Viggo Mortensen al Festival del Cinema di Roma

 

Matt Ross e Viggo Mortensen presentano il film al pubblico e alla stampa

Viggo Mortensen

“Mister Fantastic” è la storia di una famiglia che vive felice in montagna, isolata dal mondo, e a causa di un grave lutto dovrà rivedere le proprie convinzioni e conquistare un nuovo equilibrio.

Matt Ross, stimato attore e regista, ha scritto e diretto “Mister Fantastic”, attingendo in parte al suo vissuto, avendo trascorso un periodo, negli anni ottanta, con la famiglia, in una comunità isolata, in montagna, ma ha precisato subito che : “Il  film non parla di questo, ma dei valori che un padre vuole lasciare ai suoi figli”.

Un affabile e distinto Viggo Mortensen, che comprende e parla l’italiano, e si scusa per sentirsi più sicuro ad esprimersi in inglese, ha detto che questo è stato “uno dei più bei copioni che abbia mai letto” e di come inizialmente pensava si trattasse di un personaggio dei fumetti: “Mi sono subito reso conto che si trattava di qualcosa di diverso, e confesso che questo modello di famiglia così alternativo mi ha fatto sentire pigro”, aggiungendo riguardo al suo personaggio che gl’interessava “il suo personale viaggio emotivo. Mi è piaciuto il fatto che il viaggio costringe tutti a cambiare,  non si può continuare a vivere come prima.”

Viggo Mortensen parla di tutto, elezioni americane comprese

Alla domanda di rito sull’attuale situazione politica americana l’attore la ritiene “terribile, la peggiore versione di una campagna elettorale che ricordi io, imbarazzante, sconcertante, credo che anche in questo paese abbiate avuto un problema analogo. Mi sembra un brutto film hollywoodiano; è opprimente che un sessista, razzista, privo di qualunque tipo di qualifica, debba stare li. Il fatto poi che lo votino mi sconvolge.”

L’attore ha anche spiegato com’è stato il lavoro sul set: “Ross ha creato un ambiente in cui è stato piacevole lavorare, anche se non è stato un film facile da girare, con ragazzi giovani, e gli ovvi limiti sulle ore da girare con dei minorenni, in location particolari.” E che “per fortuna” il regista ha fatto un enorme lavoro preparatorio in cui gli attori hanno familiarizzato ed imparato la musica, la scalata delle pareti rocciose e quant’altro fosse necessario saper fare durante le riprese. “Ho conosciuto i ragazzi  ed i loro genitori, e alla fine della prima giornata eravamo una bellissima famiglia; ogni volta che ci vediamo siamo felici, ci scambiamo mail stupide, è stata un occasione speciale”. Il fatto che Ross sia anche un attore è stata una ricchezza per tutti, permetteva a tutti di lavorare con serenità ben celando i problemi di tempo, o soldi, o qualsiasi problema che la lavorazione di un film implichi.

Viggo Mortensen, un attore che crede nell’onestà e nella sincerità, sul set e in famiglia

Per Mortensen un bravo attore, è colui che si sa arricchire del lavoro dei colleghi, interessandosi di loro e non presentandosi sul set con la parte pronta da recitare e basta, per  lui un buon lavoro è fatto di sinergie.

Ha poi raccontato di non aver mai avuto una precisa filosofia lavorativa, di come non pensi al budget, anche se, giustamente, quando aveva bisogno di soldi si preoccupava che lo pagassero, di non prediligere un genere ad un altro: “ Voglio far parte di storie che io sarei disposto ad andare a vedere al cinema”, e ritornando al suo personaggio aggiunge che “Come padre e come essere umano mi piace l’idea di essere sempre onesto, a volte dico piccole bugie per non fare del male agli altri, soprattutto ai piccoli. Sono d’accordo con un modello familiare basato sull’onestà e la sincerità” e pensa che alla fine sia tutta una questione di buon senso. “Ovviamente il suo modo di fare estremo e la sua inflessibilità non mi appartengono”, il suo rivolgersi a tutti i figli senza valutarne l’età, “io ho avuto un’educazione tradizionale, mio padre lavorava e lo vedevo poco, ma ricordo bene come ci ha insegnato il rapporto con la natura, la caccia,  sapere da dove viene la carne, e questo mi ha dato un vantaggio  nel costruire il personaggio, per il resto mi sono dovuto preparare, e confesso che  mi sono innamorato del mio personaggio”.

Ross ha aggiunto che ci sono molte americhe, e che il film ne rappresenta bene tre, quella rurale, quella delle periferie e quella della ricchezza, e di come voleva che nel film non ci fossero buoni o cattivi ma “personaggi condizionati da un grande dolore che devono cambiare il loro punto di vista”.

Mortensen conclude dicendo di amare in modo particolare “i personaggi contraddittori perchè più si avvicinano alla realtà” e adora i film che sorprendano,  “il mio personaggio  è per la libertà di opinione, eppure ad un certo livello inizia a comportarsi come un benevole dittatore, il padre ha insegnato loro ad essere autonomi  eppure quando arriva il momento in cui vogliono andare via reagisce come ho fatto io coi miei figli”, non vuole lasciarli andare.

Mortensen e Ross lasciano una sala che avrebbe fatto loro tante altre domande, per il piacere di interloquire con persone tanto a modo.

Maria Grazia Bosu

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