Trash – Recensione

Partendo dalle favelas, tre giovani ragazzi lottano per far trionfare la verità

Regia: Stephen Daldry – Cast: Rooney Mara, Martin Sheen, Wagner Moura, Selton Mello, André Ramiro – Genere: Avventura, colore, 112 minuti – Produzione: USA, 2014 – Distribuzione: Universal Pictures – Data di uscita: 27 novembre 2014.

TrashRafael vive nelle favelas di Rio de Janeiro e, per guadagnarsi da vivere, lavora nella discarica locale smistando i rifiuti. La sua vita cambierà radicalmente quando, durante un normale giorno di lavoro, trova tra i rifiuti un portafoglio. Inizialmente pensa ad un grandioso colpo di fortuna ma, quando la polizia si farà avanti offrendo una consistente ricompensa, Rafael capisce che quell’oggetto vale molto di più. Insieme ai suoi amici Gardo e Rato, inizierà un viaggio alla ricerca del proprietario del portafoglio, un certo José Angelo, e alla scoperta di una verità che si rivelerà più grande di loro.

Un viaggio intenso, quello che Daldry ci fa compiere con il suo film. Nulla della reale condizione di vita delle favelas ci viene risparmiato: struggenti sono le immagini dei lavoratori della discarica, ormai abituati a vivere e muoversi nella sporcizia e cercare tra quei rifiuti anche qualcosa si cui nutrirsi. Rafael è un giovane abitante della favelas che vede nel portafoglio trovato tra i rifiuti la possibilità di migliorare la sua vita. In realtà il ritrovamento di quel portafoglio scatenerà una serie di eventi che cambieranno radicalmente la vita ma anche lo stesso ragazzo, che, aiutato dai suoi fedeli amici, inizierà un viaggio dai risvolti tremendi e dolorosi.

L’eterna lotta tra bene e male si presenta in questo caso come il coraggio di un semplice ragazzo nel voler far trionfare a tutti i costi la verità. Per quale motivo cercare il proprietario del portafoglio e portare a termine il suo pericoloso compito, quando la polizia offre una sostanziosa ricompensa? Semplicemente perché è giusto. Questa è la risposta che il piccolo Rafael dà, secco e deciso. La verità deve trionfare, la verità è l’unica strada per portare alla luce i responsabili della corruzione che sta massacrando il Brasile, dove pochi hanno una vita agiata e dignitosa, mentre molti vivono nella povertà più assoluta.

Daldry affida a tre ragazzi il compito di portare alla luce la verità: l’innocenza e la freschezza di quei tre volti, che nonostante la giovane età sono segnati da anni di lavoro e fame, rappresentano la speranza di una vita migliore e la ferma volontà di smascherare il corrotto politico Santos, autore di tremendi crimini.

Inutile sperare nell’aiuto della polizia, dal momento che è la prima istituzione corrotta da Santos e che usa i metodi di tortura più brutali possibili anche nei confronti di un giovane ragazzo come Rafael: Daldry non si risparmia, mostrandoci il ragazzo tra le perfide mani dei poliziotti che lo torturano, cercando di estorcergli informazioni sul portafoglio.

L’America salvifica è impersonata da Padre Juliard (Martin Sheen) e la sua assistente Olivia (Rooney Mara): i due, ormai disillusi di poter fermare la povertà e la corruzione che grava su quella povera gente, faranno tutto quello che è il loro potere per aiutare i tre giovani, correndo numerosi rischi.

I tre giovani interpreti tengono le redini del film e lo fanno con una maestria e una naturalezza impressionante: la loro performance può essere definita eccezionale. Sono i tre ragazzi che dettano il ritmo del film, che risulta incalzante e mai noioso.

Presentato in anteprima europea al Festival Internazionale del Film di Roma 2014 il film rappresenta una fotografia della situazione quasi imbarazzante delle favelas brasiliane e un omaggio alla speranza, all’importanza della verità e soprattutto dell’amicizia.

Margherita Mustari

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