Strane straniere

  • Regia: Elisa Amoruso
  • Cast: Fenxia “Sonia” Zhou, Ana Laznibat, Ljuba Jovicevic, Radoslava Petrova, Sihem Zrelli
  • Genere: Documentario, colore
  • Durata: 72 minuti
  • Produzione: Italia, 2016
  • Distribuzione: Cinecittà Luce
  • Data di uscita: 8 marzo 2017

Strane straniere poster "Strane straniere" è la seconda pellicola da regista per Elisa Amoruso. Come "Fuoristrada", anche questa seconda opera è un documentario che vira percettibilmente verso il sociale. Le 'straniere' cui rimanda il titolo sono Ana, Ljuba, Radi, Sihem e Sonia, cinque donne arrivate nella penisola italiana più o meno da lontano, spinte ad abbandonare le proprie radici, la propria terra natia per motivazioni differenti: dall'amore, al lavoro, alla semplice curiosità, all'imprevedibile caso.

Strane Straniere: l'integrazione sullo sfondo di un'Italia che può essere diversa

Il docufilm s'incentra sulla storia di queste cinque figure femminili, accomunate dall'essere state in grado, grazie al sacrificio, al coraggio e alla determinazione, di dar vita a una propria attività, reinventandosi e riuscendo ad integrarsi in una nuova e diversa realtà. Distanti per vissuto, esperienze e provenienza, sono legate principalmente da un tratto: l'esser straniere in terra (a loro) straniera.

Lavoro, famiglia, relazioni, progetti e sogni scandiscono le loro giornate e le loro singolari storie s'intrecciano per narrare cosa significhi realmente cercare e costruire un'altra identità, un'altra esistenza in un altro Paese.

Con "Strane straniere" Elisa Amoruso porta sul grande schermo una delle più imperanti riflessioni da affrontare nell'Italia di oggi, quella sull'immigrazione e sull'integrazione. La dimensione al femminile non deve trarre in inganno: il docufilm si veste di rosa, del sesso definito 'debole', per mostrare universalmente come 'altro' non significhi 'paura' e 'minaccia', bensì 'umanità'.

L'esperienza di Ana, Ljuba, Radi, Sihem e Sonia è esemplare rappresentante di quella porzione di immigrati che, lungi da pregiudizi e definizionismi, vuole costruirsi una nuova vita nel nostro Paese, essere accettato, ri-conosciuto e contribuire con le loro risorse al progresso della società.

Un messaggio profondo e provocatorio che, tramite il linguaggio documentaristico, si spoglia della finzione per ritrarre realisticamente una realtà desiderosa del proprio posto nel mondo, una realtà che dimostra al Bel Paese la potenzialità di cambiamento e diversità, in positivo.

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