Incontro ravvicinato con Zerocalcare

Incontro ravvicinato con Zerocalcare

Incontro piacevole e informale con Michele Rech, alias Zerocalcare, in occasione della presentazione in anteprima alla Festa del Cinema di Roma delle prime due puntate della nuova produzione Netflix “Strappare lungo i bordi”, disponibile sulla piattaforma dal 17 novembre. Il clima rilassato era evidente fin dalla presentazione dell’incontro, da parte di Antonio Monda, che ha ribattezzato il prodotto ‘Strappare lungo i brodi’, strappando delle sonore risate alla platea.

Zerocalcare presenta al pubblico e alla stampa “Strappare lungo i bordi”

strappare lungo i bordi immagine

Dopo la proiezione l’artista ha incontrato il pubblico e i giornalisti, parlando all’inizio naturalmente della nuova serie, rivelandone qualche curiosità. Per esempio la lavorazione è stata effettuata in gran parte durante il lockdown, perciò le quasi duecento persone che ci hanno lavorato non si sono in realtà mai incontrate, lavorando a distanza ognuno per le proprie competenze. Da parte dell’autore un plauso all’onestà intellettuale della produzione, che gli ha concesso totale libertà espressiva, permettendo anche battute che mettevano in luce negativa Netflix, cosa che in passato aveva portato Zerocalcare a interrompere rapporti di lavoro già iniziati per altre produzioni “che si prendevano troppo sul serio”.

Sono seguite poi delle considerazioni sulla sua arte, sul fatto di come riesca a trovare in ogni avvenimento, anche minimo, del quotidiano una possibile fonte di una qualsiasi paranoia, e riderci su. Zerocalcare, in avvio teso e di poche parole, è andato via via sciogliendosi, entrando in sintonia col pubblico, cui ha regalato anche dei bei momenti di divertimento. L’autore ha precisato che la sua arte è pensata per “gli impicciati” mentali come lui, e quella è una situazione trasversale, senza confini, che uno capisce anche in Giappone, mentre se uno è “normale”, anche se è di Roma, forse non capirà mai appieno il suo lavoro.

La sua arte diversificata

Riguardo la diversificazione, il suo passare con disinvoltura da un fumetto impegnato come ‘Kobane Calling’, alle “cazzate” come questi episodi, l’autore ha confessato che lui ha due “alert” sul cellulare, quello che gli segnala gli spostamenti di truppe sul confine curdo, e quello che gli comunica in tempo reale tutti gli sviluppi del Marvel Cinematic Universe, questo per ribadire che lui non vuole essere considerato assolutamente un “curdologo”, ma solamente uno che, mentre parla con leggerezza di cose quotidiane, ci mette in mezzo anche argomenti seri e drammatici, come appunto la tragedia del popolo curdo.

Tornando a parlare della nuova serie, l’artista ne ha rivendicato l’originalità, descrivendola come oggetto letterario trasportato su grande schermo. Utilizzando il suo solito linguaggio, tipico dei fumetti disegnati finora, Zerocalcare si è assicurato che il nuovo prodotto rimanesse una “sua” storia, narrata con la sua voce (a parte quella dell’Armadillo/coscienza, prestata dall’amico Valerio Mastandrea). L’autore ha consigliato il pubblico di vedere la serie una prima volta a velocità normale, poi nelle repliche di divertirsi a “decodificare” le scritte sui poster, sui cartelli, sugli schermi dei telefonini.

Le responsabilità di un autore nei confronti di chi legge le sue opere

Interessante infine una domanda sulla responsabilità dell’autore nei confronti dei suoi lettori o spettatori. Lo scrittore ha affermato che ci sono sì delle responsabilità per chi si rivolge a un grande pubblico, ma limitate. È difficile cambiare in meglio le persone, molto più facile cambiarle in peggio. Per Zerocalcare l’importante è non peggiorare le persone: “chi legge un libro mio o vede una serie mia, l’importante è che non ne esce peggio di come ne è entrato”.

Ringraziamo Michele per la sua grande disponibilità e cortesia, per averci fatto trascorrere un’ora di divertimento, lasciandoci anche, però, diversi spunti di riflessione. È quello che in fondo sogna ogni autore, che ciò che enuncia rimanga dentro il fruitore del suo lavoro e inviti lo stesso a ripensare a ciò che ha letto o ascoltato. Invitiamo perciò il pubblico a godere delle sei puntate di ”Strappare lungo i bordi” (o brodi, se preferite) e vedere quanto ci si riconosce nelle paranoie esistenziali del protagonista, per verificare fino a che punto siamo ‘impicciati’ anche noi.

Daniele Battistoni

19/10/2021

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