Eco Del Cinema

Twin Peaks 3X08 – Recensione e Spoiler

Twin Peaks 3×08: una puntata eccellente

Twin Peaks cast

In una strada vuota nella notte Dale Cooper in versione dark è in macchina con il piccolo delinquentello Ray, entrambi usciti dal carcere con il permesso del direttore. I due deviano su strade secondarie ed è quello che fa fare David Lynch allo spettatore, in una puntata della terza serie che entrerà negli annali della televisione e del cinema. I due si sparano l’un l’altro e il doppelgangel di Coop resta per terra.

Fantasmi e zombie – o quel che è – spuntano dalla nebbia e ballano come streghe intorno al corpo insanguinato, davanti a un Ray terrorizzato… Un prologo per quello che accadrà dopo. Tanta cose vengono fuori in questo episodio: tra queste, sicuramente la più importante è quella relativa alle origini e la nascita di Bob, entità malefica e grande protagonista della serie che entra nei corpi degli altri personaggi e se ne impossessa, facendogli fare cose terribili, prima tra tutte uccidere Laura Palmer.

Twin Peaks: Un viaggio verso territori sconosciuti per una serie tv che si riconferma un cult

Twin Peaks esplosione - episodio 3x08

Twin Peaks 3X08 – Recensione e Spoiler

David Lynch è notoriamente affascinato da elementi come l’energia elettrica, il vento, l’acqua, il fuoco che ricorrono ovunque. Un’esplosione nucleare, che dura ben dieci minuti è al centro della narrazione di questo ottavo episodio; è energia alchemica pura, il BIG BANG della Loggia Nera, in una parola il “Mana”, espressione di origine polinesiana che significa “forza sovrannaturale”, “potere spirituale”, “efficacia simbolica” e può essere tradotto con “forza vitale”.

Siamo abituati con questo straordinario e visionario regista a vedere lampadine che si accendono misteriosamente e che spesso evocano l’arrivo di creature divine. Con “Twin Peaks” si tocca l’apice, in una terribile esplosione che si suppone sia avvenuta nel 1945 nel deserto del New Mexico, in cui il mondo materiale e quello spirituale si sono mischiati.

Tra i mille frammenti che volano nell’aria appare il volto inquietante di Bob, interpretato da Frank Silva scomparso dopo le riprese della seconda serie. Chi è? Mike afferma che è appartenente alla Loggia Nera, “familiar” in inglese, che tradotto secondo la tradizione giudaico/cristiana indica il famiglio, demone di rango inferiore.

L’universo Twin Peaks e la filosofia lynchiana

Twin Peaks gigante in 3x08

Se non si fosse ancora capito , nelle intenzioni di Lynch, la cittadina di Twin Peak è una sorta di portale per un universo parallelo dove i piani dell’esistente si confondono continuamente. Tutto è doppio, ogni personaggio ha il suo doppelganger. Alla base della filosofia lynchiana c’è lo gnosticismo, stesso gnosticismo di cui è intrisa l’opera di Terrence Malick, rievocato virtualmente, alla memoria dello spettatore attento amante di entrambi i registi, nella grande esplosione atomica.

Al fuoco segue immediatamente l’acqua scura di un mare in tempesta che circonda una torretta dove troviamo il Gigante in un salone con una donna misteriosa, che assiste all’esplosione davanti allo schermo di un teatro vuoto… SILENCIO cit. “Mullholand Drive”.

Tra salti temporali apparentemente senza logica, sono apparsi nel frattempo una giovane coppia di fidanzati del 1956, un inquietante barbone che ricorda quello del cortile del bar Winkie’s (ancora “Mullholland Drive”) e una stazione radio persa nel deserto. Da un uovo è uscito uno strano essere strisciante che potrebbe venire da “Eraserhead – La mente che cancella”, primo lungometraggio del regista, risalente al 1977.

L’episodio si chiude con una strana filastrocca sull’acqua in onda in radio che sembra avere effetti nefasti su tutti.

Twin Peaks, autocitazioni e poetica riconfermata

In “Twin Peaks” Lynch si autocita continuamente e mette in scena un manifesto del suo cinema, complice una splendida fotografia in bianco e nero e un uso magistrale della musica di Badalamenti.

Pur non essendo di facile lettura, l’ottavo episodio della terza stagione dice molto di più di quel che sembra. I dialoghi sono quasi inesistenti ma parlano per loro le immagini, in primis quella della palla d’oro che si palesa nelle mani della donna che è con il Gigante nel meta-teatro del finale dell’episodio.

Il viso sorridente di Laura Palmer appare solo per un attimo ma è assai indicativo. Per citare una delle battute tra Ray e Cooper in macchina: “la via è difficile da vedere e il terreno non è familiare ma sembra di essere nella giusta direzione”.

Ed è veramente così per tutti noi che tanto abbiamo aspettato il ritorno di “Twin Peaks” e che ce lo stiamo gustando come una bottiglia di brandy superiserva ben invecchiato.

Ivana Faranda

27/06/2017

Articoli correlati

Condividi