The Crown: Recensione della quarta stagione

The Crown: Recensione della quarta stagione

The Crown: la stagione di Lady D e della Lady di ferro

The Crown

Come mostra locandina, la quarta stagione di “The Crown” vede come protagoniste Margaret Thatcher, la prima donna a diventare primo ministro inglese, e Diana. Sullo sfondo si intravede anche Carlo, e infatti il rapporto e gli scontri tra queste due coppie sono al centro dei nuovi episodi.

Il periodo narrato coincide con gli anni del mandato della Thatcher. Benché la storia sia ormai ambientata nel secondo Novecento inoltrato, il matrimonio continua a essere una questione di Stato, e dunque deve rispettare determinate convenienze. E spesso è proprio questo a causare l’infelicità dei personaggi, come nel caso di Carlo, che nonostante tutto vuole diventare re e quindi si adegua alle decisioni imposte dalla famiglia. Il suo personaggio è sicuramente uno dei più interessanti della quarta stagione, sia per il percorso che compie rispetto alla terza sia nel corso dei nuovi episodi.

Carlo passa dall’essere il ragazzo un po’ fragile, che non riesce a ottenere l’affetto che si aspetterebbe dalla sua famiglia, a un adulto che è riuscito a crearsi un suo spazio all’interno della routine reale, in cui sentirsi a suo agio. In questo mondo però non è compresa la giovane moglie, ed è invece onnipresente Camilla.

Il futuro re si dimostra totalmente consumato e perso nel suo egoismo. È un uomo che ha superato i trent’anni, mentre Diana è poco più che un’adolescente e lui la tratta come fosse una ragazzina capricciosa. Hanno poco in comune, eppure, sono spinti l’uno nelle braccia dell’altra e accettano il destino che si pensa sia il migliore per loro, e per le loro famiglie.

In realtà entrambi hanno bisogno di essere lusingati, amati, elogiati, proprio come i bambini, in cerca di attenzioni e di quella approvazione che Carlo non ha mai ricevuto dai genitori e Diana non riceve adesso dal marito. I protagonisti di questa storia d’amore, che il mondo adora, sono profondamente infelici e non si sentono capiti l’uno dall’altra. Straordinario è stato il lavoro di Josh O’ Connor ed Emma Corrin sui corpi e la fisicità dei loro personaggi, che esprime perfettamente anche la loro personalità.

Il lato oscuro delle favole

The Crown Lady D e Carlo

All’inizio Diana ha uno sguardo compiacente, consapevole del suo fascino e determinata a utilizzarlo per realizzare il suo sogno di ragazza che vuole il principe azzurro, pensando di poter avere una vita come quella delle favole. All’inizio sembra sia spinta ad accettare la vita all’interno della famiglia reale mossa dall’ingenuità, ma in realtà prima ancora di sposarsi si rende già conto di come la realtà sia ben diversa.

Mentre all’esterno la gente comune ama la sua semplicità e dolcezza, dentro il palazzo cominciano a palesarsi i suoi disturbi alimentati, vissuti nella solitudine della nuova casa in cui Diana si ritrova circondata dai fiori che le sono stati donati, in un’immagine che però risulta quasi inquietante.

Ricalcando il linguaggio fiabesco che spesso viene utilizzato dalla serie, tra lei e il futuro sposo raramente viene mostrato “vero amore”, al massimo fascino reciproco. Quello che Carlo può provare per una ragazza che sembra perfetta per le circostanze, capace di possedere tutti i numerosi requisiti che sono richiesti alla futura moglie del re. Mentre lei sembra affascinata non da lui ma da quello che rappresenta, l’incarnazione di un sogno infantile. Non è un caso che venga mostra in alcune scene in cui guarda i cartoni animati. Questa caratterizzazione di Diana però risulta un po’ limitante, non offrendo una maggiore esplorazione del suo personaggio.

