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Interruption (2015)

Recensione

Interruption – Recensione: il regista greco Yorgos Zois porta in scena il dramma del Teatro Dubrovka di Mosca

Interruption recensione

In un teatro di Atene nel bel mezzo della rappresentazione dell’Orestea di Eschilo arriva un gruppo armato che interrompe lo spettacolo e coinvolge parte del pubblico. Il regista mette in scena a modo suo la strage in cui nel 2002 furono uccisi 850 spettatori a Mosca, dopo esser stati presi in ostaggio da un gruppo di ceceni armati.

Interruption (2015)

Un’opera complessa che mischia il linguaggio teatrale con quello cinematografico

In un silenzio assordante degli attori di teatro d’avanguardia, chiusi in un cubo trasparente, si trovano circondati da gente armata capitanata da un sinistro individuo che si autodefinisce “Coro” e inizia a dare ordini. La regia cambia e sul palco salgono diverse persone di diverse età e ceto. Teleguidati da una voce priva di qualsiasi intonazione diventano tutti marionette prive di volontà. In “Interruption” succede poco o niente, o meglio così sembra. Il film ha un andamento estremamente lento e dialoghi scarni. Tutti gli interpreti comunicano con il corpo e con lo sguardo che tradisce ansia, in un crescendo dominato da una voce monotona. La regia indulge sui corridoi vuoti e spettrali del teatro, uno spazio pensato probabilmente da un archistar e privo di qualsiasi calore. Questo, in attesa del finale drammatico che è solo uno step per far ripartire il tutto in loop.

Interruption: una rilettura assolutamente originale di un fatto drammatico

Non è un film facile “Interruption” di Yorgos Zois. Dopo averlo digerito viene da pensare alla citazione del filosofo Slvoj Zizek sloveno, che in un’opera sperimentale di Sophie Fiennes chiamata “Guida perversa al cinema” sostiene che “il cinema è l’arte perversa per eccellenza: non ti dà quello che desideri, ti insegna a desiderare”. Al di là di ogni citazione colta riesce difficile cogliere con facilità il legame tra quello che succede sullo schermo di “Interruption” di Zois con i fatti accaduti a Mosca nel 2002. Senza nulla togliere alla ricerca stilistica del cineasta greco, la sua chiave di lettura è veramente troppo cerebrale e può risultare indigesta per lo spettatore medio, ma anche no per quello da festival.

Ivana Faranda

Trama

  • Regia: Yorgos Zois
  • Cast: Alexandros Vardaxoglou, Sofia Kokkali, Pavlos Iordanopoulos, Romanna Lobach, Angeliki Margeti Maria Kallimani, Alexia Kaltsiki, Christos Stergioglou, Maria Filini, Christos Karteris
  • Genere: Drammatico, colore
  • Durata: 109 minuti
  • Produzione: Grecia, Francia, Croazia, 2015
  • Distribuzione: Tycoon Distribution
  • Data di uscita: 24 aprile 2018

Interruption posterIl film “Interruption” è stato ispirato a eventi realmente accaduti, facendo riferimento alla drammatica strage avvenuta nel teatro Dubrovka a Mosca il 23 ottobre del 2002. I fatti si svolgono durante lo spettacolo teatrale di un adattamento postmoderno della tragedia “Orestea” di Eschilo, dopo che gli spettatori hanno preso i loro posti e si è aperto il sipario. Improvvisamente la luce in sala si spegne e un gruppo di giovani in abiti scuri e armati di pistole fa irruzione interrompendo lo spettacolo. Una volta saliti sul palco, si scusano per aver interrotto il divertimento e invitano il pubblico a unirsi a loro nella presentazione, prendendo il posto di veri attori.

Interruption: esordio alla regia di Yorgos Zois

“Interruption” è il primo lungometraggio di Yorgos Zois, un regista esordiente greco, precedentemente conosciuto come attore grazie alle sue apparizioni in alcuni film, serie TV e cortometraggi.

Nel 2010 debutta al 67° Festival di Venezia con il suo primo lavoro, un cortometraggio intitolato “Casus Belli”, con cui compete anche ad altri festival europei vincendo molti premi, tra cui quello per il Miglior Cortometraggio al Greek Film Academy nel 2011. Nel 2012, invece, Yorgos Zois viene nominato al premio del Miglior Regista Europeo dalla European Film Academy.

La prima proiezione del film “Interruption” ha avuto luogo in occasione del 72° Festival di Venezia, presentato nella sezione Orizzonti, che rappresenta le ultime tendenze estetiche ed espressive del cinema internazionale. Fin da subito la pellicola ha avuto tantissime recensioni positive grazie alla sua estetica e audace narrazione, mentre in Grecia ha ricevuto nove nomination dalla Greek Film Academy e ha vinto il premio come Miglior Regista.

Trailer

 

 

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