Legion: episodio 01×01 – Recensione

Legion: un viaggio delirante nella mente di David

legion scena cucina

Una scena tratta dal primo episodio di “Legion”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ieri sera è andata in onda anche in Italia, sul canale FOX, la prima puntata della serie TV fantasy “Legion”, ispirata al mondo X-Men della Marvel. Il nuovo progetto è diretto da  Noah Hawley, che ha scritto interamente l’episodio pilota: ci ha lasciati a bocca aperta, incollati allo schermo fino alla fine, in attesa di scoprire cosa accadrà la prossima volta.

Il nuovo lavoro ha debuttato negli USA lo scorso 8 Febbraio, sulla rete FX: negli States sta già riscuotendo molto successo. “Legion” si ispira all’omonimo personaggio dei fumetti Marvel ma è comunque slegata dalla saga “X-Men” per la diversa ambientazione in cui si svolgono gli eventi, quasi in una sorta di universo parallelo. E’ curioso il fatto che sia la prima serie televisiva prodotta da Marvel Television a non far parte del Marvel Cinematic Universe.

Legion: cosa è successo nel primo episodio

“Legion” ci ha catapultati sin dalla prima immagine nella mente folle e contraddittoria di David Haller (Dan Stevens). I primi minuti della puntata sono dominati da un delirio di immagini che compiono salti nello spazio e nel tempo: una struttura che si contorce su se stessa e che serve a raccontare in breve la vita del protagonista. Si concentra da subito l’attenzione sui presunti disturbi mentali di David, un ragazzo che sente continuamente delle voci spaventose nella sua testa e che percepisce di essere capace di cose che nemmeno lui riesce a spiegare o controllare: ha dei poteri mutanti molto potenti che lo porteranno a voler tentare il suicidio.

A causa di questo gesto, David viene internato in un ospedale psichiatrico. Prende medicine, conduce la terapia e con il tempo si abitua a credere di essere un mostro, un pazzo proprio perché non riesce a dare una spiegazione razionale a tutte le stranezze che avvengono intorno a lui. All’interno del manicomio l’inconsapevole mutante di “Legion” trascorre i suoi giorni in modo sempre uguale, condividendo il suo tempo solo con Lenny (Aubrey Plaza), finchè non arriva Syd Barrett (Rachel Keller): una ragazza che non vuole essere toccata e di cui David si innamora all’istante. Syd e David sono due persone apparentemente diverse ma che riescono a trovare una sorta di armonia nel loro caos: molto toccante è, ad esempio, la scena in cui i due si tengono per mano a “distanza”, tramite un pezzo di stoffa.

Dopo un alternarsi di molteplici frame e scene, si capisce che Syd Barret è una giovane mutante che ha il potere di scambiare il corpo con le persone che entrano in contatto con lei. Questo elemento permetterà a David Haller di evadere dalla casa di cura (in cui la sua amica Lenny rimane uccisa intrappolata in un muro); le sue abilità, però, hanno attirato degli uomini, forse appartenenti al governo o a una sorta di organizzazione in cui non mancano uomini armati. Il mutante viene sottoposto a un estenuante interrogatorio, alternato da vari flashback di David che qui dimostra le vere potenzialità delle sue capacità: viene definito il mutante più potente che esista.  Alla fine, David viene liberato dalla bella Syd, che precedentemente il mutante aveva cercato senza risultati, che lo porta al cospetto di una misteriosa signora che conclude l’episodio stringendo la mano del protagonista.

Legion: sospesi tra illusione e realtà

L’atmosfera che “Legion” trasmette è sicuramente un qualcosa di difficilmente spiegabile: un misto di confusione, delirio, caos, di immagini caleidoscopiche che lasciano tutti spiazzati. Questa frenesia viene espressa anche dalle diverse inquadrature che cambiano continuamente: sequenze a rallentatore, fisheye, distorsioni e in più non è ancora chiaro in quale periodo siano ambientati gli eventi. Per ora il tutto sembra oscillare fra un’atmosfera anni ’50, alcuni elementi anni ’70 (come la colonna sonora rock che si ispira chiaramente a quel periodo) e i giorni nostri, come si vede nella scena dell’interrogatorio.

Insomma sembra che ogni singolo elemento di questo studiato progetto che è “Legion”, voglia riprodurre un po’ la stessa schizofrenia che viene diagnosticata a David Haller. Schizofrenia, però, solo apparente in quanto forse la presunta pazzia del protagonista sembra essere più un’auto convinzione del ragazzo che, sentendosi ripetere continuamente di non essere normale, finisce per crederci. In realtà David stesso non riesce a comprendere se i momenti che vive siano reali o siano solo il frutto del seme della sua follia: l’interrogatorio che gli viene fatto è anche un modo per il mutante di ripercorrere ciò che è accaduto e verificarne la veridicità e l’autenticità. David, insieme a noi, cerca di dare un senso, anche cronologico, agli eventi assurdi di cui è responsabile e allo stesso tempo vittima, tenendo gli spettatori con il fiato sospeso e la testa piena di dubbi che non si sa se troveranno mai una spiegazione.

Legion: un debutto psichedelico ma ora?

“Legion” ha letteralmente stupito tutti, andando al di là delle aspettative: nel primo episodio il regista Noah Hawley è riuscito decisamente a prendere le distanze dai soliti cliché dei film Marvel. Non si è parlato di accettazione della diversità, non dei soliti luoghi comuni di pellicole dedicate ai vari supereroi: qui tutto è circondato da un aria diversa, tutto è elettrizzante e delirante allo stesso tempo…almeno per ora!

Chissà se nella prossima puntata David Haller riuscirà a soddisfare le nostre aspettative. Speriamo che rimanga un mutante dalla mente disturbata almeno per un altro po’ e che ci permetta di fare un viaggio psichedelico all’interno della sua mente a dir poco fuori dal comune.  Attendiamo con ansia una conferma alle nostre persplessità: è una serie TV che rivoluzionerà l’idea, ormai piatta, dei mutanti alla X-Men oppure ricadremo ancora una volta nella banalità?

Ludovica Attenni

Related posts

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *