo primo film, “Una calibro 20 per lo specialista”, un ancora giovanissimo Jeff Bridges. L’attore, agli esordi della sua carriera, era allora molto insicuro delle proprie capacità e, con una lunga testimonianza affidata al più famoso social network, ha raccontato di come Michael Cimino lo abbia confortato e lo abbia motivato, aiutandolo a temprare la sua autostima. L’attore ha scritto in questo lungo post di come “Mike” lo abbia sostenuto:

«Nel 1973, Mike Cimino mi ha scelto per la parte di Lightfoot nel primo film che ha diretto, “Una calibro 20 per lo specialista” [titolo originale “Thunderbolt and Lightfoot”, ndr]. Io stavo iniziando in quel periodo, ero solo un ragazzo. Ricordo che ero nel Montana, chiedendomi perché mi avesse scelto. Non mi sentivo per niente simile al personaggio che ero chiamato a interpretare. Mi sentivo inadeguato, indegno, confuso.

Il giorno prima dell’inizio delle riprese l’ho confessato a Mike. Questo era il primo film di Mike, un film che aveva anche scritto. L’opportunità gli era stata offerta da Clint Eastwood, produttore e star del film. Mi dispiaceva per Mike.

Questa era una grande opportunità per lui, ed eccolo lì, il giorno prima dell’inizio delle riprese del suo film, che un giovane attore spaventato che aveva un ruolo principale gli stava dicendo che non sapeva se ce l’avrebbe fatta. Dopo una pausa non troppo lunga, Mike mi guardò e disse «conosci quel gioco, acchiapparella?». «Sì» gli risposi. «Bene, tu sei ‘lui’ (quello che ‘acchiappa’)» mi ha detto Mike [nella versione americana del gioco, che si chiama “Tag”, colui che ‘acchiappa’ gli altri giocatori viene chiamato “It” e deve gridare «It!» non appena tocca uno dei giocatori che scappano].

Continuò a dire che questo ragazzo, Lightfoot, non era altri che me, che non potevo sbagliare, o fare un passo falso, neanche se lo avessi voluto. Non ho mai dimenticato l’ indicazione che quel giovane regista mi aveva dato nel suo primo film, quel regalo di fiducia. Spesso lo richiamo alla mente quando mi piomba addosso quel senso di inadeguatezza, quel senso di non meritare ciò che mi viene offerto. A quel punto mi ricordo di divertirmi nel gioco, in quel gioco che è ‘acchiapparella’.

Qualche anno più tardi, dopo che Mike ha vinto un Academy Award per la regia di “Il cacciatore”, mi ha scritturato di nuovo per un altro film. Ora lui era un vincitore di Oscar e, insieme a Coppola, Bogdanovich e Scorsese, un ‘Hollywood darling’ [così si chiamano i pupilli e i beniamini di Hollywood], incoraggiato a fare qualsiasi film volesse.

I cancelli del cielo era quello che aveva in mente. Un film sul periodo affascinante della storia americana in cui Cattle Barons, sanzionato dal governo degli Stati Uniti dichiarò guerra agli emigranti – le Guerre di Johnson County. Io fui scelto per il ruolo di John Bridges, un personaggio che Mike ha vagamente basato su uno dei miei parenti. I molti mesi di riprese nel Montana furono una sorta di esperienza del fare cinema. Quando uscì I cancelli del cielo, molti critici lo definirono un flop, un disastro. Bene… è solo la loro opinione. Per me, e per molti altri, è un capolavoro e cresce in bellezza ogni volta che viene visto.»

L’attore ha concluso il post ringraziando il regista e ricordando ancora la discussione edificante fatta con Michael sul gioco dell’’acchiapparella’.

«Michael Cimino è stato uno splendido regista. Aver avuto l’opportunità di lavorare con lui è stato un grande piacere e onore, un vero colpo di fortuna, una benedizione. Mi mancherai, Mike. Grazie per avermi “acchiappato”, amico».

Riportiamo di seguito il link al post su Facebook di Jeff Bridges, che ha raccolto centinaia di like, a dimostrazione dell’affetto per questo grande regista della New Hollywood, oltre che della tristezza e del vuoto che la sua scomparsa hanno provocato nel pubblico e tra i professionisti del settore.

Marta Maiorano

08/07/2016

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