Eco Del Cinema

I 5 migliori film tratti dai libri Stephen King

Tra i romanzieri più celebri e stimati nel mondo, Stephen King ha visto molte volte approdare i suoi scritti sul grande schermo. Noto maestro del brivido, la sua penna ha dato linfa a molteplici pellicole di stampo horror e non solo. Ma quali sono quei titoli ispirati alle opere dello scrittore che hanno ottenuto maggiori consensi di critica e pubblico? Di seguito, vedremo i migliori 5 film tratti dalle opere dell’autore di Portland.

I 5 migliori film tratti dai libri Stephen King

Ecco, i migliori 5 film tratti da Stephen King

In ordine cronologico andiamo a riassumere, dunque quei 5 film che si sono contraddistinti nella storia del cinema, per apprezzamento di pubblico e critica, ispirati alle opere del maestro del brivido King.

“Carrie – lo sguardo si satana” (1976)

Il primo racconto di Stephen King ad essere adattato per il cinema è questo Cult degli anni ’70, un vero e proprio gioiellino del cinema horror, in cui si racconta di maladolescenza, di poteri telecinetici e religione oppressiva (nella figura della madre della protagonista).

Il film ha ottenuto due candidature agli Oscar (per le attrici) e il Gran Prix al Festival del fantastico di Avoriaz.

“Shining” (1980)

il grande film di Kubrick, stimato e apprezzato all’unanimità è uno strano caso di trasposizione cinematografica che un po’ prende le distanze, in alcuni elementi, dall’opera letteraria. Motivo per cui a Stephen King non piacque l’adattamento. Eppure, “Shining” è uno dei migliori horror psicologici, sulla metamorfosi di un uomo ordinario in psicopatico che il cinema abbia raccontato, con diverse sequenze all’Overlook Hotel entrate nell’immaginario collettivo.

“Stand by me – ricordo di un’ estate” (1986)

Tratto dal racconto breve di Stephen King “The body“, questo film di Rob Reiner è un meraviglioso racconto di amicizia adolescenziale, ambientato nella provincia americana degli anni ’50. Ed è, ad oggi, uno dei film più amati nel suo genere e della sua epoca da più di una generazione.

Il film ha ottenuto una nomination agli Oscar per la sceneggiatura, due nomine ai Golden Globe e diverse nomination ad altri Festival in giro per il mondo, tra cui gli oscar giapponesi, gli Awards o f the Japanese Acadaemy, candidato come film straniero.

“Misery non deve morire” (1990)

Uno dei più interessanti titoli sull’ambivalenza dello scrittore, quindi del ruolo metatestuale tra autore e la sua creazione, tra immaginazione cartacea e realtà è questo ottimo thriller diretto ancora da Reiner, tratto dal romanzo Misery di Stephen King, del 1987.

La storia è quella dello scrittore Paul Sheldon, che ferito in un incidente d’auto tra le nevi, viene raccolto da una donna solitaria. Questa si scopre una sua accanita fan. Quando decide di farlo prigioniero, a patto che modifichi il suo ultimo romanzo, ispirato alla beniamina Misery che l’autore aveva fatto morire nello scritto ancora non pubblicato.

L’attrice Kathy Bates, che mirabilmente interpreta la psicolabile fans, ha ottenuto il premio Oscar per il ruolo di miglior attrice protagonista.

“Le ali della libertà” (1994)

Uno dei film più amati dal pubblico, con un rating altissimo su IMDB, addirittura primo in classifica sul sito, candidato a ben 7 Oscar (nessuno vinto) e considerato tra i 100 migliori film americani di sempre, questo “Shawshank Redemption”, tratto dal racconto “Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank” di Stephen King, ovviamente, è un robusto e appassionante prison movie.

Nella stessa raccolta di racconti “Different Seasons” (1982) è contenuto anche il racconto “The body” che ha ispirato il film “Stand by me”.

Oltre a questa cinquina di titoli, vanno segnalati altri titoli meritevoli di una visione o che comunque godono di una fama ottima tra il grande pubblico, come ad esempio “IT”, portato sullo schermo in due parti – per la TV – nel 1990 e poi al cinema, con “IT” e “IT – capitolo II”, rispettivamente nel 2017 e nel 2019. Alla base dei due adattamenti vi è il romanzo omonimo pubblicato nel 1986.

Ma anche nei casi del godibile horror “Cimitero vivente”, piccolo cult degli anni ’90 o nel dramma carcerario “Il miglio verde” che ha ottenuto ben 4 candidature agli Oscar. Ed ultimi, ma non ultimi, l’ottimo “Christine – la macchina infernale” diretto da John Carpenter, su una mefistofelica macchina d’epoca che miete vittime, tratto dal romanzo “Christine” del 1983 ed il torbido “Il gioco di Gerald” tratto dal romanzo omonimo, in cui protagonista è una donna legata-immobilizzata ad un letto, vittima dei suoi stessi incubi del passato e di misteriose presenze.

Articoli correlati

David M. Scortese

David M. Scortese

Appassionato di cinema fin dall'adolescenza, studia recitazione teatrale e cinematografica, è attivo in teatro e in opere audiovisive, cortometraggi e prodotti per il web.

Condividi