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Quando l’orgoglio fa quasi fallire un successo assicurato: Robert De Niro contro Sergio Leone sul set di “C’era una volta in America”

“C’era una volta in America”, il capolavoro di Sergio Leone e suo testamento cinematografico, ebbe un iter molto travagliato, sia durante la lavorazione sia nella fase di distribuzione. Addirittura il protagonista del film, uno straordinario Robert De Niro, rischiò di non lavorarci affatto a causa di uno screzio con il grande regista.

C'era una volta in America: lo screzio tra De Niro e Leone

Al film lavorarono grandissimi nomi del cinema italiano: da Tonino Delli Colli direttore della fotografia a Ennio Morricone, autore delle celebri musiche. La sceneggiatura fu inizialmente affidata a un gruppo di autori italiani ma una delle prime bozze arrivò da un professionista americano, Norman Mailer, che lasciò Leone profondamente deluso.

Quando l’orgoglio fa quasi fallire un successo assicurato: Robert De Niro contro Sergio Leone sul set di “C’era una volta in America”

Nessun componente del set parlava inglese, lo stesso Leone aveva imparato una sola parola: “goodbay”. “C’era una volta in America”, nelle intenzioni del regista, doveva essere distribuito in due film da tre ore ciascuno. Su pressione dei produttori, lo ridusse a 229 minuti, con i quali partecipò al Festival di Cannes nel 1984. Negli Stati Uniti invece il film venne drasticamente tagliato fino allo scempio di riordinare la narrazione in ordine cronologico, senza i caratteristici flashback. Il risultato fu pessimo e fu un fiasco al botteghino.

La maggior parte del film venne girata a Cinecittà, mentre a New York fu ricostruita la Williamsburg degli anni ’30. Leone era un perfezionista: provinò circa 3000 attori per assegnare le oltre 100 parti della sceneggiatura. Si racconta, inoltre, che una scena con la folla fu girata almeno 35 volte prima che il regista fosse soddisfatto.

Lo screzio tra Robert De Niro e Sergio Leone che rischiò di far saltare “C’era una volta in America”

De Niro

Robert De Niro rischiò seriamente di non interpretare “C’era una volta in America”. Quando discusse del progetto insieme a Leone nella suite del suo hotel si accorse che il regista aveva urinato sulla tavoletta del bagno. Profondamente offeso, l’attore voleva far saltare l’accordo e fu convinto a restare dal produttore Arnon Milchan. De Niro era un grande sostenitore del metodo dell’immedesimazione dell’Actors Studio ma non tutti gli interpreti del film erano d’accordo. James Woods, ad esempio, criticò pesantemente il perfezionismo del collega. Eppure, nonostante tutte le vicissitudini, ne uscì un capolavoro.

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Federica Lirini

Federica Lirini

Appassionata di cinema e teatro, ama la lettura, è giornalista pubblicista

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