Silence

Silence - Recensione: storia di un fallimento cattolico e universalizzazione del problematico rapporto con il divino

Silence

Giappone, metà XVII secolo: i gesuiti tentano di portare il messaggio evangelico in un territorio ostile, in cui l’incipiente diffusione del cristianesimo è estirpata alla radice mediante persecuzioni sistematiche e feroci metodi di tortura.

Il nucleo tematico fondamentale dell’ultimo lavoro di Scorsese è la fede, il tacito patto tra l’uomo e Dio, e la concettualizzazione astratta, paradossale, irrisolvibile che ne deriva. Un’indagine spirituale che setaccia gli aspetti profondi, e quindi oscuri, della condizione umana, e che in primo luogo si interroga sul silenzio divino rispetto all’inesorabile crudeltà della vita terrena.

Tratta dall’omonimo romanzo di Shusaku Endo del 1966, la sceneggiatura mantiene una prospettiva cattolica complessa, ponendo costantemente in discussione la qualità della vocazione missionaria e connettendo la ricerca della consolazione divina – mediante l’atto di fede – a uno stato permanente di disagio esistenziale.

Silence: dall’evangelizzazione esteriore allo scandaglio interiore, il senso (irrisolto) della fede

Il tormentato protagonista è un gesuita, padre Rodrigues, che parte insieme a un confratello alla volta del Giappone. Al di là della vocazione missionaria, l’obiettivo è quello di rintracciare il padre spirituale Ferreira, sul quale circolano voci particolari, potenzialmente compromettenti: un cambio di identità totale e l’adesione al buddismo, con tanto di moglie e figli acquisiti.
Ma per i cristiani la vita sull’isola rappresenta l’equivalente di un dantesco girone infernale: dopo un periodo di evangelizzazione comune presso una piccola comunità di contadini, Rodrigues si trova prima isolato, poi imprigionato. I confronti con l’Inquisitore locale – ribaltamento simmetrico del rapporto carnefice/vittima instaurato dalla stessa chiesa con le minoranze eretiche in Europa –, con una realtà avversa (anche linguisticamente) e con lo stesso padre Ferreira, ritrovato in vesti e atteggiamenti totalmente mutati, conducono il giovane padre gesuita a uno scontro radicale, durissimo, in primo luogo con la propria interiorità: gli si chiede di abiurare ufficialmente la fede cristiana per evitare che molti seguaci vengano torturati e brutalmente giustiziati.

Silence: inquietudine esistenziale e filosofica

Nel tratteggio del protagonista copre un ruolo piuttosto peculiare l’aspetto della ‘imitatio Christi’, in cui il confronto con il modello messianico, mai pacifico o consolatorio, finisce addirittura per virare a tratti nel grottesco, quasi a divenire negazione di sé stesso, atto d’accusa verso la vanagloriosa imposizione di convinzioni arbitrarie. Numerosi i riferimenti evangelici, in primis la riscrittura di Giuda, l’apostolo traditore, qui allegorizzato da un giapponese che a più riprese rinnega la fede per aver salva la vita e di volta in volta, ossessivamente, si ripresenta al padre gesuita per chiedere l’assoluzione: una codardia dubbiosa, rimuginata, strutturalmente umana.

La prospettiva cristiana e la profonda interiorizzazione dell’esperienza del protagonista porta come conseguenza a un appiattimento della controparte dialettica: non c’è nulla della pacata saggezza orientale, i persecutori sono invariabilmente spietati, sadici, sanguinari. Così come è assente un vero confronto a livello di impostazione di pensiero, di religione in senso proprio: ogni abbozzo di discorso è contaminato alla base dalla natura politica della persecuzione e dall’atteggiamento intimidatorio dei carnefici nei confronti dell’agnello sacrificale.

Scorsese fa fronte all’enorme ambizione dell’opera evitando di cadere nelle sabbie mobili della retorica: nonostante l’impronta cattolica, è sempre viva una sensazione di inquietudine esistenziale e filosofica, e nello spirito di contraddizione sono disseminati spunti di riflessione e suggestioni visive dall’impatto potente.

Marco Donati

  • Regia: Martin Scorsese
  • Cast: Liam Neeson, Andrew Garfield, Adam Driver, Ciarán Hinds, Tadanobu Asano, Shinya Tsukamoto, Ryo Kase, Michié, Nana Komatsu, Yôsuke Kubozuka, Yoshi Oida, Issei Ogata
  • Genere: Drammatico, Colore
  • Durata: 159 minuti
  • Produzione: USA, 2016
  • Distribuzione: 01 Distribution
  • Data di uscita: 12 Gennaio 2017

Silence"Silence" è un film ispirato all'omonimo romanzo dello scrittore giapponese Shusaku Endo e parla del rapporto scontroso tra la cultura giapponese del 1500 e il cristianesimo portato dall'espansione coloniale portoghese nel 1540.

"Silence" narra le vicende di un gesuita portoghese che nel 1638 decide di solcare i mari per arrivare sul territorio nipponico, con l'intenzione di scoprire i motivi del presunto abbandono religioso del maestro Ferreira.

Quando giunge a destinazione, a seguito del lunghissimo viaggio, scopre con grande amarezza, quelle che sono le persecuzioni del governo giapponese ai danni di chi dichiara di appartenere al credo cristiano.

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