7 uomini a mollo: l’esilarante commedia francese per le feste di Natale

Arriva giusto in tempo per Natale nelle sale italiane “7 uomini a mollo”, una scoppiettante commedia francese dalla quale, se ne avessero voglia, i nostri cineasti “cinepanettoniani” potrebbero imparare che si può realizzare un film recitato col corpo, e di corpi se ne vedono tanti per gran parte della pellicola, senza scadere nel pecoreccio o nel triviale.

7 uomini a mollo: quando sono i maschi a volersi appropriare di una competenza tutta femminile

7 Uomini a mollo approfondimento

Lo spunto della storia di “7 uomini a mollo” è semplice, e in parte già visto: i paragoni con “Full Monty” sono in fondo opportuni, anche se il regista ci tiene a precisare che non ha visto per intero il film.

Sette uomini fra i quaranta e i cinquanta anni, con vite complicate, situazioni familiari problematiche, insomma sull’orlo di una crisi di mezza età, si ritrovano per compiere un’impresa sportiva mai sentita prima, creare dal nulla una squadra di nuoto sincronizzato maschile, in grado di competere ad alti livelli.

Anche se la vicenda è vissuta dal punto di vista maschile, non mancano delle belle figure femminili, a cominciare dall’allenatrice, una ex atleta costretta drammaticamente al ritiro dalle vasche, che cerca di trasmettere ai sette uomini un po’ di disciplina e senso del sacrificio. Le mogli e le compagne degli ‘atleti’ rappresentano il loro splendido controcanto, c’è chi dileggia il proprio uomo, evidenziando il ridicolo della situazione, c’è chi, pur tra mille dubbi, appoggia in toto la decisione del compagno.

Il regista Gilles Lellouche, qui alla sua prima prova di regia ‘in solitaria’ si sbizzarrisce a dirigere un delizioso gruppo di attori, molto ben affiatati e da lui, è il caso di dirlo, ottimamente sincronizzati. La pellicola ha il suo punto di forza naturalmente proprio negli interpreti, senza fare un torto ad alcuno, ricordiamo i volti noti Guillaume Canet e Mathieu Almaric, che tra l’altro condividono con Lellouche l’alternanza sul voler stare qualche volta davanti, qualche altra volta dietro la macchina da presa.

7 uomini a mollo: con il cinema francese si può ridere senza staccare il cervello

Sono tutti attori, come detto, non più giovanissimi, vecchie volpi dei palcoscenici e dei set cinematografici, che hanno offerto in questo “7 uomini a mollo” una prova convincente, non facile da interpretare. I personaggi per una buona metà del film sono in costume da bagno e ciabattine, e mettono in mostra fisici non esattamente scultorei. Tra i tanti messaggi che arrivano allo spettatore vi è senz’altro un inno alla normalità: non bisogna essere nel fiore degli anni e in perfetta forma per primeggiare, anche nello sport. Quel che conta, specialmente negli sport di squadra, è l’armonia e l’affiatamento, il sacrificio del singolo a vantaggio della comunità…

Vai a vedere che entro al cinema per ridere con una commedia e questi francesi mi fanno pure pensare? Che sfrontatezza, in Italia questo non succede da tanto tempo…buona visione a tutti.

Daniele Battistoni

21/12/2018

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