“Spider-Man: No Way Home” e l’intricato universo della Marvel

“Spider-Man: No Way Home” e l’intricato universo della Marvel

(Alert Spoiler) Il successo di “Spider-Man: No Way Home” rimane stabile nonostante il film sia uscito nelle sale il 15 dicembre. Nell’ultima settimana, è diventato il sesto film con il maggior incasso di tutti i tempi negli Stati Uniti e l’ottavo in tutto il mondo. La Marvel ha saputo creare una storia che si rivolge a un vasto pubblico, sebbene un po’ intricata per chi non conosce le altre pellicole del MCU.

Spider-Man: No Way Home, un universo inaccessibile per chi non conoscer il Marvel Cinematic Universe

Spider-Man: No Way Home

Per molti amanti di Spider-Man, “Spider-Man: No Way Home” è stato il modo perfetto per farsi nuovamente conquistare dal Marvel Cinematic Universe (MCU), con l’inclusione degli interpreti del passato Andrew Garfield e Tobey Maguire.

La Marvel è riuscita a creare un mondo complesso e ricco di trame, eroi e personaggi intricati. Mentre questo approccio ha portato a grandi guadagni, alla fine della Fase Tre, quell’universo cinematografico stava diventando inaccessibile per un certo numero di fan occasionali.

Con ogni film arrivava una sfilza di riferimenti da vari altri prodotti e una gran quantità di contenuti. Quando Disney + ha annunciato una serie di nuovi spettacoli come “WandaVision” e “Loki” è diventato subito chiaro agli spettatori che si avvicinavano a quel mondo che non era il caso di impegnarsi nella visione a meno che non si avesse a disposizione più di 40 ore da dedicare per comprendere i diversi collegamenti.

Questo problema è stato evidente anche con l’ultima trilogia di Spider-Man con Tom Holland. “Spider-Man: Far From Home” è stato infatti il primo film ad essere ambientato in un mondo post- Endgame.

L’intero contesto del film potrebbe essere oscuro per chiunque non abbia visto l’epopea del MCU, soprattutto perché si è verificato un importante salto temporale tra i due film di Spider-Man.

I tre Peter Parker a confronto

Sia gli Spider-Man con Tobey Maguire che quelli con Andrew Garfield erano franchise di supereroi che non avevano bisogno di spiegazioni extra per essere visti, né c’erano aspetti che non avevano senso senza la conoscenza di una serie di film ad essi legati.

Ciò è chiaramente visibile in una scena di “Spider-Man: No Way Home” in cui i tre Peter Parker discutono della strategia per affrontare i loro nemici: il Peter di Tom Holland si mette a spiegare i Vendicatori ma nessuno degli altri Spider-Men ha il tempo o la pazienza di capire.

Ovviamente, la Marvel è orgogliosa della complessa tradizione e dell’universo che ha creato per i fan desiderosi di immergersi in esso e questo è un aspetto importante. Tuttavia, l’ultimo Spider-Man ha anche mostrato il valore delle storie che si basano su una prospettiva più autonoma.

Le soluzioni della Fase 4

Per la Fase Quattro, una mossa vincente potrebbe essere dunque quella di dare spazio a storie complete e autonome.

A parte “No Way Home”, uno dei più importanti lavori della Fase 4 finora è stato “Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli” che, presentando un nuovo eroe, poteva essere apprezzato pur non conoscendo a fondo il MCU, almeno fino ai titoli di coda.

Con la corretta introduzione del multiverso, la Marvel si concede anche la flessibilità per fare rivisitazioni di supereroi e creare nuove storie che non siano impantanate nella complessa politica e tradizione del MCU, sfruttando anche la scintilla che è stata creata in “Spider-Man: No Way Home”.

Infine potrebbe essere anche un’opportunità per rimodellare altri franchise classici, come “Fantastic Four” e “X-Men”, in nuove strade per l’ingresso di vecchi e nuovi fan. La trasformazione dunque del concetto di multiverso in una sorta di checkpoint per le persone che entrano nel fandom, potrebbe rivoluzionare il loro coinvolgimento mentre prende slancio nella Fase Quattro.

Daniele Romeo

12/01/2022

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