Gloria Mundi (2019)

Gloria Mundi - Recensione: ritratto di famiglia in lotta contro il neocapitalismo

Nella Marsiglia operaia, Mathilda (Anaïs Demoustier) e Nicolas (Robinson Stévenin) sono diventati genitori della piccola Gloria. La accoglie con gioia tutta la famiglia composta dalla nonna Sylvie (Ariane Ascaride) e dal suo secondo marito da cui ha avuto la figlia Aurore (Lola Naymark). Non resta che dirlo a Daniel (Gérard Meylan), padre di Mathilda, che sta uscendo dal carcere dopo una lunga condanna per omicidio.

Robert Guédiguian porta al Festival di Venezia un film di denuncia con il suo cast di sempre

Tra tanti film made in USA con star dal nome altisonante, in Concorso a Venezia 2019 è stato presentato anche il lavoro del regista francese più militante di tutti. Robert Guédiguian, sposato con la sua attrice feticcio Ariane Ascaride, racconta da sempre il mondo del reale. La sua visione del cinema è segnata dalla lotta politica e anche questo lavoro rientra perfettamente in questo quadro.

“Gloria Mundi” inizia in modo quasi idilliaco con la venuta al modo di una bimba in una famiglia complessa, segnata da un nonno appena uscito dalla prigione. Daniel ritorna a casa per vedere la piccola e riconciliarsi con Mathilda e trova una situazione a dir poco complicata. Sono tutti piegati dalla crisi economica dall’ex moglie al compagno della figlia. Fanno eccezione i due commercianti cinici e disincantati, Aurore e suo marito Bruno (Grégoire Leprince-Ringuet).

L’autore parte da una storia privata per raccontarne una più grande che riguarda tutti noi, ambientandola nella sua città. Da sempre, Marsiglia è per lui il cuore del mondo con protagonisti gli stessi attori che sono la sua famiglia. La narrazione è un crescendo verso un finale che si preannuncia drammatico sin dall’inizio. Sono tutti intrappolati in una tela di ragno vischiosa che non lascia scampo. Il grande nemico è sì il capitale ma anche i rapporti personali malati.

Pubblico e privato per una storia sulla moderna famiglia disfunzionale

Guédiguian è un maestro nel coniugare il pubblico e il privato nelle sue storie. Bruno, un uomo piegato ma non sconfitto dai lunghi anni di prigione, è l’acuto osservatore di quello che gli succede intorno. Attraverso il suo sguardo lucido, lo spettatore intravede l’oscuro destino che attende Mathilda e la piccola Gloria. Tutti i protagonisti sono come funamboli in un equilibrio estremamente precario alla ricerca di una felicità.

Il risultato è un film molto ben riuscito e quanto mai attuale. Il cast è strepitoso dalla compagna del regista Ariane Ascaride, vincitrice della Coppa Volpi, all’inossidabile Jean-Pierre Darroussin, per non dimenticare il magnifico Gérard Meylan nei panni di Bruno.

Ivana Faranda

  • Regia: Robert Guédiguian
  • Cast: Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin, Gérard Meylan, Anaïs Demoustier, Robinson Stévenin, Lola Naymark, Grégoire Leprince-Ringuet, Angelica Sarre, Pauline Caupenne, Yann Trégouët
  • Genere: Drammatico, colore
  • Durata: 107 minuti
  • Produzione: Francia, 2019
  • Distribuzione: Parthénos
  • Data di uscita: n/d

Gloria Mundi poster"Gloria Mundi" è un film di Robert Guédiguian, presentato in Concorso al Festival di Venezia 2019, grazie al quale Ariane Ascaride ha ottenuto la Coppa Volpi.

La crisi famigliare ed economica

Bruno torna a Marsiglia dopo una lunga detenzione in carcere. Troverà ad aspettarlo una nipotina appena nata dalla figlia Mathilda.

Guédiguian racconta nel suo film la storia di una famiglia francese sfasciata e distrutta dalla crisi economica. Il regista dirige come al solito la sua compagna Ariane Ascaride e i suoi attori di sempre dando risalto all'elemento politico che denuncia i danni del neocapitalismo selvaggio.

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