Inoltre, il modo in cui viene raccontata la loro storia a volte appare ambiguo e calca troppo la mano sull’immagine che si vuole trasmettere della coppia. Nella sesta puntata, in particolare, una serie di scene evidenzia come Lady D sia capace di farsi amare dalla gente, mettendo però in ombra Carlo che reagisce con stizza. Il risultato è una rappresentazione un po’ troppo enfatizzata rispetto a come invece ci ha abituato la serie, che è solita mantenere una maggiore sottigliezza nel racconto, preferendo lasciare intendere tra le righe.

Due donne al potere

The Crown Margaret Thatcher

Altro personaggio centrale della stagione è Margaret Thatcher, una lavoratrice instancabile che pensa che le donne non siano adatte a ruoli di comando, a eccezione di lei che lo dimostra con il suo carattere tutto d’un pezzo, come sottolinea il soprannome con cui è ricordata, Lady di ferro. Allo stesso tempo però non rinuncia al ruolo di moglie devota a tutti quei compiti da casalinga, cucinando, stirando e viziando il proprio figlio preferito, il maschio.

Il tutto è reso dall’attrice Gillian Anderson con gesti ed espressioni caricaturali a cui bisogna abituarsi e che dopo qualche perplessità iniziale risultano convincenti nel sottolineare le contraddizioni e gli stereotipi opposti che incarna il suo personaggio. In una scena è l’integerrimo primo ministro a capo di una riunione e in quella subito dopo è indaffarata a preparare la cena per alcuni membri del governo, come una perfetta massaia.

Margaret Thatcher è una donna circondata da uomini, che sembra sentirsi più a proprio agio con loro, mostrando spesso disprezzo per quella che considera caratteristiche femminili come la debolezza e incarnando un ideale di mascolinità che non ammette sentimentalismi.

Lei ed Elisabetta sono state le donne più a lungo al potere, nei rispettivi ruoli, nella storia del Regno Unito, abituate a essere al comando in ambienti maschili, mostrando spesso freddezza. Le due però hanno atteggiamenti diversi. La regina ha ereditato il trono ed è una persona paziente, abituata anche per il ruolo che ricopre ad attendere che gli eventi facciano il loro corso, mentre la Thatcher si è conquistata il suo posto ed è sempre pronta all’azione, credendo fermamente che il successo sia dovuto unicamente alla propria forza di volontà. Ciò causerà non pochi attriti.

La principessa Margaret sempre più sofferente

The Crown Margaret

Negli ultimi episodi emergono ancora di più anche le contraddizioni di un altro personaggio femminile, la principessa Margaret, simile per certi aspetti a Carlo. Interpretata già a partire dalla terza stagione da Helena Bonham Carter, soffre sempre di più per il ruolo marginale all’interno della rigida gerarchia reale, ma allo stesso tempo non riesce a liberarsene. Lei è una principessa e non rinuncerebbe mai ai suoi privilegi per vivere una vita più libera.

Gli interessi personali spesso devono essere messi da parte in nome della monarchia. E come se il potere di cui dispongono i reali non servisse davvero nelle decisioni da cui dipendono le scelte più importanti per la loro vita personale e per la loro felicità. Nelle stagioni precedenti, spesso la serie ha sveltato l’umanità dei personaggi con tutti i loro difetti e meschinità, sottolineando allo stesso tempo anche la loro impotenza, quasi giustificando certi discutibili comportamenti e attribuendo la colpa alle istituzioni.

Nella puntata dedicata a Margaret invece si sottolinea come una scelta, per quanto difficile e dolorosa, sia possibile, ma nessuno vuole farla rinunciando alla propria identità reale. La corona rappresenta un incredibile onore, ottenuto per diritto divino, ma anche una servitù nei confronti di certi ideali, e la maggior parte di loro preferisce rimanere aggrappata ai propri privilegi pur continuando a lamentarsi dei doveri che ne derivano.

Pur non essendo priva di difetti, nel complesso la quarta risulta un’ottima stagione, piacevole da seguire e maggiormente armonica grazie anche a un racconto più orizzontale, legato soprattutto alle vicende di Carlo e Diana. Quest’ultima, come lascia intuire il primo piano su di lei con cui si chiude l’episodio finale, avrà probabilmente un maggiore approfondimento in seguito.

Maria Concetta Fontana

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