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James Cameron: un’intervista tra “Terminator”, “Avatar” e “Titanic”

In una intervista concessa al Daily Beast, James Cameron è tornato a parlare dei suoi “Terminator”, dei prossimi film targati “Avatar”, e persino di Jack e della sua brutta dipartita nel finale di “Titanic”.

James Cameron: Jack in “Titanic” non poteva salvarsi

james cameron sulla scala del titanic

Durante l’intervista una delle domande poste al regista è stata: “Devo chiedertelo: l’annosa questione sull’esserci o meno un sacco di spazio sulla porta-zattera per Leo. Io dico che sì, c’era.”. La risposta di Cameron è stata però lapidaria:

“Guarda, è molto, molto semplice: prendendo pagina 147 della sceneggiatura si legge: “Jack scende dalla tavola e dà il suo posto a lei in modo che possa sopravvivere.”, è molto semplice. Si può fare tutta la post-analisi che si vuole, ma insomma. Ti stai riferendo dell’episodio di “Mythbusters” [su film “Titanic”, ndr], giusto? Cercano di ‘sfatare il mito’? Ok, riflettiamoci sul serio: sei Jack, sei immerso nell’acqua a -2 gradi, il tuo cervello sta andando in ipotermia.”

“Mythbusters” – ha ‘polemizzato’ il regista – “ti chiede di toglierti il giubbotto di salvataggio, toglierlo a lei, nuotare sotto questa cosa, attaccarci i giubbotti in modo che l’acqua non li spazzi via nel giro di due minuti, il che significa che sei sott’acqua a legare questa roba con -2 gradi, e ti ci vogliono fra i 5 e i 10 minuti, quindi nel momento in cui riemergi sei già morto. Non potrebbe mai funzionare. La sua scelta migliore consisteva nel tenere la parte superiore del corpo fuori dall’acqua e sperare di essere salvato da una barca o qualcosa del genere prima di morire. Sono ragazzi divertenti, ho adorato fare quello show con loro, ma dicono un sacco di stronzate.”.

James Cameron: procede spedita la produzione dei sequel di “Avatar”

Un’altro quesito rivolto al regista è stato: “Come sta venendo “Avatar 2”?  Ovviamente essendo il primo il film con l’incasso maggiore della storia, l’asticella da superare qui si trova abbastanza in alto.”, e Cameron ha quindi voluto fare alcune precisazioni:

“Il punto è che non sono concentrato su “Avatar 2”, ma su Avatar 2, 3, 4 e 5 equamente. È questo james cameron da indicazioni sul setl’approccio che ho scelto. Tutti [i sequel, ndr] sono stati sviluppati nello stesso modo. Ho appena terminato lo script di Avatar 5, ora inizio con il processo di preparazione attiva. Lavorerò con gli attori in motion capture in agosto, quindi ho ogni singola giornata programmata in produzione da adesso fino a quel momento. Mi sento come se fossi uscito di prigione, perché sono stato nella ‘grotta’ a scrivere negli ultimi due anni. Ora mi sto godendo la vita. Non mi diverto a scrivere.”.

James Cameron: è il momento giusto per la saga “Terminator”

L’intervistatore ha voluto affrontare in ultimo un altro punto caldo per i fan del regista premio Oscar: “Sono cresciuto amando i primi due film di Terminator. Sei irritato per quello che è successo al franchise? Sembra come se fosse stato dirottato, e continua a peggiorare e peggiorare.”, Cameron ha però preferito con le sue parole valorizzare il futuro, piuttosto che accanirsi sul passato:

“Non è stato dirottato. È semplicemente inciampato durante il percorso, mentre cercava di ritrovare la sua voce. Ci sono diversi gradi in cui i film hanno perso rilevanza, sai? Forse quello che un tempo funzionava adesso fa sbadigliare. È facile ricordare con affetto ciò che ha dato vita al franchise, è difficile mantenerlo in forze e rilevante. Non ho le mani sul timone [della saga, ndr] da “Terminator 2”, james cameron con terminetornel 1991, quindi quanto, 26 anni?”

“Ma davvero,” – ha continuato il regista – “penso che sia possibile raccontare una grande storia di Terminator al giorno d’oggi, renderla rilevante. Viviamo in un’era digitale e “Terminator” in ultima analisi parla proprio di questo, del nostro rapporto con la tecnologia, e di come la nostra stessa tecnologia possa rifletterci, nel film letteralmente, in una forma umana che è nostra nemesi e minaccia. Ma anche in quei film, in quei due che feci, si parla di come ci disumanizziamo. In un tempo in cui la gente viene assorbita dal proprio mondo sociale-virtuale, voglio dire, guardatevi attorno.”

“Lo dico sempre:” – conclude James Cameron – “se “Terminator” raccontava della guerra tra gli umani e le macchine, osservate un qualsiasi ristorante o sala d’attesa all’aeroporto e ditemi se le macchine non hanno vinto, che ogni umano che vedete non ne è schiavizzato. Insomma, si può fare un Terminator attuale? Certo che sì.”.

Sembra quindi che Cameron abbia le idee ben chiare sul da farsi, non ci resta che aspettare e vederne i risultati.

Giovanni Picano

31/01/2017

James Cameron: un’intervista tra “Terminator”, “Avatar” e “Titanic”

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