Come un gatto in tangenziale – Ritorno a Coccia di morto: regia e cast incontrano la stampa

Come un gatto in tangenziale – Ritorno a Coccia di morto: regia e cast incontrano la stampa

Oggi in una sala dedicata del cinema Adriano a Roma, gli sceneggiatori, il regista, i produttori e una parte del cast di “Come un gatto in tangenziale – Ritorno a Coccia di Morto” hanno risposto alle domande di una platea di giornalisti.

Come un gatto in tangenziale – Ritorno a Coccia di morto: il senso della comunità

Come un gatto in tangenziale - Ritorno a Coccia di morto conf  

L’incontro stampa è stato aperto soffermandosi sulla sfida impossibile che è in genere la realizzazione di un secondo capitolo, operazione molto sconsigliata in quanto si aspetta il numero tre per riaffezionarsi ad un film. Il moderatore ha chiesto da dove si è partiti per questo sequel. Ha preso la parola Riccardo Milani, regista della pellicola:

“Tempo fa sono stato ospite di una parrocchia a Milano, che aveva messo in piedi una rassegna cinematografica che prevedeva la proiezione di “Come un gatto in tangenziale”. In quell’occasione ho apprezzato la grande attività sociale di quel posto, tanto che la chiesa è entrata nella scrittura del sequel, redatta durante il Covid, in un momento storico della società in cui siamo passati da una compattezza pubblica a una disgregazione totale ed all’odio sociale. Monica e Giovanni quindi hanno permesso di raccontare un paese che finalmente si unisce, cercando di capire ognuno qualcosa dell’altro”.

Ha poi proseguito il moderatore, partendo dall’altro film e dalla sequenza finale dove avevamo visto Monica e Giovanni su una panchina e tutto da mettere in moto. In risposta è intervenuto uno dei due sceneggiatori, Furio Andreotti, entrando nel vivo dello sviluppo: “abbiamo pensato che Monica sarebbe stata divertente dentro una cosa del genere, in una parrocchia, mostrando lei e Giovanni separati nelle loro vite e da questo abbiamo costruito questa nuova possibilità. Noi ci siamo divertiti molto a scriverlo ed è stato terapeutico in periodo di pandemia”.

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Come un gatto in tangenziale - Ritorno a Coccia di morto

Una giornalista si è poi soffermata sul messaggio della pellicola, in cui si ride e si sorride, ma attorno a questi momenti di leggerezza non si trascura mai il mondo in cui siamo.

Gli sceneggiatori, Andreotti e Calenda hanno spiegato:  queste sono le nostre regole della commedia, quando si comincia a diventare pesanti deve uscire una battuta. Ci serviva un’idea innovativa per il sequel e l’incontro tra Riccardo e la Chiesa Rossa ci ha dato lo spunto”. Giulia Calenda ha poi tenuto a sottolineare: “Io in particolare amo la scena di Antonio quando parla di Milano e là si legge tanta commozione ed emozione sincera”.

Questa storia , ha poi spiegato Paola Cortellesi “è appunto partita dalla Chiesa Rossa e dalla storia di alcuni sacerdoti militanti, come Luca Argentero nel film. Questa è la vicenda centrale attorno alla quale ruotano questi due personaggi perennemente in contrasto”.

“La necessità di operare un pensiero critico è necessario per tutti ed in quartieri come Bastoggi senza arte e libera cultura è necessario un personaggio come quello di Giovanni per dare il via alla ricostruzione”.

Come un gatto in tangenziale – Ritorno a Coccia di morto: l’evoluzione dell’umanità

Come un gatto in tangenziale - Ritorno a Coccia di morto Cortellesi

É stato poi chiesto alle famose gemelle malate di shopping compulsivo come questi due grandi successi hanno cambiato la loro vita e la risposta è stata ovviamente nel loro stile: “Ci riconoscono per strada ora, ma povere eravamo e povere siamo rimaste”.

