BONDiNG recensione della trasgressiva serie Netflix

BONDiNG recensione della trasgressiva serie Netflix

(ALERT SPOILER) Bonding o BONDiNG, è una serie televisiva statunitense distribuita da Netflix il 24 aprile 2019. la serie è interpretata da Zoe Levin e Brendan Scannell.

BONDiNG, legati col doppio nodo

Bonding

Dopo il successo di “Sex Education”, qualcuno deve aver pensato che fosse il momento giusto per passare dalle scuole superiori britanniche alle università della Grande Mela; mettere al centro della scena una giovane aspirante psichiatra e un aspirante comico; far indossare loro costumi in lattice, mentre “aiutano” le persone a liberarsi dalle fantasie BDSM.
“BONDiNG”  è un mix di commedia, sesso estremo e vita “normale”. Le virgolette devono essere usate, perché sembra che non ci sia nulla di normale in Bondig.
Un titolo che è tutto un programma, perché se da un lato si riferisce al tema principale della serie (“Bondage” pratica sadomasochistica), dall’altro, sembra descrivere perfettamente l’attaccamento morboso dei due protagonisti, amici di lunga data diventati colleghi di lavoro. Entrambe sono anime perse, dipendono l’uno dall’altra, per sopravvivere nella giungla di New York.

I due protagonisti sono due ex compagni di scuola delle superiori. Peter (Brendan Scannell), un cabarettista, non a suo agio sul palco, e Tiff (Zoe Levin), una studentessa di psicologia che di notte lavora come Dominatrice.
Oltre al sesso e alle sue pratiche estreme, Bonding, parla della difficoltà di affrontare i propri limiti, di aprirsi con le persone care, del mondo LGBTQ+, del tanto discusso girl power e del maschilismo che viene abbattuto.

BONDiNG, tra sesso e ironiaBonding

L’inizio della serie è stravagante e stuzzicante allo stesso tempo. Sebbene le immagini mostrateci siano assurde, nei 15 minuti, che è la durata di ogni episodio, spinge a chiederci cosa succederà dopo.
Tiff assume Peter come assistente. Il ragazzo ha bisogno di soldi per pagare l’affitto, e lei ha bisogno di qualcuno che la protegga da eventuali clienti troppo prepotenti. Le avventure dei due sono ben raccontate, e alla fine della prima stagione, sono stati scoperti molti aspetti della loro personalità, che non solo fanno capire la loro stretta relazione, ma anche i motivi che li spingono a vivere pericolosamente.
A dare man forte a Tiff e Peter ci sono personaggi secondari validi a introdurre una quantità di temi nelle sotto-trame che non sono da sottovalutare. Dall’insegnate che abusa una ragazza in cerca di voti più alti, agli amori dei personaggi principali che entrano in scena silenziosamente senza far rumore.

Mistress & Master accettazione e crescita

BONDiNG è una serie non pensata per essere presa troppo sul serio. Con una scenografia composta per la maggiore da manette, fruste, maschere in latex e catene. Con situazioni assurde e ilarità la serie mostra come due post adolescenti entrino nel modo degli adulti.
I tentativi che faranno Mistress May e Master Carter (nomi d’arte di Tiff e Peter nel mondo del sadomaso), li porteranno a scontrarsi con situazioni molto pericolose. Il tutto, ovviamente, nell’ottica della crescita personale, anche se attuata in situazioni senza alcun dubbio poco normali. Tiff fa infatti i conti con un passato che l’ha resa indifferente nei confronti dell’altro sesso e quasi incapace di provare sentimenti; Peter combatte invece contro un senso d’inadeguatezza, portatosi dietro dalla scuola e dal suo tardivo coming-out, che non gli consentono di vivere appieno sia la propria passione (la stand-up comedy), che la vita sentimentale.
Sebbene non abbia nulla da condividere con l’eccessivo “Game of Thrones”, Bonding è consapevole di quanto il sesso sia un argomento usato dalle serie TV e sta cavalcando l’onda senza cadere nell’eccesso. Episodio dopo episodio, si parla di farsi legare con corde, fruste e altri gingilli, ma alla fine tutto si riduce a una battuta.

BONDiNG, non è tutt’oro ciò che luccica

Bonding

Bonding ha suscitato critiche diffuse: molte persone hanno preso di mira il fatto che la serie, oscura il modo in cui la dominatrice e il sottomesso si accordano su limiti e consenso dei loro incontri di bondage, un aspetto cruciale di ogni dinamica BDSM. Altri si sono lamentati della protagonista: Tiff dovrebbe essere una delle migliori Mistress di New York, ma lavora in prigione con la moquette, il che non è igienico, hanno commentato le dominatrici di NY.
Un’altra critica, sempre alla protagonista, è il fatto che venga descritta come empatica verso il genere maschile, che ha subito dei traumi per scegliere quel lavoro, cosa che sembra essere indispensabile e che caratterizza le dominatrici, ma non è affatto così.
Anche se la serie ritrae Tiff come una delle dominatrici più abili di New York, non sembra molto brava in quello che fa. Spesso mostra un’evidente mancanza di comprensione di cosa siano la sicurezza e il consenso, due principi che la comunità BDSM considera sacri.

La seconda stagione di BONDiNG è disponibile su Netflix dal 27 gennaio 2021.

Giacomo Caporale

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