Abbi fede (2020)

Abbi fede: un racconto surreale, a tratti grottesco, sulla necessità di non perdere la speranza

Abbi fede film

Giorgio Pasotti per la sua seconda prova dietro la macchina da presa sceglie di raccontare una storia complessa e surreale, traendo spunto dal film danese di Anders Thomas Jensen, “Le mele di Adamo”. Il film è incentrato su due figure che non potrebbero essere più distanti, quella di Ivan, un sacerdote di un piccolo paesino arroccato sulle montagne, e quella di Adamo, un neonazista convinto, che deve trascorrere tre mesi nella comunità di recupero gestita dal sacerdote.

É subito chiaro che i due hanno poco da spartire, e che la convivenza non sarà facile, Ivan è animato da un ottimismo e da una fiducia in Dio e nel prossimo che non mostra cedimenti, mentre Adamo il genere umano, o almeno una sua parte, pare proprio disprezzarlo.

Abbi fede: Giorgio Pasotti e Claudio Amendola riempiono lo schermo

Claudio Amendola incarna appieno, anche fisicamente, questo nazifascista intemperante, orgoglioso di essere 'cattivo', che viaggia col volto del duce nel borsone, quasi fosse un affetto caro dal quale è difficile staccarsi. Alla sua nera croce celtica tatuata sulla nuca si contrappone, grazie a due simbolici movimenti di macchina, la croce ricamata sull'abito che il sacerdote indossa durante una celebrazione. Nei due simboli, uno d'inchiostro nero, l'altro di fili dorati, risiede l'intera essenza del racconto, o meglio la sua universalità, quell'eterna lotta tra bene e male di cui la cinematografia si è spesso occupata.

A vestire i panni del religioso è lo stesso regista, credibile nel dar vita a questo folle protagonista che pare vivere in un mondo immaginifico, in cui il demonio è presente e vivo in mezzo a noi, per fiaccare con le sue tentazioni la speranza che ci anima nel raggiungere un obiettivo. Si perché in comunità è importante avere un obbiettivo, che dia valore ai mesi lì trascorsi, e quantifichi in qualche modo l'avvenuto 'recupero'.
I continui attriti tra i due protagonisti fanno evolvere la narrazione fino all'inevitabile svolta drammatica, che abilmente Pasotti trasforma in fiaba, spiazzando lo spettatore con un finale esilarante.

Abbi fede: una storia inusuale lontana dai generi 'comodi' cui ci sta abituando la cinematografia nostrana

Abbi fede scena

Quella che racconta Pasotti non è una storia semplice, anche Ivan, nonostante il sorriso che gli illumina sempre il viso, e il suo prodigarsi con devozione agli altri, ha i suoi personali demoni coi quali combattere quotidianamente.

“Abbi fede” è una tragicommedia surreale, in cui ognuno è messo a nudo, con una follia generale che li avvolge tutti. Il regista calibra i chiaroscuri delle riprese a voler sottolineare il buio e la luce che caratterizzano i personaggi, che si muovono nella piccola chiesa e nei locali annessi.
Accanto alle due figure centrali personaggi singolari, grotteschi, espressione di un disagio sociale intimo e doloroso; particolarmente riuscita la figura di Khalid, il terrorista arabo interpretato da Aram Kian, che regala al racconto momenti di pura ironia, seppur dark.

Abbi fede: la natura incontaminata domina molte scene

Girato in Alto Adige, il film vanta un paesaggio mozzafiato, che incornicia le vicende e ne amplia i contenuti. A dominare il giardino della chiesa un grande albero di mele, che Adamo, che non accetta nessun affronto, nemmeno riguardo alle sue capacità culinarie, vuole utilizzare per fare uno strudel. Le vicissitudini delle mele sono un'occasione per indagare ulteriormente l'animo umano, riportandoci con un 'morso' a quella mela della Genesi, causa del primigenio peccato.

Con “Abbi fede” Pasotti alterna i generi narrativi, dando vita ad un teatro umano in cui la contaminazione la fa da padrone, ed in tempi come questi in cui l'omologazione impera non è cosa da poco, sopratutto perché qui c'è tutto ma non buonismo.

Maria Grazia Bosu

• Titolo originale: Abbi fede
• Regia: Giorgio Pasotti
• Cast: Claudio Amendola, Giorgio Pasotti, Roberto Palfrader, Gerti Drassal, Aram Kian, Roberto Nobile, Giancarlo Martini, Lorenzo Renzi
• Genere: commedia, colore
• Durata: 93 minuti
• Produzione: Italia - Austria, 2020
• Distribuzione: Einhorn Film (Austria)
• Data di uscita: 11 giugno 2020, streaming RaiPlay

Abbi fede locPrendendo ispirazione dal film danese “Le mele di Adamo” (“Adams æbler”) di Anders Thomas Jensen, Giorgio Pasotti si pone davanti e dietro la macchina da presa per raccontare di Ivan, un sacerdote integerrimo, con un’incrollabile fede in Dio e nel genere umano.

Abbi fede: l’intreccio narrativo

Per la sua seconda prova da regista Giorgio Pasotti sceglie un racconto surreale, dal sapore agrodolce, in cui le convinzioni di Ivan, da lui interpretato, vengono messe a dura prova dall’incontro con un uomo difficile da gestire.

Ivan è un sacerdote quarantenne, che si dedica anima e corpo ai suoi par-rocchiani, e alla comunità di recupero che gestisce da tempo.
Con le Alpi che fanno da cornice alle sue giornate, Ivan vive una vita complessa ma serena, animato da un costante ottimismo, che gli ha permesso di aiutare tante persone in difficoltà, tra le quali non sono mancati terroristi e schiavi dell’alcol.

Le certezze del religioso si incrinano con l’arrivo di Adamo, un neofascista assegnato alla comunità di recupero, che non perde occasione per mostrare la sua indole maligna, la sua perfidia.

La preparazione di uno strudel di mele farà esplodere le tensioni, e anche Adamo, interpretato da Claudio Amendola, vedrà vacillare le sue convinzioni.

Abbi fede: una produzione internazionale con un cast variegato

“Abbi fede” è uno dei film che rientra nel progetto La Rai con il cinema italiano - Otto film di Rai Cinema in esclusiva su RaiPlay, #ilCinemaNonSiFerma. Realizzata anche con il sostegno di IDM Film Fund & Commission dell’Alto Adige, la pellicola è stata girata nelle zone altoatesine di Appiano, Soprabolzano e Collalbo.

Oltre a Giorgio Pasotti e a Claudio Amendola nel cast troviamo Robert Palfrader nei panni di uno sciatore austriaco alcolista, Aram Kian, che interpreta il giovane terrorista Khalid, e Gerti Drassi, che veste i panni di Sara, una ragazza complicata, segretamente innamorata del sacerdote.



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