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I Ditteri: quando un romanzo inizia con un ciak

Cosa accadrebbe se si scoprisse che le mosche hanno facoltà telepatiche e venissero trasferite al genere umano? “I Ditteri”, romanzo dell’esordiente Marco Visentin risponde a questa domanda.

Nuove abilità per l’uomo grazie alla telepatia dei Ditteri

I Ditteri Marco VisentinEsistono dei romanzi che nascono già con le fattezze di un film. È il caso de “I Ditteri” di Marco Visentin (Licosia Edizioni). Lo scrittore romano, al suo esordio, si inserisce in uno di quei filoni letterari e cinematografici che tanto hanno dato al pubblico in termini di riflessioni futuristiche sulla nostra società e sul nostro mondo: la distopia. È molto probabile che il termine non ci dica niente, anzi potrebbe creare delle perplessità, ma di futuri e universi distopici ne sono pieni il cinema e la letteratura. I romanzi, come quello appena citato, sono una fonte inesauribile per la settima arte e contribuiscono, a volte, al loro successo.

Distopia è il contrario di Utopia. È il contrario della società come ci piacerebbe che fosse. Una società dominata dagli aspetti più negativi della contemporaneità. “I Ditteri” racconta, con diversi stili narrativi, un mondo dominato dalle banche e dall’alienazione, in cui la scienziata Silvia K. scopre facoltà telepatiche nelle mosche, i ditteri appunto, ovvero gli insetti con due ali. Nel futuro descritto da Visentin, la protagonista tenterà l’esperimento di trasporre tali capacità nell’uomo in una sorta di upgrade sensoriale dagli esiti inaspettati.

I Ditteri, un romanzo distopico che lavora per immagini

“Fahrenheit 451”, “Il pianeta delle scimmie”,“Blade Runner” fino al più recente “Hunger Games”, sono numerosi i film che hanno mosso i primi passi dalle pagine di un libro la cui trama si avviluppa intorno ad un futuro che fa paura. E in questo senso che vogliamo essere predittivi, quasi ad utilizzare una capacità mentale che farebbe la fortuna di tanti romanzi o film distopici, e segnalare “I Ditteri” come opera già pronta per essere tradotta in sceneggiatura. Non solo perché si respirano nel romanzo molte delle atmosfere del capostipite del genere, “1984” di Orwell, ma anche, e soprattutto, perché l’autore riesce a descrivere l’evoluzione degli eventi con una scrittura efficace e ritmata che attraversa diverse modalità di espressione in un racconto estremamente eclettico: dal linguaggio epistolare si passa al quello del videogioco, dalla prima si passa alla terza persona, fino a momenti che rimandano a vere e proprie sequenze filmiche.

Visentin riesce ad amalgamare in modo eccelso i vari salti narrativi restituendo al lettore delle visioni altamente vivide che, a nostro avviso, possono confluire, come in un approdo naturale, nella settima arte.

Il romanzo, nelle librerie dal 15 maggio, sarà presentato al pubblico giovedì 22 giugno, alle 19.00 presso Casale Podere Rosa a Roma.

Per ulteriori informazioni sul romanzo:
Sito Internet de I ditteri: http://www.licosia.com/?p=1621
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/ditteri/

Riccardo Muzi

20/06/2017

I Ditteri: quando un romanzo inizia con un ciak

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