Eco Del Cinema

Recensione “Ossessione”: la sensualità mancante di un’occasione mancata

Ossessione è una nuova miniserie targata Netflix entrata subito nella Top 10 italiana della piattaforma, anche se a differenza della sorpresa The Night Agent, ancora sulla cresta dell’onda, sembra stia crollando troppo presto sotto i colpi di altri prodotti seriali.

Il plot narrativo è basato sul romanzo Damage, da cui già è stato tratto un film di Louis Malle con protagonista Jeremy Irons.

Recensione “Ossessione”: la sensualità mancante di un’occasione mancata

Richard Armitage e Charlie Murphy sono i protagonisti assoluti di questo thriller erotico e psicologico di quattro episodi, che ha attirato l’attenzione mediatica per via del linguaggio e delle immagini particolarmente spinte: alcune scene di sesso sono esplicite e persino violente, al punto che qualche utente le ha fatte girare in rete rendendole virali. La più inflazionata è quella in cui il protagonista, riconoscendone l’irresistibile profumo, si masturba con il cuscino utilizzato dalla sua amante segreta.

Indice

Ossessione: tutte le informazioni

Trama

William è un rispettato chirurgo londinese, spesso lodato anche dalla stampa e dalla televisione per le sue operazioni di successo. A casa ha una splendida famiglia che lo aspetta, ma l’equilibrio perfetto della sua quotidianità è destinato a crollare quando si infatua di Anna Barton, la giovane e seducente fidanzata del figlio Jay.

Anna è una mina vagante, una ragazza in apparenza solare e intraprendente, eppure nasconde un enorme trauma infantile che la spinge a commettere azioni auto lesioniste. Il suo desiderio di sottomissione diventa per William motivo di attrazione fatale e malsana, sfocia in una relazione sessuale morbosa e del tutto segreta che rischia di rovinare tragicamente i rapporti col figlio e con la famiglia.

Crediti

  • Data di uscita: 13 aprile 2023
  • Regia: Glenn Leyburn, Lisa Barros D’Sa
  • Sceneggiatura: Morgan Lloyd Malcolm, Benji Walters
  • Episodi: 4
  • Durata: 30 minuti
  • Genere: Thriller Erotico
  • Produzione: Gaumont Film Company, Moonage Productions
  • Distribuzione: Netflix
  • Attori: Richard Hermitage, Charlie Murphy, Indira Varma, Sonera Angel, Rish Shah

Recensione

A me piace il conflitto, hai capito guaglio’? Senza conflitto non si progredisce. Senza conflitto è solo sesso e o’ sesso non serve a niente.

Così sentenzia il personaggio ispirato ad Antonio Capuano rivolgendosi al giovane alter ego di Paolo Sorrentino, nel film autobiografico scritto e diretto dall’omonimo regista premio Oscar. Questa frase, rivolta ad un ragazzo che sogna di fare cinema per motivarlo a trovare la giusta via espressiva, si rivela clamorosamente adatta anche per introdurre la volgare escandescenza di questa serie firmata Netflix.

Mani legate, pratiche sadomaso, inspiegabili sospiri di eccitazione, desideri irrefrenabili di dominare ed essere dominati: non serve citare le opere cinematografiche e letterarie che sono riuscite a raccontare la passione sessuale senza cadere in stereotipi e banalità per sottolineare che invece questa ci affoga ed anzi ci sguazza con piacere.

Il primo segnale di allarme arriva proprio dal primissimo incontro dei protagonisti, che dovrebbe essere casuale, eppure suona forzato ed estremamente telefonato. Non perché lui, colpito da una specie di incantesimo, le ficchi un’oliva in bocca con fare eccitato (anche se questo è già indicativo), ma proprio per l’innaturalezza del gesto e della conseguente nascita di una “incontenibile” ossessione da parte di entrambi.

Subito dopo, assistiamo ad una sequenza alternata in cui William sfoga il suo crescente desiderio erotico aumentando i ritmi della cyclette casalinga (?), mentre Anna sveglia il fidanzato, che poi è il figlio di William, per sedurlo sessualmente (??), prima di mandare un messaggio di complicità allo stesso William (???).

Ovviamente, questo comportamento borderline di Anna viene collegato ad un terribile trauma psicologico appartenente al passato: il fratello maggiore abusava di lei, poi ha deciso di suicidarsi lasciandola con i sensi di colpa! Forse è inutile inveire contro gli sceneggiatori, che probabilmente già di loro sono tormentati dagli incubi notturni per ciò che hanno combinato, può essere invece proficuo concentrarci e riflettere su quanto questa motivazione sia artificiosa e poco credibile, allontanando chi guarda dallo sviluppare una reale empatia col personaggio.

Peccato, perché Ossessione parte da una premessa interessante (un padre che ingaggia una relazione segreta con la fidanzata del figlio) e può contare su un’ottima prova attoriale di Richard Hermitage e Charlie Murphy. Le atmosfere talvolta risultano anche azzeccate e coinvolgenti, l’aspetto tensivo e morboso della storia in parte funziona, la fotografia è solida nel mostrare la nebbia fitta dell’avventura moralmente illecita in cui si immergono i protagonisti del racconto.

Il problema è che questi pregi sono un semplice e innocuo contorno ad un nucleo troppo semplicistico, che scivola quasi sempre nella comicità involontaria e si limita a costruire pigramente un intreccio così scabroso e turbolento che meriterebbe tutt’altro livello di profondità.

Conclusioni

Ossessione è un’occasione mancata, un racconto che possiede alcuni elementi di fascino purtroppo indeboliti da una scrittura superficiale e poco coinvolgente. L’ammirevole lavoro sui personaggi degli attori protagonisti e una cornice tecnica più che sufficiente non bastano a colmare le mancanze di un prodotto che non ha le carte in regola per competere con le nuove uscite e i successi già consolidati nel campo seriale.

La sensualità che manca alla miniserie Netflix non è solo quella che ha a che fare con il sesso e le dinamiche del piacere fisico (questo lo hanno già ampiamente sottolineato le svariate recensioni e opinioni girate su internet), ma è soprattutto quella visiva, narrativa e concettuale.

Cosa resta dunque alla creazione televisiva di Malcolm e Waters? La peggiore delle sventure: diventare un fenomeno social a causa delle numerose scene a sfondo pornografico, forzatamente spinte e involontariamente comiche.

Trailer

Articoli correlati

Corrado Monina

Corrado Monina

Mi chiamo Corrado, mi occupo di sceneggiatura, regia e critica e lavoro per il Filmstudio di Roma come responsabile creativo. Amo il cinema, la musica e tutto ciò che ruota intorno alle arti visive e alla letteratura.

Condividi