LGBTQI+ 13 film da vedere

LGBTQI+ 13 film da vedere

L’amore è amore, in tutte le sue forme, e questi film LGBTQI+ ne sono la dimostrazione.

“Arriverà un giorno in cui ogni Diversità non sarà tollerata, ma celebrata. Quel giorno sarai orgoglioso di essere stato nel giusto”.
Rinaldo Sidoli

Giornata internazionale LGBTQI+

«Come ho più volte ribadito la denuncia e il contrasto all’omofobia devono costituire un impegno fermo e costante non solo per le istituzioni ma per la società tutta»

Giorgio Napolitano, in occasione della Giornata IDAHOBIT del 2013.

La Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, o IDAHOBIT, acronimo di International Day Against Homophobia, Biphobia and Transphobia, è una ricorrenza promossa dal Comitato Internazionale per la Giornata contro l’Omofobia e la Transfobia e riconosciuta dall’Unione Europea e dalle Nazioni Unite che si celebra dal 2004 il 17 maggio di ogni anno.

Ideata da Louis-Georges Tin, la prima Giornata internazionale contro l’omofobia ha avuto luogo il 17 maggio 2004, a 14 anni dalla decisione di rimuovere l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali nel 1990 dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Nel 2007, in seguito ad alcune dichiarazioni di autorità polacche contro la comunità LGBT, l’Unione europea ha istituito ufficialmente la giornata contro l’omofobia sul suo territorio.

Italia LGBTQ+

L’Italia è una delle nazioni gay-friendly nel mondo, anche se ancora persiste un alto tasso di intolleranza.
La lotta per i diritti delle persone LGBTQI+ in Italia è iniziata negli anni ‘20 dello scorso secolo, proprio in concomitanza con la “Rassegna di studi sessuali”, nello stesso anno della Marcia su Roma, nel 1922 e non si è mai fermata.

Per celebrare questa giornata internazionale abbiamo scelto per voi 13 film a tema LGBTQ+ che vi faranno innamorare.

13) LGBTQI+, dalla Germania con amore – Freier Fall – 2013

Marc:
Resterai se ti dico la verità?

Bettina :
Ho quasi paura di sentire la verità adesso.

“Freier Fall” è un film tedesco del 2013 diretto da Shephan Lacant, con protagonisti Max Riemelt, Hanno Koffler, Attila Borlan e Katharina Schüttler.
Il film affronta due aspetti molto delicati dell’omosessualità: l’accettazione di se stessi come omosessuali e l’accettazione da parte del gruppo sociale.
La storia parla di Kay e Marc i quali frequentano l’accademia per poter diventare poliziotti. Da un’iniziale antipatia i due si avvicinano molto.
La forza di questo film è proprio l’assoluta mancanza di mediocrità, questa capacità mantiene la narrazione viva attraverso le immagini.
La talentuosa attrice Katharina Schüttler è riuscita a interpretare il personaggio appena citato Bettina. Bravissimo e affascinante un giovane Max Riemelt, che dimostra una straordinaria abilità è naturalezza nel ritrarre un personaggio fatto di contraddizioni ed emozioni.

12) Tuo, Simon – 2018

Simon: “Sono stanco di un mondo in cui non riesco a essere me stesso.”

Il film è l’adattamento cinematografico del romanzo “Non so chi sei, ma io sono qui” (Simon vs. the Homo Sapiens Agenda) di Becky Albertalli, successivamente reso omonimo al film nel mercato italiano per facilitarne la commercializzazione.
“Tuo, Simon” parla di Simon Spier, un ragazzo di 17 anni gay. Ancora non ha rivelato ad amici e parenti la sua sessualità. Sul blog della scuola comincia a scambiare mail con un ragazzo, del quale si innamora.
Il film è molto simile al libro, riprende tutti i cliché dei film sugli adolescenti, un preside invasivo, il ballo della scuola, dichiarazioni d’amore pubbliche e così via.
Simon è interpretato da Nick Robinson, fanno parte del cast anche Katherine Langford, Alexandra Shipp, Miles Heizer, Logan Miller, Jennifer Garner e Josh Duhamel.
Una cosa molto bella del film è stata la pubblicità che Matt Bomer, Neil Patrick Harris, Kristen Bell, Tyler Oakley e altri, in totale autonomia, hanno fatto al film. Hanno affittare delle sale cinematografiche, acquistando tutti i biglietti per “Tuo, Simon” da regalare poi a tutti coloro che si sono presentati nei cinema per vedere il film. Questo per puntare ulteriormente i riflettori sull’importanza di essere se stessi e perseguire la propria felicità al di la di quello che impone la società.
Dal film è stata creata una serie tv spin off chimata “Love, Victor”. Entrambi sono disponibili sulla piattaforma Disney+.

11) La Vita di Adele – 2013

Adele: Ho l’impressione di fare finta, di fare finta su tutto! A me manca qualcosa.

“La Vita di Adele” è un film del 2013 diretto da Abdellatif Kechiche, adattamento cinematografico del romanzo a fumetti Il blu è un colore caldo di Julie Maroh.
Il film si è aggiudicato la Palma d’oro al Festival di Cannes 2013, che per la prima volta nella storia è stata assegnata non soltanto al regista, ma anche alle due attrici protagoniste, ovvero Adèle Exarchopoulos e Léa Seydoux.
“La Vita di Adele” parla di Adele, un’adolescente che si innamora di Emma, una ragazza più grande con la quale inizia una storia d’amore ed una convivenza. La differenza d’età però si fa sentire e tre le due amanti cominciano a crearsi situazioni strane.
il film diretto da Abdullatif Ketchi, compie un ragionamento ampio e profondo, esplorando le origini della prima fase di una relazione, l’innamoramento, per e poi proseguire direttamente al momento della maturità e della disillusione, dove i nodi vengono al pettine e trasformano le differenze di vedute e di carattere in distanze difficilmente colmabili. “La vita di Adele” diventa così una storia sentimentale, emotiva, ben espresso dalle due protagoniste.

10) LGBTQI+ top ten: The Danish Girl – 2015

Lili Elbe : Mi sento subito meglio quando ascolto il rumore della tua matita. Sei sempre stata più brava di me a fare ritratti. Divento come mi vedi, tu mi hai fatta bella, e ora mi fai forte… Quanto potere c’è in te.

Il mondo LGBTQI+ deve molto a Lili Elbe, prima donna trans della storia, e non c’è modo migliore per ricordare la sua memoria se non guardando The Danish Girl. Il film è l’adattamento del libro “La Danese”, pubblicato nel 2001 e scritto da David Ebershoff. Diretto da Tom Hooper, regista inglese già noto per Il Discorso del Re, The Danish Girl racconta la vera storia di Lili Elbe, una donna nata con un corpo e un nome maschile, Einar Wegener, inizialmente non consapevole della propria vera identità sessuale. Il film segue la sua storia, la sua accettazione e il suo dolore. Il film è un’affascinante biopic, dai colori tenui richiamanti gli anni venti ed abbellito da una morbida scenografia, ottima la fotografia che accompagna ogni scena del film con toni caldi e pittorici.
Recitazione magnifica dei due attori protagonisti Eddie Redmayne, candidato all’Oscar come miglior attore per la sua interpretazione, e Alicia Vikander vincitrice del premio Oscar come Miglior attrice non protagonista. Il film è presente anche nella nostra classifica dei film con protagoniste donne forti.

9) Paris is Burning – 1990

“Vorrei essere qualcuno… sono già qualcuno in effetti, ma vorrei essere un qualcuno ricco”.

Paris Is Burning è un film documentario del 1990 diretto della regista Jennie Livingston.
Il documentario, mostra la scena della “ball culture” di New York, esplorando le vite delle comunità emarginate di omosessuali, transgender e drag queen afroamericani e latinoamericani sul finire degli anno 80 e trae il suo nome dalla celebre drag queen ‘Paris Dupree’. Dopo anni di interviste, la regista Jennie ci mostra come il mondo delle ballroom sia discriminato dallo stesso mondo gay. Solo più avanti la comunità capirà che con l’unione di tutti la lotta è più leggera.
Nel 2018 viene trasmessa la serie tv “POSE” ideata da Ryan Murphy, Brad Falchuk e Steven Canals per FX. Nella serie vengono trattati gli stessi argomenti del documentario di Livingston.

