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Recensione dell’ultima stagione di “Disincanto”: la fine della favola

Disincanto, la serie fantasy dai toni irreverenti creata dall’autore dei Simpson è giunta ormai al termine con la sua quinta stagione. A Matt Groening non possiamo non riconoscere l’aver cambiato – di gran lunga – l’animazione statunitense, prima con la creazione dei Simpson e poi con la serie di fantascienza Futurama. Entrambe queste creazioni hanno avuto un successo enorme, ma cosa ne sarà di Disincanto? La serie è riuscita davvero ad avere successo come i prodotti che l’hanno preceduta?

Indice

Disincanto – tutte le informazioni

Disincanto

Trama

Riuscire a ricapitolare tutto ciò che è avvenuto nelle precedenti stagioni di Disincanto è un po’ impossibile. Tiabeanie – principessa di Dreamland – ha visto l’avvicendarsi di molte regine vicino a suo padre – re Zog – che ne ha avute davvero molte di ex mogli. Ma tra tutte, la più malvagia e pericolosa di tutte è Dagmar, la vera madre di Bean. Dogmar, dopo essere tornata in vita dall’inferno, ha deciso di utilizzare sua figlia, e chiunque fosse possibile, a raggiungere ciò che vuole con i suoi poteri. In questa ultima stagione Bean – insieme ad Elfo e Luci – utilizzerà tutti i poteri in suoi possesso per sconfiggere la sua malvagia madre, affiancata dalla sua bellissima fidanzata sirena Mora e i suoi amici.

Recensione dell’ultima stagione di “Disincanto”: la fine della favola

Crediti

  • Data di uscita: 1 Settembre 2023
  • Genere: Comico, Fantasy
  • Autore: Matt Groening
  • Paese: Stati Uniti
  • Stagioni: 5
  • Distribuzione: Netflix
  • Stato: Concluso
  • Durata: 19-45 min

Recensione

Per quest’ultima stagione, Groening ha deciso di utilizzare tutti intrighi, rovesciamenti e colpi di scena possibili. Oltre ai personaggi più visti come Luci, Elfo, Zog, vedremo il ritorno di personaggi che avevamo abbandonato da tempo e che pensavamo di aver salutato una volta per tutte, come Oona. Se da un lato questo può essere stato un modo di arricchire la trama e portare a galla personaggi già incontrati, dall’altro può aver avuto un effetto negativo, rendendo difficile affezionarsi a dei personaggi in particolare e trovando difficile ricordare tutte le connessioni che li hanno caratterizzati.

Disincanto

Il ritmo della trama e i toni sono gli stessi che la serie ha presentato nelle sue precedenti stagioni. Il trio formato da Elfo\Bean e Luci continua a creare sempre momenti divertenti – soprattutto nei momenti in cui viene preso in giro il genere stesso – ma, allo stesso tempo, questi due sidekick che erano stati fondamentali nelle prime stagioni, hanno perso molta importanza. Un processo che era già iniziato all’altezza della terza stagione ma è diventato sempre più evidente nel corso della serie. Probabilmente con il tentativo di creare sempre più gags, il creatore ha finito per inserire molti momenti fini a se stessi, senza nessuna importanza nella trama centrale.

La conclusione della favola

Questa quinta stagione – infatti – ha visto una trama molto più frammentata e – di conseguenza – difficile da seguire. Molti eventi – che sembrano inizialmente essere centrali per la trama – finiscono per risolversi nei modi più semplici – eccessivamente semplici – senza nessun pathos. Pensiamo – e qui un piccolo spoiler – alla morte di Mora, la sirena di cui Bean è innamorata, a cui lo show dedica pochissimi minuti, levando dalla scena un personaggio che era stato centrale fino a quel momento. Se da un lato la serie non riesce a creare la giusta atmosfera per far entrare lo spettatore nella scena, un altro aspetto che ci ha lasciati un po’ delusi è stata la reazione di Bean: quasi priva di sentimenti e eccessivamente sintetica per un evento del genere, considerando che ha appena perso l’amore della sua vita.

Disincanto

Disincanto è stata per Groening una sorta di esperimento: una storia fantasy che non vuole essere soltanto comica, ma rimanere fedele al suo genere. Tuttavia – nonostante l’idea non fosse niente male e le prime stagioni abbiano creato alte aspettative – quest’ultima stagione risulta avere molti buchi di trama e lo scarseggiare di idee è evidente. Nonostante la storia di Bean, dei suoi amici e degli abitanti del palazzo sia arrivata all’apice, la trama sembra attorcigliarsi su se stessa, utilizzando dinamiche banali e poco sorprendenti.

Giudizio e conclusione

Netflix

Dal punto di vista dell’animazione, Disincanto rimane sullo stesso piano delle stagioni precedenti, anche se con qualche effettivo visivo poco convincente. Il design dei personaggi, degli ambienti e delle creature che popolando il mondo di Dreamland ci ha convinti e ha affascinati ma non possiamo dire lo stesso per la trama. Certo, se siete fan del genere Disincanto è sicuramente un prodotto godibile e da guardare senza impegno, ma non potete aspettarvi molto, soprattutto se venite da serie come Futurama. L’idea di Matt Groening sembrava avere grandi possibilità che – tuttavia – si sono perse nel tragitto, nel tentativo di allungare il brodo il più possibile. Da questo finale ci saremmo aspettati di più ma siamo contenti delle perle che il trio Elfo\Luci\Bean e altri personaggi come Zog ci hanno regalato.

Trailer

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