Franca Valeri, l’attrice che ha attraversato un secolo

A cento anni ci lascia Franca Valeri un’artista a tutto tondo che ha attraversato il ‘900. Aveva da poco compiuto 100 anni ed era ancora attivissima. A 94 anni era andata in scena con “Il cambio dei cavalli” a Spoleto, commedia da lei scritta e interpretata.

Franca Valeri, Bugiarda no, reticente

Franca Valeri con cane

Franca Valeri nel 2010 aveva scritto la sua’autobiografia intitolata “Bugiarda no, reticente”, si trattava di una frase che la madre le ripeteva spesso e la rappresentava perfettamente. Lei diceva della sua vita:

“A vent’anni era affondare il fascismo, a trenta avere in pugno il teatro, a quaranta tutto, a cinquanta occhiali e quasi tutto, e… eccomi”

Franca Valeri è stata la più intellettuale delle attrici italiane di lungo corso e ha lavorato con i più grandi registi del nostro Paese. Nella sua lunga carriera è stata sceneggiatrice, regista di cinema e di lirica, nonché autrice di testi.

Alma Franca Maria Norsa, nata nel 1920 a Milano da una famiglia d’origine ebrea, si è sempre considerata romana d’adozione. Scelse il nome d’arte Valeri in omaggio al poeta francese Paul Valery.
Entrò nel mondo dello spettacolo quasi per caso, seguendo il futuro marito Vittorio Caprioli con cui fondò insieme ad Alberto Bonucci “Il teatro dei Gobbi”.

Il suo personaggio più noto, quello della Signora Cesira, nacque nella trasmissione radiofonica “Il rosso e il nero”, fucina di talenti della commedia all’italiana. Con la sua interpretazione della signorina snob è entrata nell’immaginario italiano incarnando la borghesia ipocrita e colta di matrice milanese. Franca, tuttavia ha rappresentato anche la classe popolare con il personaggio della Signora Cecioni, perennemente al telefono con Mammà.

L’esordio a teatro e i film con Fellini e Lattuada

Franca Valeri esordì a teatro nel 1951 accanto a Caprioli da cui divorziò nel 1974. Il cinema la scoprì con “Luci del varietà” (1950), debutto alla regia di Federico Fellini accanto a Lattuada. Da piccolo personaggio in “Totò a colori” di Steno, del 1952, passò al ruolo da protagonista in “Piccola posta” (1955) dello stesso regista, accanto a un Alberto Sordi ancora agli esordi e a Peppino De Filippo. Intanto con Eduardo aveva girato nel 1954 la versione cinematografica di “Questi fantasmi”.

Nel cinema ha sempre avuto la parte della bruttina antipatica e mai come nella commedia “Il segno di Venere” (1955) di Dino Risi il suo personaggio è stato in contrasto con la bellezza di Sofia Loren, che per l’occasione interpretava la cugina che le soffiava i fidanzati.

La Valeri raggiunge l’apice della popolarità con il ruolo dell’antipatica imprenditrice del film “Il Vedovo” (1959) di Dino Risi, accanto a uno straordinario Alberto Sordi, di cui venne girato il remake “Aspirante vedovo” del 2013 diretto da Massimo Venier e interpretato da Luciana Littizzetto e Fabio De Luigi.

Il suo stile è stato inconfondibile anche alla morte di Sordi, che salutò con il seguente necrologio ‘Ciao Cretinetti. Franca Valeri, Milano’, un mix insuperabile di ironia e affetto, che nessuno potrà mai dimeticare.

Stefano Mazzola

10/08/2020

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