Colony – Stagione 2 – Recensione e Spoiler

Colony – Stagione 2 – Recensione e Spoiler

Disponibile sul catalogo di Netflix Italia dal 14 gennaio 2019, “Colony” è una serie tv fantascientifica interpretata da Josh Holloway e Sarah Anne Wayne Callies. La seconda stagione, composta da 13 episodi anzichè 10 come la prima, parte con un lungo flashback, mantiene alta l’attenzione e si rivela all’altezza della precedente sia per quel che concerne l’action che per la sceneggiatura.

Colony: tredici episodi per la salvezza

Colony stagione 2

Autore di 32 episodi di successo di “Lost”, Carlton Cuse scrive un’avvincente sceneggiatura di “Colony”, facendo partire la narrazione della seconda stagione con un lungo flashback rievocativo che spiega molte cose non esplicate nella prima. Viene mostrato l’arrivo degli alieni, anche se non si vedono loro ma gli effetti sugli umani, l’erezione del muro, la costituzione dei Blocchi e, nello specifico, quel che accade alla famiglia Bowman e come cambia l’esistenza di Alan Snyder, reclutato forzatamente e, in parte fortuitamente, per diventare un collaborazionista messo a capo del blocco di Los Angeles, a seguito di uno studio effettuato dagli “invasori” dei diversi caratteri e dei ruoli sociali che ogni persona scelta aveva prima dell’invasione.

In una penetrazione del Pianeta Terra senza possibilità di reazione, tale è la forza del nemico da non lasciare speranze e, nel caos dell’evento, Katie e Will non riescono a riunirsi a Charlie, uno dei tre figli, che rimarrà separato da loro a Santa Monica. Ed è proprio dalla peregrinazione di Will a Santa Monica che si torna al presente. Bram, il maggiore dei Bowman, si trova in un campo di lavoro al cui comando è stato posto – sia ben chiaro per punire anche lui – Snyder.

Ci sono dunque diverse vicende da seguire, ognuno è impegnato nella propria guerra personale contro lo status quo: Charlie viene ritrovato dal padre, ma si è trasformato in un ragazzino tormentato; Will torna a lavorare per i collaborazionisti, ma trova una situazione completamente mutata tanto che è costretto ad allontanarsi, intanto il suo legame con Katie viene in parte ricomposto; Bram e Snyder riescono a uscire dal campo e il primo inizia a collaborare con i ribelli. La Green Zone viene attaccata e anche per Maddie, sorella di Katie, le cose si mettono male. Infine la rivelazione che tutto il blocco di Los Angeles sarà smantellato e i suoi abitanti sacrificati alla Fabbrica, spingerà i protagonisti ad allontanarsi dalla città. L’unico che deciderà di continuare a combattere in loco sarà Broussard, che insieme a Katie e Will, ha già dovuto affrontare la Mano Rossa, un gruppo di resistenza estremista.

La terza stagione cambierà scenario e l’azione sarà tanta, a discapito questa volta della sceneggiatura, fino a un finale che, seppur aperto, non lascia nulla da sperare.

Subire o reagire? Questo è il dilemma

Colony serie tv

Alla base della narrazione di questa seconda stagione si pone il diverso comportamento dei personaggi che si dividono sostanzialmente in due categorie come nella vita reale: le persone che subiscono passivamente gli eventi, nonostante vengano ristrette le libertà individuali, e coloro che invece intervengono su di essi, cercando una possibile via d’uscita, anche laddove sembra non esserci. Will, Katie, la sua famiglia (un discorso a parte va fatto per Grace, la ragazzina plagiata dall’educatrice), Broussard e, in un certo qual modo anche Snyder, appartengono alla seconda categoria. Quest’ultimo in effetti, definito come molti altri collaborazionista, segue una sua logica che in qualche modo giustifica le sue malefatte, convinto che una cooperazione con gli alieni sia l’unico mezzo per far salva la propria esistenza e quella dell’intero genere umano. Ognuno ha una sua idea di comportamento da adottare e, come nella vita reale, ognuno utilizza dinamiche diverse, di cui le più estreme sono quelle della Mano Rossa che svolge azione terroristica tout court.

L’intrigo politico si allarga su un piano internazionale, il ritmo è veloce, le situazioni mutano in nuovi scenari, insomma il livello della seconda stagione di “Colony” è solo di poco inferiore a quello della prima. Se da una parte è un valore aggiunto l’idea di suddividere le realtà vissute dai diversi protagonisti, dall’altra la narrazione appare a tratti confusa, ma nonostante qualche piccola pecca, lo spettatore sarà spinto a seguire la terza stagione.

Stefano Mazzola

21/05/2020

Related posts

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *