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The Turning – La casa del male (2020)

Recensione

Echi di oggi: “The Turning – La casa del male” e l’esaurimento di una vena

"The Turning"

Floria Sigismondi si fa carico, in “The Turning – La casa del male”, di dirigere il ritorno all’horror di Steven Spielberg, produttore esecutivo del progetto inizialmente affidato a Juan Carlos Fresnadillo.

The Turning – La casa del male (2020)

Il film, che ha sfruttato sapientemente il cast (minimo) individuato da Leslee Feldman e Priscilla John, si pone come un adattamento – l’ennesimo – della storica novella “Il giro di vite” (1898) di Henry James, che rappresenta in sé una di quelle fonti inesauribili d’ispirazione di cui la letteratura gotica ha fatto dono al cinema dell’orrore. Giunti alla fine di questa ora e mezza di trasposizione rimane, però, una domanda: forse che a volte si debba cambiare modelli?

Anni Sessanta, anni Ottanta… anni Dieci?

The Turning - La casa del male

Il racconto di James (opera in sé straordinaria, accomunata però a molti altri – meno memorabili forse – testi coevi da un’unica sorte: quella di essere letta a distanza di cento anni da persone che hanno voluto a tutti i costi rinvenirvi un significato che non le è proprio) non è certo nuovo al grande schermo.

A partire dall’ineguagliato bianco e nero di “Suspense” (Jack Clayton, 1961), la fortuna tematica di questa vena non è sembrata esaurirsi. L’esito: il trionfo che ha visto il rilascio dapprima di “The Turning – La casa del male” in America, a fine gennaio 2020, e infine della già fortunata serie Netflix “The Haunting of Bly Manor”, secondo episodio dell’altrettanto decadente “Hill House”, diretta dal veterano Mike Flanagan.

L’aspetto curioso di questo revival anni Sessanta, che rivendica apertamente Lovecraft, che sa di Clayton ma anche del Robert Wise de “Gli invasati” (1963), di Roger Corman e di molto cinema britannico, è che sembra quasi opporre malinconia a malinconia, inserendosi come un cuneo nella sfilza di rimandi reaganiani cui ci siamo abituati almeno dalla metà dei nostri anni Dieci.

In fondo, due delle maggiori anime dell’horror, l’alieno e il fantasma, paiono contendersi l’amore di questi tempi, restando però separati come acqua e olio. Floria Sigismondi cerca di attrarre entrambi i fronti, piazzando Mike/Richie (Finn Wolfhard, qui in un ruolo che francamente non esalta le sue capacità, quale quello di testimonial di un film di cui domina praticamente tutte le locandine commerciali) in un castello infestato di spettri, e colorando il tutto di numerosi jump scares e di una bizzarra esuberanza erotica che ricorda molto più dappresso gli schizzi di sangue delle fanciulle Hammer che il sottile turbamento del Miles jamesiano.

Forse è troppo da questa scarna base sperare di poter divinare cosa mai vedranno di tanto affascinante nel 2015, 2016, 2020, i registi del 2040. Ma sarà curioso scoprirlo (sempre che non ci saremo anche noi dimenticati delle radici profonde della nostra sensibilità, come già abbiamo scordato quanta parte degli anni Cinquanta permanga negli Ottanta).

Un fenomeno di mercato?

" The Turning"

“The Turning – La casa del male” è un film dalla recitazione impeccabile, con una Mackenzie Davis che regge ottimamente il peso di protagonista quasi esclusiva dal primo all’ultimo minuto. E se la fotografia (come è ormai spesso il caso) riesce bene nel completare il quadro, la sceneggiatura non sempre sopporta il confronto. Anzi, avanzando nello svolgimento della pellicola, le licenze poetiche palazzeschiane che gli ideatori si concedono appaiono sempre meno attinenti allo spirito dell’opera – ancora di più, alla psicologia dei personaggi. L’inquietudine genetica si inserisce in maniera puntuale, senza riuscire a infondersi nel tessuto del racconto, e alla fine non ci è permesso di comprenderne il motivo remoto. La madre dell’educatrice si sostituisce alla figura emblematica dello zio… ma non ne raccoglie davvero l’eredità. La terribile vacanza di cura lascia il posto a una vacanza di senso. Resterà da verificare, almeno, la prova al botteghino nelle sale italiane, dopo un esordio in discesa oltreoceano. La ricetta per il successo di mercato è stata seguita piuttosto alla lettera, ma sembra che gli anni de “Lo squalo” (1975) siano passati anche per il divo Steven.

Lorenzo Maselli

Trama

  • Regia: Floria Sigismondi
  • Cast: Finn Wolfhard, Mackenzie Davis, Brooklynn Prince, Karen Egan, Mark Huberman, Niall Greig Fulton, Denna Thomsen, Barbara Marten, Kim Adis
  • Genere: Drammatico, colore
  • Durata: 94 minuti
  • Produzione: USA, 2020
  • Distribuzione: 01 Distribution
  • Data di uscita: n/d

The turning - La casa del male LocandinaDopo il successo di “Stranger Things”, Finn Wolfhard torna a recitare in “The Turning – La casa del male”, un horror dal sapore gotico diretto dalla regista italo-canadese Floria Sigismondi con la collaborazione di Steven Spielberg, tratto dal racconto di fine Ottocento “Il giro di vite” scritto da Henry James.

The Turning – La casa del male: l’innocenza oscura

Come nel libro, Kate (Mackenzie Davis) viene assunta come governante per badare a due fratelli (Brooklyn Prince e Finn Wolfhard) con dei disturbi, che sembrano esser stati provocati dalla morte precoce dei genitori.

L’atmosfera opprimente e le stranezze dei piccoli mettono in allarme Kate, che presto realizza che un segreto terribile al limite del reale si cela dietro i volti angelici dei bambini.

Disturbante e violento, il film rivela l’attenzione ai dettagli per garantire brividi dietro la schiena: gli atteggiamenti instabili degli infanti, mani mozzate, ragni che zampettano sul viso e respiri nelle tenebre, il tutto collocato nella tetra abitazione irlandese Killruddery House (County Wiclow), regalando ancora una volta l’emozione di cui Floria Sigismondi é padrona: la paura.

L’incontro tra Spielberg e Sigismondi

Il film è nato come un progetto destinato a Steven Spielberg, che alla fine ha optato per il ruolo di produttore esecutivo. Floria Sigismondi è una talentuosa direttrice di videoclip vincitrice nel 2013 del prestigioso premio MTV Music Video Award per “Mirrors”, cantata dall’artista di fama mondiale Justin Timberlake.

La regista è stata impegnata sul set di serie TV come “Handmaid’s Tale”, tratta dall’omonimo libro di Margaret Artwood, e “American Gods”.

“The Turning” esce nelle sale italiane grazie a 01 Distribution.

Trailer

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