É poi stata aperta una discussione sulla influenza di Totoro, di cui Jennifer Lee ha dichiarato di avere il poster. La regista ha raccontato di avere scelto quel poster molto tempo prima di iniziare a lavorare alla Disney e si è concentrata su come questo poster sia stato importante per i suoi figli, mentre lei si è detta rapita da Cenerentola di cui Elsa e Anna sono la naturale evoluzione “per la loro capacità di non arrendersi mai , mettendo il loro affetto reciproco al primo posto e queste sono, al momento, le certezze a cui si affidano i giovani”.

É stato poi analizzato il coraggio nello scegliere come data di uscita il 26 agosto, sicuramente una scelta voluta come un forte segnale per ripartire.

Albanese allora ha raccontato il difficile momento del cinema “É’ un segnale importante, per noi e per il cinema, è una necessità, un bisogno, quello di far tornare le persone in sala”. Paola Cortellesi ha preso la parola, ampliando la riflessione: “La pandemia ha sconvolto tutto ed abbiamo navigato a vista. Ora non si fa più per i grandi numeri, ma lo si fa per tornare insieme. C’è bisogno di condivisione e stimoli. Noi cominciamo così e speriamo che questo coinvolga tante persone al cinema. Noi guardiamo a noi, ma guardiamo anche gli altri e ci siamo presi un grosso rischio.”

Come un gatto in tangenziale – Ritorno a Coccia di morto: l’evoluzione dell’umanità

Personaggi come Giovanni e Monica hanno rappresentato la chiave del successo e in questo secondo capitolo hanno mostrato la forza delle donne al mondo e la rivincita di un personaggio ancora più forte, come quello di Paola Cortellesi.

Quest’ultima allora ha chiarito “Ci sono tanti temi e in una comunità come quella che si trova a frequentare Monica sono tante le realtà, che lei nemmeno riesce a comprendere, come il volontariato ad esempio. Come l’odiosa frase “con la cultura non se magna” che rappresenta l’emblema del qualunquismo che lei incarna. Monica ha delle soluzioni molto naif, ma estremamente efficaci.”

Un giornalista esordiente in sala, alla sua prima conferenza stampa, ha voluto chiedere la motivazione della scelta di tenere la pandemia al di fuori di questa pellicola, ed ha chiesto come mai non hanno pensato ad interfacciare questa storia con la situazione sanitaria, tema per lui interessante
A quel punto ha preso il microfono Riccardo Milani: “Abbiamo immaginato un futuro prossimo, o quantomeno ci auguriamo sia prossimo, raccontando un paese che verrà, sognando un paese più compatto, dopo l’emergenza sanitaria, con Monica e Giovanni figure chiave, in quanto invece di diffondere odio, diffondono ascolto e attenzione”

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Come un gatto in tangenziale - Ritorno a Coccia di morto

In sala una giornalista ha collegato questo film con una poesia di Danilo Dolci, ispirata da questa pellicola, e ha apprezzato la capacità di coniugare la comicità con temi profondissimi e ha chiesto quanto abbia contato in questa storia l’impegno educativo.

Riccardo Milani ha confermato: “questo è il tema che muove la mia commedia e tutto questo esce da un’esperienza personale, quella di Paola che è cresciuta in una periferia molto complicata. E questo film tenta di essere più divertente del primo perchè dall’altra parte c’è un contrappunto terribile. Monica e Giovanni sono la luce a cui mi aggrappo, al contrario di un paese che si trascina dietro da tempo una spaccatura devastante”.
É stata poi aperta una parentesi sull’atto d’amore mostrato verso Roma, protagonista nei suoi scorci meravigliosi di un’escursione notturna da Simdrome di Stendhal.

A quel punto è stata sollevata una domanda sul futuro di questa città e sulle aspettative in chi la amministra. Milani ha ricordato che “la città è lo specchio di chi la vive. Io non amo dare responsabilità alla politica e spero che i romani migliorino, come deve farlo tutta la gente in questo paese.
É stato infine omaggiato Scola con la citazione di “Dramma della gelosia”, invitando ad andare in sala, godendosi questa pellicola, una vera evoluzione del primo viaggio dove conta l’immaginazione, che è la vera libertà.

Chiaretta Migliani Cavina

29/07/2021

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