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Da oggi su Rai1 e RaiPlay la seconda stagione di “Màkari”

Arriva oggi su Rai1 e RaiPlay l’attesa seconda stagione di “Màkari”, la fiction che poco meno di un anno fa ha riscosso un meritato successo di pubblico e critica. Tre nuovi episodi tratti dai romanzi di Gaetano Savatteri, per tre lunedì in prima serata. Si parte oggi 7 febbraio con “Il delitto di Kolymbetra”.

Màkari: giallo, sentimento e perché no, un pò di risate

Màkari foto

Torna il bravissimo Claudio Gioè nei panni di Saverio Lamanna, scrittore per passione e detective per caso, che sogna una luminosa carriera come romanziere. Al suo fianco ritroviamo Piccionello, che in questa stagione acquista maggiore visibilità, consolidando sullo schermo un sodalizio che è una delle chiavi di successo della serie. Gioè e Domenico Centamore hanno spesso diviso il set, come non ricordare i loro ruoli in ”La matassa” di Ficarra & Picone, o ne “La mafia uccide solo d’estate” di Pif. Stavolta però condividono il set da protagonisti, in una serie che fa della leggerezza la sua colonna portante. Le storie che arrivano sullo schermo raccontano di crimini e malaffare con una freschezza inusuale per questi temi. Soavi fonde trama gialla a commedia, passando per il genere sentimentale, riuscendo a confezionare un prodotto vincente, che attraverso un’umorismo schietto, a tratti noir, ha conquistato i telespettatori. Gioè e Centamore hanno una sintonia che buca lo schermo.

Saverio, tra amicizie, amore e indagini

Màkari immagine

Da oggi su Rai1 e RaiPlay la seconda stagione di “Màkari”

Creato dalla penna di Gaetano Savatteri il personaggio di Saverio ben incarna la figura del siciliano per bene, che non scende mai a compromessi. Attraverso il suo vissuto, in primis il suo rapporto con Suleima, il personaggio permette la rilettura di quei luoghi comuni, come la gelosia, che fanno parte nell’immaginario collettivo, dell’essenza stessa della Sicilia.

Eh si, perché per quanto sia un uomo corretto e coi piedi per terra, il nostro protagonista non è immune alla gelosia, soprattutto se la concorrenza ha il volto di Teodoro, alias Andrea Bosca, il capo di Suleima. In verità Saverio non deve fare solo i conti con la presenza di Teodoro, ma anche con una nuova Suleima, che è ben lontana dalla studentessa che aveva conosciuto un anno prima. La donna si affaccia al mondo desiderosa di coglierne i frutti, e giustamente, accanto ai sentimenti per Saverio, coesistono il desiderio di realizzarsi nel lavoro, creando un qualcosa che la rappresenti.

A vestire i panni di questa giovane donna è Ester Pantano, che sa donare al suo personaggio quella solarità e quella spensieratezza che la contraddistinguono.

Màkari: l’affresco di una Sicilia svincolato dalla mafia

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Sicilia e mafia sono un binomio narrativo che ha permesso di raccontare tante storie: “Màkari” è altro. La serie diretta da Michele Soavi racconta l’uomo e le sue bassezze, relegando la mafia ad un ruolo di second’ordine. Si, perché talvolta viene adoperata ad uso e consumo dei criminali, con la funzione di paravento, dietro il quale nascondere miserie e viltà. Le vicende narrate mostrano come la violenza possa albergare ovunque, e come per alcuni la vita umana abbia poco valore.

La splendida cornice in cui sono ambientate le vicende, da Palermo ad Agrigento, attraverso luoghi incantati, ammalia lo spettatore. I fasti dell’isola, col suo bagaglio artistico e storico, ammantano la narrazione con scorci quasi pittorici, che lasciano senza fiato.

Molti accostano le vicende narrate da Savatteri a quelle de “Il commissario Montalbano” del grande Camilleri. E’ evidente che queste storie hanno una loro autonomia, un diverso respiro. Per quanto, come ha detto lo stesso autore nella conferenza stampa di presentazione, Camilleri abbia tracciato un cammino, e senza di lui non si racconterebbe questa Sicilia, va detto che “Màkari” ha un suo intimo registro, che fa della leggerezza mista al disincanto il suo punto forte.

Maria Grazia Bosu

7/02/2022

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