8) Le Chanson d’Amour – 2007

“Amami meno… ma amami a lungo”

Tutte le canzoni sull’amore raccontano la stessa storia. Alcune persone amano troppo, alcune non riescono a prendere una decisione, altre non possono sopravvivere senza il loro amante e alcune vengono perdonate dopo il tradimento. Queste sono solo alcune storie, ma anche alcuni personaggi si sono incontrati hanno bisogno di farsi capire.
Film francese del 2007 Le Chanson d’Amour vede Ismael, interpretato da un affascinate Louis Garrel, vivere in una relazione a tre, con la sua ragazza e una loro amica. Alla morte dell’amata, Ismael va in pezzi, affrontando il lutto a modo suo. Il film è un musical con pezzi meravigliosi, tra cui qualche rivisitazione di pezzi anni ‘60 italiani.
Film consigliatissimo a chi ama il cinema francese e le sue mille sfaccettature.

7) PRIDE – 2014

“Non sempre basta difendersi, qualche volta bisogna attaccare per andare avanti e questo è esattamente quello che faremo!”

Pride è un film del 2014 diretto da Matthew Warchus, è stato presentato al Festival di Cannes 2014, nella sezione Quinzaine des Réalisateurs, ed è stato premiato con la Queer Palm.
Galles, estate 1984: un gruppo di gay e lesbiche londinesi sostiene la causa della National League of Strike Miners e combatte una serie di nemici comuni, da Margaret Thatcher, alla polizia fino alla stampa. Il mezzo scelto per la ‘guerra’ è la musica, in particolare i concerti di beneficenza su larga scala.
Tratto da una storia vera, la trama procede attraverso un fitto intreccio di varie vicende che danno voce a temi delicati e attuali come il coming out da parte di un figlio e i rapporti familiari ambivalenti e difficili; la violenza omofobica subita dai singoli ma anche gli attacchi fatti all’intera comunità; l’esplosione dell’AIDS che incombe come un’ombra durante tutto il susseguirsi delle vicende.

6) Transamerica – 2005

“La bellezza è relativa.”

Bree è una persona transgender che vive a Los Angeles che sta aspettando la sua ultima operazione, che lo renderà una donna definitivamente. Un giorno, riceve una chiamata da una prigione di New York: è Toby, un ragazzo in cerca del padre che non aveva mai visto prima. Bree si remde conto di essere il padre del ragazzo, nato dalla sua relazione occasionale durante il college. Per porre fine al suo passato, Bree decide di incontrarlo e vola a New York.
Per questo ruolo Felicity Huffman è stata nominata per l’Oscar alla miglior attrice e ha ottenuto il Golden Globe per la migliore attrice in un film drammatico.
A conti fatti, è quasi tutto sulle spalle della Huffman, brava, tenera, meravigliosa. Una scelta felice Felicity, per la riuscita del film, tanto che rimane il sospetto: e se Bree fosse stata impersonata da un vero transessuale? Huffman, imbruttita, legnosa e afona, conserva una femminilità così al cento per cento, anche e soprattutto nelle fattezze, che per lo spettatore in clima di commedia leggera è tanto più facile lasciarsi coinvolgere dal personaggio, amare la sua sofferenza, fare il tifo per lei. Ma la Huffman conquista e tanto basta, e trascina il resto del cast (che peraltro ha un altro paio di assi nella Flanagan e in Young) e della storia. Film consigliatissimo e bellissimo.

5) Milk – 2008

“Harvey Milk : Se non ti mobiliti per difendere i diritti di qualcuno che in quel momento ne è privato, quando poi intaccheranno i tuoi, nessuno si muoverà per te. E ti ritroverai solo.”

