Braccialetti Rossi – Recensione

Nella terza stagione rincontreremo i braccialetti rossi proprio dove li avevamo lasciati al termini della seconda, con nuovi, commoventi sviluppi.

Braccialetti rossi e le loro difficili storie

braccialetti rossi

Con la prima puntata della nuova stagione di “Braccialetti Rossi”, ritorniamo nelle corsie di un ospedale, animate da un gruppo di ragazzi inseparabili.

Dopo la ‘fuga sull’isola’ Leo e Cris sono di nuovo sulla terraferma. Leo, in ospedale, è consapevole che sta per ingaggiare la lotta più dura di sempre contro il suo male. Cris, a casa della sorella, vuole dare forze e sostegno al proprio ragazzo e, al tempo stesso, riprendere i rapporti con la famiglia.

Nella vita di Nina, il cui tumore al seno è più difficile da curare del previsto, torneranno ad affacciarsi i genitori, che lei aveva voluto tenere lontano in ogni modo per preservarli da un altro dolore, senza mai informarli delle sue condizioni.

Braccialetti Rossi: nuovi personaggi

Per Vale, ormai, il cancro è solo un pallido ricordo, ma comunque la malattia l’ha segnato, portandogli via una gamba. La sua missione sarà di tornare a una vita il più possibile normale. Proprio a scuola rincontrerà Bella, adolescente spensierata e perfettamente sana, che non tarderà a diventare la sua ragazza. Questa avrà alcuni problemi nell’entrare nel gruppo di ragazzi, uniti proprio dalle difficoltà del loro vissuto.

Affianco ai braccialetti storici entrerà nella storia anche uno nuovo: Bobo, un malato cardiopatico con una (ragazza) madre molto carina, che dietro una maschera scontrosa e arrogante, lentamente s’integrerà con il resto del gruppo.

Braccialetti Rossi: un gruppo di adolescenti

La serie racconta di un collettivo, di un gruppo di adolescenti che rintracciano in valori quali l’amicizia, l’amore, la solidarietà, il coraggio, un efficace antidoto contro una società che sogna poco, immagina in maniera insufficiente. La forza di un mondo che, invece, i giovani riescono a immaginare, proprio perché carichi di voglia di futuro. I sentimenti che animano le vite dei ‘braccialetti’ sono gli stessi di qualsiasi altro adolescente, proprio perché sono ragazzi come altri, in cerca di amore, gioia, spensieratezza.

La forza della serie risiede anche in questo suo naturale modo di parlare di ragazzi malati, proprio come si farebbe per quelli ‘normali’, non affetti da nessuna patologia. L’unica differenza è che su di loro incombe un timer terribile, una posta in gioco altissima, spesso la loro stessa vita, che eleva il racconto su un gradino superiore.

Braccialetti Rossi: dalla commedia, al melò, al tragico

Proprio per rispondere alle esigenze, proprie del committente, Rai 1, un canale generalista, nella serie entrano elementi eterogenei: ci sono elementi melò, situazione comiche e, altre, totalmente tragiche e naturalmente momenti commoventi. Questi ultimi, certamente non pochi, sono puntualmente sottolineati, per dare maggior enfasi, da una colonna sonora prevaricante; l’obiettivo è chiaro, si deve piangere.

Una seria che unisce il romanzo di formazione e la commedia agrodolce a forti tinte da teen drama.

Per i cultori del genere e gli amanti dei buoni sentimenti, “Braccialetti Rossi” certamente non deluderà.

Oreste Sacco

 

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