House of the Dragon: recensione della serie tv HBO

House of the Dragon: recensione della serie tv HBO

House of the Dragon” si è conclusa con uno scioccante finale il 24 ottobre 2022, con il decimo e ultimo episodio.

House of the Dragon: lenta preparazione alla guerra

House of the Dragon

La prima, a detta di creatore e showrunner, di 4 stagioni di “House of the Dragon” riesce a mantenere vivo il mondo del celebre show “Il Trono di Spade”. Il confronto, oltre ad essere impari, sarebbe anche azzardato: “House of the Dragon” parte da subito con una storia, una struttura e una costruzione della trama completamente diversa. L’ultima puntata della serie preannuncia una guerra, un conflitto di cui si è parlato molto anche in “Il Trono di Spade” e noto come la Danza dei Draghi.

Basata in parte sull’opera di George R.R. Martin “Fuoco e sangue”, e ambientata 172 anni prima della nascita di Daenerys Targaryen, una dei protagonisti di “Il Trono di Spade”, la serie presenta i Targaryen a dominare su tutti i 7 regni. Fino alla morte di Viserys, che avviene nel penultimo episodio dello show, la pace può sembrare ancora possibile, con la successione al trono che scatenerà sicuramente rivalità e contrasti. Il colpo di scena che però ribalta tutto sottolinea come la pace e l’equilibrio che le due protagoniste Rhaenyra e Alicent cercavano di mantenere, siano ormai diventati solo un’illusione.

Una narrazione troppo veloce

House of the Dragon

“House of the Dragon” è ricca di quelle scene spettacolari che hanno reso lo stesso “Il Trono di Spade”, una delle migliori serie mai realizzate. L’attenzione ai dettagli, il mondo di Westeros ricostruito alla perfezione, i legami di sangue e la legittimità al trono sono tutti gli elementi che fanno di “House of the Dragon” un prodotto di alto livello. Nonostante questo sembra perà che la serie sia una preparazione a degli eventi distruttivi che avverranno in seguito. “House of the Dragon” presenta, fa conoscere, poi crescere e vivere tutti i personaggi che avranno un ruolo fondamentale nel conflitto a venire.

Passano mesi e poi anni tra la prima e la seconda parte dello show, cambiano le attrici protagoniste, che diventano mogli e madri e la loro amicizia d’infanzia viene sempre meno. A volte la serie sembra avere eccessivamente fretta di narrare alcuni eventi, fin quando, a metà stagione, è poi chiaro l’intento di raccontare la storia di una famiglia. In particolare l’inizio della fine della lunga e pacifica dinastia dei Targaryen. Mentre i personaggi di contorno vengono lasciati da parte, protagonisti e antagonisti sono le figure meglio costruite: da Rhaenyra ad Alicent, per non parlare di Daemon, straordinaria interpretazione di Matt Smith, fino al temibile Larys Strong.

La forza dei personaggi in “House of the Dragon”

House of the Dragon

La caratterizzazione completa e definita dei personaggi principali riesce a far accettare la scomparsa di alcuni soggetti che appaiono solo in alcuni episodi per poi uscire di scena senza un reale motivo. E si tratta spesso di personalità che ci si sarebbe aspettati di conoscere meglio. “House of the Dragon” non manca di coinvolgere lo spettatore, con scene di suspence e straordinarie inquadrature dei draghi che volteggiano tra i luoghi di Westeros, obbedendo sempre al loro padrone. La successione al trono, o meglio, chi sia il legittimo erede, è al centro dell’intera vicenda, così come il contrasto tra le due donne protagoniste.

Un contrasto che sembra risolversi troppo facilmente, ma solo per poco tempo, capovolto e del tutto stravolto da ciò che accade nella decima puntata della serie. La regia è curata nei particolari e dà come sempre risalto ai primi piani nei momenti più intensi, mentre nelle scene d’azione utilizza inquadrature più larghe come il campo lungo. La fotografia non manca di essere impeccabile, così come lo sono costumi, scenografia ed effetti speciali. La trama è forse quel qualcosa da cui ci si può aspettare di più nelle prossime stagioni, considerando una guerra civile che sappiamo sta per scoppiare.

Giorgia Terranova

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