La vera storia di Harvey Milk, omosessuale che, nella San Francisco degli anni Settanta, decide di candidarsi come consigliere comunale. Dalla sua lotta per i diritti civili deriverà l’abolizione al divieto per i gay di insegnare nelle scuole californiane.
Milk, famoso per le sue lotte per i diritti dei gay, è interpretato da Sean Penn.
Il film ha ottenuto otto candidature ai Premi Oscar 2009, vincendone due per il miglior attore protagonista a Sean Penn e la migliore sceneggiatura originale a Dustin Lance Black.
Milk nel ’74 è eletto supervisor del Consiglio Comunale di San Francisco, il primo gay dichiarato che occupa una carica pubblica in USA. Il 27 novembre ’78 viene ucciso con 5 proiettili, con il sindaco George Mosone, da Dan White, che, condannato un anno dopo con seminfermità mentale, si suicida nell’85. Teatrale ma secca la morte di Milk, come quella per impiccagione suicida di un amante casalingo. Come se Van Sant, gay dichiarato, volesse insinuare un mélo moderato senza ridondanze nel suo film più lineare e più esplicitamente politico sui temi della discriminazione e dell’omofobia. Film da far vedere ai giovani per capire le lotte di un’intera comunità.

4) Carol – 2015

“Alcuni incontri cambiano la vita.”

Nell’America degli anni 50, due donne sviluppano un complicato rapporto di amicizia che finisce per trasformarsi in vero e proprio amore.
Carol è una quelle storie che ti rimangono appiccicate addosso anche quando i titoli di coda arrivano alla fine. Non è l’ennesimo film sull’amore saffico, sulla scia di una tendenza cinematografica ormai più o meno consolidata, Carol è molto di più. Stupisce il modo delicato del regista Todd Haynes con cui ha saputo regalarci uno guardo femminile impeccabile, che non cerca mai di scandalizzare né tantomeno di raccontare battaglie civili, perché le conquiste di cui parla sono interiori e valgono molto di più dell’ipocrisia dell’epoca. Acclamato al Festival di Cannes del 2015 ha vinto il premio per l’interpretazione di Rooney Mara. Cate Blanchett stupenda, sublime e magnifica come in ogni sua interpretazione, candidata all’Oscar come miglior attrice, perde il premio scontrandosi con Brie Larson per la sua interpretazione in “Room”.

3) LGBTQI+ top three – I Segreti di Brokeback Mountain

“Jack Twist : Il fatto è che a volte mi manchi così tanto che ho paura di non farcela.”

Semplicemente stupendo, non volgare, e purtroppo struggente. I Segreti di Brokeback Mountain è bello. Parla di un amore che va aldilà, un amore al di sopra di tutto e tutti… un amore che da quasi l’impressione di non essere un amore terreno. È un film che colpisce tutti al cuore, tutti. Come si fa a rimanere impassibili di fronte ad una storia d’amore del genere? L’ignoranza omofoba rende il finale del film troppo struggente, ma riesce a farti sentire triste, e riesce a farti piangere come un bambino…beh la solitudine di Ennis mette ancora più tristezza e ti fa venire voglia di essere protagonista del film e cercare di fare qualcosa per cambiare il finale ma purtroppo non si può. Complimenti ad Ang Lee poiché ha creato un film che riesce ad essere così toccante e ti fa pensare anche dopo mesi a questa bellissima storia d’amore. Grandi attori, grandi scenografie, grande storia d’amore…Semplicemente favoloso e struggente.

2) Stonewall – 2015

“Le ragazze dello Stonewall siam: la permanente ci facciam; le mutande non portiam; i peli pubici mostriam!
Le regine del villaggio siam: sempre ci specchiam, la permanente ci facciam, perché ragazze siam!”

