Rutger Hauer: addio al replicante filosofo

Rutger Hauer è morto lo scorso 19 luglio. La notizia è stata diffusa ieri dal suo agente. L’attore olandese aveva 75 anni e nella sua lunga carriera aveva recitato in oltre 170 pellicole.

Rutger Hauer, l’attore dagli occhi di ghiaccio

Rutger Hauer film

Blade Runner

Ricordiamo oggi con affetto il grande Rutger Hauer, una persona la cui gentilezza la nostra redazione ha avuto modo di conoscere in occasione del I’ve Seen Films – International Film Festival, kermesse milanese fondata dall’attore olandese in collaborazione con il direttore artistico di CortoWeb PierPaolo De Fina.

Il suo agente Steve Kenis ha riferito a Variety che Rutger Hauer è deceduto lo scorso 19 luglio a causa di una breve malattia. Ieri, giorno in cui la morte è stata resa nota, si sono svolti i funerali.

La sua carriera vanta più di 170 interpretazioni ma quelle che lo hanno consacrato all’immortalità sono soprattutto due: il ruolo di Roy Batty in “Blade Runner” (1982) di Ridley Scott, e quello di Etienne Navarre in “Ladyhawke” (1985) di Richard Donner con Michelle Pfeiffer.

Soprattutto il personaggio Roy Batty è rimasto nel cuore degli spettatori per aver regalato alla storia del cinema una delle morti più commoventi con il suo filosofare finale: “Ho viste cose che voi umani non potreste immaginare. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione… e i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser… e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. E’ tempo di morire”.

É abbastanza singolare che l’anno della scomparsa di Rutger Hauer sia proprio lo stesso in cui è ambientata la pellicola di Ridley Scott e in cui è morto il suo personaggio iconico. L’attore fu amato a tal punto per questo film che nel 1995 le poste olandesi lo omaggiarono con un francobollo che lo ritraeva proprio nei panni di Roy.

Una presenza scenica importante

Rutger Hauer Ladyhawke

Ladyhawke

In ogni film a cui ha preso parte Rutger Hauer ha saputo lasciare il segno. Fu Paul Verhoeven, suo connazionale, che scommise su di lui, proponendogli il primo ruolo da protagonista in “Fiori di carne” del 1973. Verhoeven lo diresse poi in “Kitty Tippel… quelle notti passate sulla strada” del 1975; “Soldato d’Orange” del 1977; “Spetters” del 1980 e “L’amore e il sangue” del 1985.

Il legame della star con l’Italia, oltre alla sopracitata kermesse, è stato costante nel tempo. Ha recitato con Ermanno Olmi nel film “La leggenda del santo bevitore” (1988) in cui interpretava l’ex minatore senzatetto Andreas Kartack e nel meno noto “Il villaggio di cartone” del 2011; Lina Wertmüller nel 1989 lo ha diretto nel drammatico “In una notte di chiaro di luna”, dove veniva affrontato il difficile tema del contagio da AIDS; Duccio Tessari lo volle nel 1992 nel suo “Beyond Justice”; Giuseppe Ferrara lo trasformò nell’arcivescovo Paul nella pellicola “I banchieri di Dio – Il caso Calvi” del 2002; Renzo Martinelli lo volle nel suo “Barbarossa” del 2009. Successivamente è stato Van Helsing per Dario Argento nel suo “Dracula 3D” del 2012; per poi lavorare in “2047 – Sights of Death” di Alessandro Cappone del 2014; “WAX: We Are the X“, esordio alla regia di Lorenzo Corvino del 2016; “The Broken Key” del 2017 di Louis Nero.

Tanti successi internazionali

Rutger Hauer The Hitcher

The Hitcher – La lunga strada della paura

Tra le prove che hanno reso Rutger Hauer famoso a livello internazionale merita sicuramente menzione quella in “The Hitcher – La lunga strada della paura” di Robert Harmon in cui si trasforma in killer spietato. Ha poi partecipato a pellicole di successo come “Confessioni di una mente pericolosa” (2002) di George Clooney; “Sin City” (2005) diretto da Robert Rodriguez, Frank Miller e Quentin Tarantino, in cui è il Cardinale Roark; “Batman Begins” (2005) di Christopher Nolan. Più recentemente nel 2017 Luc Besson l’ha inserito nel cast di “Valerian e la città dei mille pianeti” e Jacques Audiard nel 2018  in quello di “I fratelli Sisters”.

È stato sposato due volte e da ognuna delle mogli ha avuto una figlia. Si è impegnato nel sociale creando una fondazione per la ricerca sull’AIDS e si è battuto per la scarcerazione di Paul Watson, uno dei fondatori di Greenpeace.

Infine, tra le tante curiosità legate a questo poliedrico personaggio, ricordiamo nel 1987 la performance nella splendida pubblicità britannica della Guinness, che portò le vendite del prodotto al ventidue per cento in più in soli tre mesi… e noi, in maniera del tutto singolare, vogliamo ricordarlo nella serenità di un momento di pausa, durante il quale si gusta la sua meritata birra!

Andrea Racca

25/07/2019

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