Addio a Jon Polito, l’attore si è spento a 65 anni

Addio a Jon Polito, l’attore si è spento a 65 anni

Jon Polito, attore italo-americano interprete di oltre 100 film, è morto all’età di 65 anni per un mieloma.

È morto Jon Polito, l’attore de “Il grande Lebowski”

Jon Polito 2

L’attore Jon Polito è morto all’età di 65 anni a Duarte, in California. Dal 2008 combatteva con il mieloma multiplo, tumore che intacca le plasmacellule.

Polito era noto soprattutto per la collaborazione con i fratelli Coen, avendo preso parte a ben cinque film del duo di registi: “Crocevia della morte” (1990), “Barton Fink – È successo a Hollywood” (1991), “Mister Hula Hoop” (1994), “Il grande Lebowski” (1998) e “L’uomo che non c’era” (2001).

L’attore aveva lavorato ad oltre 100 film, con registi del calibro Clint Eastwood, John McNaughton, Tom Hanks, Andrew Bergman, Michael Apted, Ridley Scott e Tim Burton. Per Burton aveva recitato in “Big Eyes”, in quella che è stata la sua ultima apparizione sul grande schermo. Jon Polito ha inoltre preso parte a numerose serie televisive e spettacoli a Broadway, per i quali ha ottenuto molteplici riconoscimenti. Egli amava scherzare su questa sua fecondità artistica e sulla estrema versatilità e varietà dei ruoli che interpretava: «Ho accettato tutto quello che mi è stato offerto nella vita. Sono una puttana completa. Non ho alcuno standard. Faccio qualsiasi cosa».
Da questo punto di vista, l’attore è sempre stato molto distante dallo snobismo tipico di molte star hollywoodiane, nonché dallo star system in generale. Egli è rimasto aperto a tantissime e diversissime esperienze, e, in un certo senso, ha fatto costantemente la gavetta, senza sentirsi mai un attore ‘navigato’ e arrivato alla meta. Forse è anche per la sua estrema modestia che a Polito non è stato riconosciuto un ruolo più importante – che di fatto avrebbe meritato – all’interno del panorama cinematografico ‘alto’.

Sugli attori e sui registi con cui ha collaborato Polito aveva solo parole di ammirazione, portando avanti con estrema convinzione l’idea che il cinema sia un lavoro di gruppo. Del suo mestiere infatti diceva: «Non puoi recitare da solo. Usa gli arredi scenici, l’ambientazione, la squadra intorno a te e, naturalmente, i tuoi colleghi attori. Recitare è come una competizione sportiva, una partita a tennis. Ma nessuno dovrebbe vincere o perdere: l’essenza è il gioco!».

Marta Maiorano

02/09/2016

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