Danny Winters è un giovane ragazzo originario di una piccola cittadina dell’Indiana: la sua vita viene sconvolta non appena rivela alla famiglia e alla comunità la propria omosessualità.
Stonewall è un film che racconta i primi moti rivoluzionari della comunità LGBTQI+ nel 1969 a New York nel bar Stonewall Inn. La notte della morte di Judy Garland, il clima è emotivamente caldo e i tempi lo sono altrettanto perché gli abitanti di Christopher Street comincino a rivendicare i propri diritti. È l’inizio di una serie di violenti scontri con la polizia e la nascita del moderno movimento di liberazione gay.
Una cosa è certa, Stonewall, a suo modo, stupisce. Non solo perché da Roland Emmerich, sul soggetto della rivolta storica di una comunità di strada contro un potere oppressivo, ci si poteva aspettare un film di azioni e di accumulo, un’escalation magari un po’ retorica, e niente di tutto questo si avvera; ma anche perché, cestinata la prima ipotesi, non era comunque semplice immaginare questo film pudico e sentimentale, quasi un musical senza canzoni, che si prende 129 minuti di tempo per condurre il protagonista dal suo primo rifiuto di danzare al momento in cui diverrà prima ballerina.
Emmerich trasforma la Storia in una favola di formazione, in cui il bianco, rassicurante e ben educato Danny, lascia la propria casa e la propria famiglia (solo) perché costretto, e finisce nel magico mondo dei ragazzi che si prostituiscono da quando erano bambini, occupano luride stanze di hotel e piangono la morte di Dorothy Gale come quella di una sorella. In loro, Danny trova degli amici, ma Danny non è come loro, e il regista lo ribadisce in continuazione. È da loro che parte la rivolta, dal loro non aver nulla da perdere, dal loro non credere nella costanza e nella pazienza delle organizzazioni ufficiali per i diritti degli omosessuali

1) Chiamami Col Tuo Nome – 2017

“Elio, Elio, Elio, Elio”
“Oliver, Oliver, Oliver… io ricordo tutto”

L’incontro tra due ragazzi, Elio, un adolescente sensibile e istruito, e Oliver, un ventiquattrenne spontaneo, affascinante e pieno di vita, segna l’inizio di un’estate indimenticabile.
Cosa dire. Un capolavoro. La storia d’amore tra Elio e Oliver rimarrà nella storia del cinema per sempre. Non una semplice e banale storia d’amore estiva tra due ragazzi immaturi con la voglia di sperimentare, ma una vera e propria storia in stile “Romeo e Giulietta” senza morti e più lunga di tre giorni.
Timothée Chalamet è stupendo e alla sola età di ventidue anni viene candidato all’Oscar come Miglior Attore Protagonista per la sua magnifica interpretazione del giovane Elio.
Guadagnino si dimostra un grande regista con una fotografia spettacolare e delle sceneggiature da premio. Il film, candidato a quattro premi Oscar ne vince solo uno, per la Miglior Sceneggiatura Non Originale.
Il film è girato interamente in Italia, nella cittadina di Crema, nella provincia di Cremona.
Nel film Sig. Perlma, il padre di Elio, interpretato da Michael Stuhlbarg, fa uno dei discorsi più belli sull’accettazione, e sull’amore, che mai è stato fatto:

“Senti, tra voi c’è una bella amicizia. Forse anche qualcosa in più. E io ti invidio. Al posto mio, la maggior parte dei genitori spererebbe che tutto si dissolva, o pregherebbe che il figlio ne esca indenne. Ma io non sono così. Al posto tuo, se il dolore c’è, lo farei sfogare, e se la fiamma è accesa, non la spegnerei, cercherei di non essere troppo duro. Chiudersi in se stessi può essere una cosa terribile quando ci tiene svegli di notte, e vedere che gli alti ci dimenticano prima di quanto vorremmo non è tanto meglio. Rinunciamo a tanto di noi per guarire più in fretta del dovuto, che finiamo in bancarotta a trent’anni, e ogni volta che ricominciamo con una persona nuova abbiamo meno da offrire. Ma non provare niente per non rischiare di provare qualcosa… che spreco! […]
Allora lascia che ti dica un’ultima cosa. Servirà ad allentare la tensione. Magari ci sono andato vicino, ma non ho mai avuto ciò che hai avuto tu. C’era sempre qualcosa che mi tratteneva o mi ostacolava. Come vivi la tua vita sono affari tuoi. Ma ricordati, cuore e corpo ci vengono dati una volta sola. La maggior parte di noi non riesce a fare a meno di vivere come se avesse a disposizione due vite, la versione temporanea e quella definitiva, più tutte quelle che stanno in mezzo. Invece di vita ce n’è una sola, e prima che tu te ne accorga ti ritrovi col cuore esausto e arriva un momento in cui nessuno lo guarda più, il tuo corpo, e tantomeno vuole avvicinarglisi. Adesso soffri. Non invidio il dolore in sé. Ma te lo invidio, questo dolore.”

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