I Peggiori

I Peggiori – Recensione: più Kick-Ass che Batman per l'opera prima di Vincenzo Alfieri

I Peggiori Lino Guanciale Vincenzo Alfieri

Negli ultimi anni, il cinema italiano sembra aver riscoperto i film di genere. Dal “Lo chiamavano Jeeg Robot” fino al dramma sportivo “Veloce come il vento”, è arrivato ora il momento di un’altra ventata di freschezza: l’action-comedy.

“I Peggiori” è l’opera prima di Vincenzo Alfieri, giovane attore campano, figlio di una generazione cresciuta tra fumetti e serie TV.

Due fratelli romani senza prospettive, nel tentativo di dare un futuro alla loro sorellina tredicenne, decidono di improvvisarsi giustizieri a pagamento per racimolare dei soldi. Nasce tutto per caso e le loro imprese finiscono per diventare virali.

Niente superpoteri per i Demolitori di Alfieri: Fabrizio (Vincenzo Alfieri) e Massimo (Lino Guanciale) Miele sono eroi in tutto e per tutto italiani. E proprio 'sull’italianità' sono costruite le figure dei due giustizieri. Con una vena leggera che non li abbandona mai, i due protagonisti devono scontrarsi con la dura realtà: il mondo è corrotto e l’unica possibilità è sopravvivere come meglio si può.

I due fratelli imitano Batman, ma sono decisamente dei Kick-Ass: squattrinati, disillusi e poco inclini all’etica sociale.

Sotto la regia di Alfieri, Napoli si trasforma in una più rumorosa Gotham City fatta di personaggi caricaturali e loschi individui, più esilaranti che terribili.
L’elemento visivo che meglio gioca a favore della loro caratterizzazione sono sicuramente le luci. Al neon e colorate, che illuminano i volti a metà, donando al film un aspetto decisamente più cupo e grottesco.

Ogni personaggio de "I peggiori" ha un volto che aderisce perfettamente alle caratteristiche: senza troppe forzature, l’armonia del cast riflette quella di un rapporto familiare spontaneo e onesto.
La vera sorpresa del film, però, è Antonella Attili nel ruolo di una villain posata ma sadica. Con lo sguardo impassibile e un’algida sicurezza, la sua Eva strizza l’occhio agli eleganti cattivi di "Daredevil" e mette da parte la follia manifesta per una crudeltà più calcolata.

I Peggiori: il cinecomic come medium culturale

Vincenzo Alfieri conosce bene la cultura popolare e non ha paura di esplicitarlo in modo chiaro. Lo cogliamo nei dettagli – dalle maschere di Maradona fino alle foto di Berlusconi, Renzi e Salvini nell’ufficio del corrotto Durim Basha. I dialoghi sono attenti a stare al passo con i tempi citando “il trend topic su Twitter” e mostrando in TV un vecchio episodio di "Star Trek". Ogni riferimento è chiaro e riconoscibile, voluto e studiato per compiacere e divertire lo spettatore.
È dal puro cinecomic che “I Peggiori” si lascia ispirare, in piena febbre da 'eroi tutti italiani'.

Il cinecomic viene utilizzato come medium culturale tra una storia che, in fin dei conti, è più attuale e realistica di quanto possa sembrare e il mondo della pop culture.

Con una messa in scena dinamica, Vincenzo Alfieri riesce a manovrare i fili della storia con estrema facilità. La narrazione procede in modo lineare, con momenti esilaranti e altri più frenetici. La storia è prevedibile, com’è giusto che sia, dopotutto.
“I Peggiori” è ben costruito, inevitabilmente divertente. Il ritmo serrato e una regia che non ha paura di giocare con la macchina da presa rendono il film un’opera fresca e interessante.

Paola Pirotti

  • Regia: Vincenzo Alfieri
  • Cast: Lino Guanciale, Vincenzo Alfieri, Antonella Attili, Tommaso Ragno, Miriam Candurro, Sara Tancredi, Biagio Izzo, Ernesto Mahieux, Francesco Paolantoni
  • Genere: Commedia, colore
  • Durata: 95 minuti
  • Produzione: Italia, 2017
  • Distribuzione: Warner Bros Italia
  • Data di uscita: 18 maggio 2017

I peggiori Locandina

"I peggiori", diretto dallo sceneggiatore e attore Vincenzo Alfieri, segue le vicende dei fratelli Miele, Massimo (Lino Guanciale) e Fabrizio (Vincenzo Alfieri), due poveri ragazzi squattrinati senza futuro si ingegnano nella ricerca al lavoro, sperando speranza di poter offrire alla sorellina tredicenne, Chiara (Sara Tancredi), un destino diverso e più dignitoso.

Massimo riesce a trovare un'occupazione come manovale in un cantiere gestito dall'albanese Durim Basha (Tommaso Ragno), un personaggio non proprio raccomandabile che sfrutta i propri dipendenti, per lo più extracomunitari, non pagandoli anche per molti mesi. Fabrizio, invece, laureato in legge, è impiegato presso l'archivio del tribunale insieme all'amico, nichilista e apatico, Arturo (Francesco Paolantoni).

Quando gli affitti arretrati iniziano a pesare sulle schiene dei due fratelli Miele e la piccola Chiara viene sospesa per il video di una rissa, ripreso da cellulare e diventato virale sul web, i tre fratelli sono davvero in crisi. La situazione raggiunge il massimo climax nel momento in cui il giudice minaccia di separarli, togliendo loro l'affidamento della sorellina.

I Peggiori: due improbabili eroi per caso

La situazione è drammatica e la soluzione sembra essere una soltanto: bisogna trovare i soldi e bisogna trovarli subito. Massimo sa perfettamente che il suo losco dirigente Durim, nasconde in ufficio gli stipendi arretrati dei dipendenti e decide, in preda alla disperazione, di prendere ciò che gli spetta.

Ma accade il colpo di scena: quella che doveva essere l'impresa fuorilegge di un novello Lupin mascherato, in barba a tutte le migliori o peggiori previsioni, si trasforma in qualcosa di straordinario: invece degli stipendi dei colleghi, i due trovano, nell'ufficio di Durim, tutti i passaporti sequestrati dei dipendenti extracomunitari.

Quello che era partito come un atto criminale, si trasforma nell'impresa eroica di due improbabili eroi cittadini. La notizia impazza sui social e tutti coloro che hanno da denunciare qualcuno, iniziano a contattare Massimo e Fabrizio che, grazie ad un gran bel bacio da parte della Dea Bendata, possono finalmente avviare una nuova proficua e originale attività lavorativa.

Muniti di maschere e micro-telecamere, i due fratelli Miele, supportati dalla piccola Chiara, distruggono pubblicamente le identità di tutti quei 'furbetti del quartierino', feccia del nostro Bel Paese, trasformandosi così da delinquenti squattrinati, in impensabili 'eroi a pagamento'.

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