Psyco: 10 curiosità su uno dei più celebri film di Hitchcock

“Psyco”, proiettato per la prima volta nei cinema il 16 giugno 1960, diretto da Alfred Hitchcock, è definito un classico senza tempo. Innovativo negli anni ’60 ed estremamente attuale nel corso del tempo, “Psyco” è un film intramontabile, che ha cambiato e creato le regole del thriller e del cinema in generale.

Psyco: una pellicola iconica

Psyco

Considerato uno dei film più celebri di Hitchcock e della Storia del Cinema, sono molte le leggende e particolarità legate al film. Dal primo giorno di riprese, all’uscita in sala, alle lezioni nelle scuole di cinema, “Psyco”, dal titolo originale “Psycho”, ha avuto una lavorazione, promozione e percorso davvero singolari. Nella lista dei cento migliori film statunitensi e, ancora oggi, uno dei più spaventosi, ha ispirato moltissime altre opere del genere.

Maestro del brivido e precursore della suspence dei film thriller, Hitchcock è una delle personalità più importanti del mondo del cinema. La trama di “Psyco” ruota attorno alla figura di Norman Bates, serial killer di giovani donne che alloggiano nel suo hotel. Tra queste c’è Marion Craine che, dopo un furto nell’agenzia immobiliare in cui lavora, fugge via dalla città di Phoenix. “Psyco” ha dato vita a tre sequel, uno spin-off, una serie televisiva, un remake praticamente identico, un documentario sulla famosa scena della doccia e molte altre opere derivate e riferimenti in altri film e cartoni animati.

10 curiosità su Psyco di Hitchcock

“Psyco” è basato sul romanzo ispirato al serial killer Ed Gein che, tra il 1947 e il 1957 uccise due persone nel Wisconsin, e che ha ispirato anche i film “Il silenzio degli Innocenti”, “Deranged – Il folle” e “Non aprite quella porta”. Le prove furono sufficienti per collegare Gein alle due uccisioni, anche se si pensa che le sue vittime furono molte di più. La brutale particolarità e, in qualche modo, firma del killer, era quello di costruire pezzi d’arredamento con alcune parti dei corpi delle vittime.

Alfred Hichcock comprò tantissime copie del romanzo di Robert Bloch, dopo averne acquistato i diritti per mantenere segreto il finale. Il primo giorno di riprese inoltre fece giurare all’intera troupe e al cast di non rivelare la storia a nessuno al di fuori del set. Il finale fu invece nascosto anche al cast e alla troupe, ai quale fu rivelato solo il giorno delle riprese.

Psyco

Il personaggio di Norman Bates è stato votato come uno dei più spaventosi di tutti i tempi e la celebre frase che dice nel film “il miglior amico di una ragazzo è la propria madre”, in originale “a boy’s best friend is his mother” è al 56º posto tra le migliori cento citazioni secondo l’American Film Institute.

Ogni cinema nei quali uscì “Psyco” doveva mostrare un poster all’ingresso dove era raffigurato Alfred Hitchcock con l’indice puntato sul proprio orologio da polso con una scritta: “il direttore di questo teatro è stato istruito, a rischio della sua vita, di non ammettere in teatro le persone dopo l’inizio del film. Qualsiasi tentativo di entrare da porte laterali, scale di sicurezza o pozzetti di ventilazione verrà fermato con la forza. L’obiettivo è, ovviamente, di farvi godere di più il film. Alfred Hitchcock”.

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L’uso del bianco e nero è stato inizialmente una scelta obbligata. Per evitare che il film fosse troppo cruento dato che veniva mostrato del sangue, Hithcock ha optato per non utilizzare il colore. Il sangue che si vede nella pellicola è in realtà cioccolato fuso. Il bianco e nero è anche utilizzato a livello narrativo: la biancheria di Marion, prima del furto, è bianca, come a simboleggiare la purezza e l’onesta, mentre dopo la sottrazione della somma di denaro, è nera, metaforicamente simbolo di reato e disonestà. Lo stesso cambio di colore vale per la borsa della protagonista. Un altro motivo risiedeva nel realizzare “Psyco” con un budget limitato che non arrivasse a un milione di dollari. Una cifra nel quale il regista rientrò alla perfezione: vennero infatti impiegati 800.000 dollari, con un incasso che arrivò ai 40.000.000 di dollari. “Psyco” è infatti il maggior successo al Box Office di Hitchcock.

La scena della doccia, la più famosa e celebre di tutto il film, entrata nella Storia, dura solo 45 secondi, ma è in realtà uno dei momenti del film che ha richiesto più tempo. Girata dal 17 al 23 dicembre del 1959, sono stati impiegati 72 diversi punti di macchina e 7 giorni di lavorazione per realizzarla. Una delle scelte più originali, aumentata anche dal sonoro, risiedeva nel non far vedere ciò che succedeva, ma renderlo intuibile. Si dice, anche se non esistono conferme, che oltre a motivazioni legate alla crudezza, vi erano anche ragioni di censura che non avrebbe permesso scene di nudo dell’attrice. Il montaggio è infatti frammentato in parte velato. Tutte queste motivazioni renderebbero la scena più importante del film fortemente condizionata da altri fattori, che contribuirono a renderla ancora più spaventosa, cinematografica e perfetta in ogni dettaglio.

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Tra le molte donne che rimasero talmente sconvolte dalla scena della doccia, c’erano la stessa attrice Janet Leigh che, dopo aver visto il film per intero, rimase scossa e turbata, tanto da decidere di farsi sempre il bagno, e non più la doccia, in futuro. Tra queste c’era anche una ragazza, il quale padre scrisse a Hitchcok che non faceva più il bagno dopo aver visto “I Diaboloci” e, dopo “Psyco”, neanche più la doccia, con evidenti problemi. Hitchcock, famoso per il suo umorismo, gli rispose “provate a mandarla a lavare a secco”.

Nel romanzo, Norman Bates è basso, grasso, bruttino e anziano, completamente diverso dal giovane affascinante, dolce e simpatico che appare nel film. Cambiamento che ha aumentato la riuscita del film e che rende il personaggio ancor più iconico e terrificante. Lo stesso attore che lo interpreta Anthony Perkins, dopo l’uscita del film, si rifiutò spesso a di parlare di Norman Bates perché tutti lo associavano al personaggio. Si può dire però che, nonostante i numerosi successivi film, il nome di Perkins continua ad essere legato indissolubilmente al killer di “Psyco”.

Psyco

La casa di Norman Bates fu modellata prendendo ispirazione da un famoso dipinto di Edward Hopper, realizzato nel 1925. Dal titolo House by the Railroad, per quanto riguarda gli esterni ha gli stessi dettagli, la stessa atmosfera e lo stesso punto di vista che si vede nel film.

Inizialmente la scena della doccia era pensata senza musica, ma il compositore Bernard Herrmann realizzò un accompagnamento musicale con strumenti a corda. Un risultato che entusiasmò così tanto Hicthcock da, oltre ad inserirla nel film, anche a raddoppiare il compenso previsto per Herrmann dato che, confermato dallo stesso regista, il successo di “Psyco” è dovuto per il 30% alla colonna sonora. Gli altri suoni della scena che trasmettono l’idea del coltello che ferisce il corpo di Marion sono stati fatti affettando un melone.

Giorgia Terranova

07/10/2020

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