Alessio Lauria: tutto sul regista di “Una boccata d’aria”

Alessio Lauria: tutto sul regista di “Una boccata d’aria”

Tutto quello che c’è da sapere su Alessio Lauria, al cinema col suo secondo lungometraggio, “Una boccata d’aria”, con Aldo Baglio e Lucia Ocone.

Alessio Lauria: da Busto Arsizio al Premio Solinas

alessio lauria foto

Lauria è nato nel 1981 a Busto Arsizio, in provincia di Varese, ed è cresciuto a Como. Si è laureato in Scienze della comunicazione a Bologna e nel 2010 ha frequentato il Corso di formazione e perfezionamento per sceneggiatori RAI-Script.

Nel 2011 ha vinto il Premio Solinas “Talenti in Corto”, grazie al quale esordisce alla regia con “Sotto casa”, cortometraggio vincitore di circa trenta premi, tra cui una menzione speciale ai Nastri d’Argento 2012.

Sempre nel 2011 vince il Premio Solinas “Experimenta” con “Monitor”, soggetto scritto con Manuela Pinetti, da cui è tratto il suo primo lungometraggio, presentato alla Festa del Ci- nema di Roma 2015, nella sezione Alice nella città, e in concorso al Santa Barbara International Film Festival 2016.

“Monitor” è un film intenso, ben costruito e ben diretto, ambientato in un probabile futuro molto vicino a noi, il cui perno è il concetto di libertà. Una vita senza pensieri, senza scossoni, vale la rinuncia ad una vita libera nel senso più profondo del termine?

I videoclip e le premiate campagne pubblicitarie

Lauria ha poi diretto videoclip musicali, tra cui ‘Completamente’ dei Thegiornalisti, e numerosi spot pubblicitari, come ad esempio il promo per la serie “Narcos 3” di Netflix con i The Jackal. Sua anche la campagna web ‘Pillole di scienza’, scritta insieme a Mirko Cetrangolo e diretta insieme a Francesco Lettieri, vincitrice del Premio San Bernardino 2016 per la pubblicità socialmente responsabile e del Premio Leone Film Group al Roma Creative Contest 2017. Ha creato e sceneggiato insieme al duo creativo Gibbo&Lori la campagna TV per ‘Idealista Amore a prima vista’, trasmessa sulle più importanti reti nazionali per oltre due anni.

“Una boccata d’aria”: una commedia garbata che diverte il pubblico

una boccata d'aria foto

Per il suo secondo lungometraggio Lauria opta per una commedia, che ha come protagonista Aldo Baglio. Ecco le parole del regista su questa sua opera:

Ho cercato di girare una commedia sofisticata, divertente, emozionante, che avesse ritmo, il cui fine principale fosse quello di intrattenere lo spettatore facendolo ridere ma anche commuovere. L’obiettivo era quello di prendere i toni sopra le righe di un talento comico come Aldo Baglio, che con il trio Aldo, Giovanni e Giacomo ha fatto la storia della comicità italiana, e inserirli in una commedia divertente sì ma anche verosimile ed emozionante.

Salvo (Aldo Baglio) è un padre egocentrico, presuntuoso e incapace di ascoltare gli altri, si è preso il trono da capofamiglia ed è convinto di poterla gestire senza l’aiuto di nessuno. Gli altri componenti della famiglia, come tutti, hanno i loro eccessi, ma agiscono in modo più ragionevole di Salvo (e ci vuole poco). Gli attori hanno recitato con toni sì di commedia ma più realistici, a compensare la comicità dirompente di Aldo. Anche Lillo, il fratello ritrovato di Salvo, agisce in maniera eccessiva (è pur sempre suo fratello), ma con registri opposti: Lillo è un orso che ha vissuto da eremita, ed è l’opposto di Salvo, umile, introverso, incapace di relazionarsi con gli altri. In comune hanno solo un’infantile testardaggine.

Abbiamo selezionato attori dotati di uno humor affine alla nostra scrittura, in grado di valorizzare le battute scritte in sceneggiatura con il loro carattere. La regia ha prediletto la semplicità: sono stati ridotti al minimo gli artifici stilistici, e i movimenti di macchina inseriti solo se funzionali al racconto. Il protagonista scappa da Milano e dai suoi problemi per prendere una boccata d’aria nel paesino in Sicilia in cui ha trascorso l’infanzia. La regia ha assecondato questo racconto passando da una macchina a mano impercettibile, quasi per niente nervosa, con inquadrature telate e un massiccio uso di quinte, a restituire la sensazione claustrofobica in cui si trova il protagonista a Milano, per poi, una volta arrivati in Sicilia, sfruttare maggiormente inquadrature fisse con ottiche più aperte e senza troppe quinte, linguaggio che aiuta il pubblico a esperire direttamente la sensazione di break e rilassatezza provata dal protagonista al suo arrivo al paesino.

Anche il suono ha seguito questa evoluzione: siamo passati dagli ambienti rumorosi di Milano alla quiete della campagna siciliana. Non è cambiato invece il ritmo, vivace dall’inizio alla fine del film. Ad essere privilegiati costumi e location che hanno trasmesso autenticità e vissuto piuttosto che eleganza e pulizia. Salvo non torna nel classico paesino del sud da cartolina ma in un borgo di poche centinaia di anime, desolato eppure fascinoso per chi lo sa guardare.

Attualmente il regista vive e lavora a Roma.

Maria Grazia Bosu

07/07/2022

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