Fräulein – Una fiaba d’inverno: il film presentato in anteprima a Roma dalla regista e dai protagonisti

Fräulein – Una fiaba d’inverno: il film presentato in anteprima a Roma dalla regista e dai protagonisti

Fräulein – Una fiaba d’inverno: l’opera prima di Caterina Carone, con Lucia Mascino e Christian De Sica, in sala dal prossimo 26 maggio in 26 copie, è una storia d’amicizia animata da personaggi eccentrici

Fräulein - Una fiaba d'inverno

La parola viene data ad uno dei produttori (Tempesta Produzione), che ritiene che il film abbia “una grande dolcezza perché è fatto da tre donne esordienti: la regista, Caterina Carone, la direttrice della fotografia, Melanie Brugger, e la montatrice, Enrica Gatto” e proprio per l’elevato numero di esordienti ringrazia di cuore i due attori protagonisti per aver corso un rischio così grande, dando “fiducia ad un team giovane”, e mettendo a disposizione non solo la propria professionalità ma anche l’esperienza. Dopo un Festival del Cinema di Cannes che ha tentato di dare spazio a quel talento femminile che spesso non trova il giusto sostegno, “Tempesta ha voluto puntare su tre esordienti donne, e non è poco” affermail produttore, che confessa d’esser rimasto affascinato immediatamente dall’eccentricità della storia e di averla per questo voluta sostenere.

Fräulein – Una fiaba d’inverno: una pellicola fortemente voluta dalla Film Fund & Commission dell’Alto Adige, le cui location sono un vero valore aggiunto

Il film è sostenuto dalla Film Commission Alto Adige, che ha seguito la pellicola dalla sua ideazione fino all’anteprima al Bolzano Film Festival; la Carone infatti ha sviluppato il soggetto durante la prima edizione di ‘Racconti’, lo Script Lab annuale della Film Commission alto Adige, al quale aveva partecipato come autrice.
La regista, che ha anche curato l’intera sceneggiatura, ha raccontato d’aver amato tanto i luoghi attorno a Bolzano, dove ha frequentato lo ZeLig, e d’aver sentito l’esigenza, dopo aver fatto documentari e scritto racconti, di realizzare un film di finzione, “una commedia che si mettesse in una strada poco battuta in Italia, quella del film d’autore semplice”. Quei luoghi sono il terzo protagonista del racconto: “d’altronde non avevamo i soldi per poter ricreare certe location in studio”, ha aggiunto sorridendo. Con una voce che a tratti tradisce l’emozione ha continuato, raccontando di essere cresciuta con i film di Tim Burton e di fare riferimento a certi personaggi femminili portati sullo schermo da Clint Eastwood.

Fräulein – Una fiaba d’inverno: il racconto di un’amicizia inaspettata, tra una donna burbera ed un uomo distinto e gentile, dove finalmente la Mascino trova spazio per un ruolo da protagonista e De Sica si allontano quanto più possibile dallo stereotipo natalizio dei suoi personaggi da cinepanettone

La Mascino, che interpreta la protagonista Regina, donna dal carattere difficile, ha detto d’esser “rimasta subito affascinata dal suo personaggio sul copione”, e di come “l’entusiasmo di Caterina” (che definisce “talentuosa”) l’abbia travolta, permettendole anche di lavorare sul personaggio. Ha buone parole anche per il collega, del quale oltre all’indubbio talento l’ha colpita la grande gentilezza e generosità.

De Sica ha confessato che la sceneggiatura gli è stata proposta da sua moglie, che l’aveva letta prima di lui ed era molto contenta che lui potesse evitare la solita parte: “Ti dai una ripulita” ha detto al marito, che il primo giorno sul set, vedendo che doveva indossare piumino e colbacco, non ha potuto fare a meno di dire: “Ma mi vestite come al cinepanettone!”. Aggiungendo poi che le cose non solo sono cambiate, ma addirittura: “Durante una scena ho potuto indossare un cappotto che era appartenuto a Paolo Stoppa”.

Parlando poi del lavoro di attore ha detto d’aver sempre seguito il consiglio del padre: “Se ascolti gli altri le parole ti vengono meglio”. Ha poi messo in evidenza come sia raro al cinema “fare una storia d’amicizia” e di come lui si trovi più a suo agio in ruoli come questo, nonostante i produttori lo chiamino sempre per il solito ruolo, sul quale d’altronde ha costruito una carriera; ma a quanto pare il desiderio di fare altro è sempre vivo, anche adesso che gli anni passano e, a suo dire, i ruoli per lui diminuiscono. A noi risulta che sia richiestissimo, infatti in tanti gli hanno chiesto perché lavorare ad un’opera prima e invece l’attore romano non solo ha lavorato bene, ma si augura di ritrovare lo stesso team per un’altra pellicola, con la speranza di non patire di nuovo il freddo sofferto durante le riprese di questa.

Fräulein – Una fiaba d’inverno: Caterina Carone parla di come ha sviluppato la sceneggiatura e pensato ai personaggi

La regista ha sanato le curiosità in sala relative alla stesura delle sceneggiatura, raccontando che è stato un lavoro stratigrafico, “un levare e un togliere” dove ha sentito che la situazione di blocco di Regina non aveva bisogno di troppi dettagli perché condivisibile da molti per motivazioni diverse, questa universalità in cui tutti ci si può riconoscere le ha permesso di dare maggiore importanza alla crescita del personaggio, svincolando il racconto dal motivo che ha portato la donna al “momento inquadrato dalla pellicola”. Confessa poi un suo pudore intrinseco che ha “privato la storia del pathos” e di quanto ha dovuto combattere con la richiesta di inserire una storia d’amore all’interno dello script.

Riguardo poi le figure dei protagonisti: “Inizialmente non mi ero focalizzata sui volti, poi andando avanti li ho riconosciuti tra le pagine: prima lei, la Mascino, che conoscevo per i lavori a teatro, poi mi serviva un personaggio elegante e signorile, buffo e sensibile, e Christian sarebbe stato perfetto, ma ero quasi timorosa a chiederglielo”. L’idea poi della tempesta solare è stato un espediente arrivato in ultimo, per amalgamare il tutto. Trova che spesso si rimanga intimoriti dal fare commedia, che invece può fondere in sè divertimento e riflessione.

De Sica ha aggiunto di essere contento che “si abbia il coraggio di fare questo tipo di cinema” e di come non ne possa più “di vedere al cinema spari e violenza, o film comici; questo non è di sicuro una tragedia, ma ci sono cose buone che spero piacciano, almeno ad una parte del pubblico” che affolla le sale. Tra i suoi prossimi impegni un film di Fausto Brizzi “che gireremo a fine Luglio, credo il remake di “Le Touche”, una pellicola francese, non posso aggiungere altro”.
La Mascino sta già sul set di un nuovo film, felice, dopo tanti piccoli ruoli, di un’altra parte da protagonista: interpreterà una donna dal carattere impetuoso nella nuova pellicola di Francesca Comencini, “Amori che non sanno stare al mondo”.

La regista ancora non si è rimessa al lavoro, ma è sicura di ambientare il prossimo film d’estate, senza neve e gelo, e svela un’altro piccolo segreto, questo sulle cassette auto-motivanti che ascolta Regina: “Le cassette di meditazione mi hanno sempre fatto ridere, avendo dei genitori fricchettoni le conoscevo; ridere ma non deridere comunque, mi piaceva l’idea di aver bisogno che qualcuno ti dica cosa devi fare, come ti devi comportare, e volevo che fosse la stessa cassetta a dire basta”, concludendo così con un sorriso l’incontro con la stampa.

Maria Grazia Bosu

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