Cuties: L’ultra-conservatismo sta limitando la libertà di espressione?

Secondo il francese David Grumbach, CEO di Bac Films, l’ultraconservatismo sta ponendo troppi limiti alla libera espressione.  Grumbach è distributore del film “Cuties” incentrato sulla storia di una ragazzina senegalese di undici anni, che vive a Parigi e che decide di unirsi a un gruppo di ballo chiamato le “Cuties” per ribellarsi alle oppressive tradizioni musulmane della famiglia.

Cuties: la Francia si schiera dalla parte della regista dopo le pesanti proteste americane

Cuties news

L’America ha attuato un vero e proprio boicottaggio nei confronti del film, raggiungendo un altissimo numero di disiscrizioni, mai visto prima, dalla piattaforma Netflix. Tutto questo per protestare contro la sessualizzazione del corpo dei bambini. Alla protesta si è unito anche il CAIR, l’associazione che difende i diritti civili dei musulmani in America, chiedendo voce in capitolo per manifestare il proprio dissenso nei confronti dell’ennesimo ritratto stereotipato del musulmano conservatore e bigotto.

In questo scenario di proteste, si schiera a favore della regista Maimouna Doucouré, l’ARP (Società civile degli autori, registi e produttori), additando il boicottaggio come una vera e propria minaccia alla libertà creativa.

Di seguito l’intervista rilasciata da David Grumbach per Variety

Dopo le numerose polemiche che “Cuties” ha sollevato, ritieni che Netflix sia stata la piattaforma adeguata su cui rilasciare il film?

Assolutamente sì. Era nostra intenzione che “Cuties” fosse fruibile su una piattaforma il piú possibile nota, per massimizzare il suo impatto e sensibilizzare sul problema dell’ipersessualizzazione dei bambini. Netflix è sembrata perfetta proprio perchè nononstante “Cuties” affronti un tema delicato rimane un contenuto accessibile a tutti, soprattutto adolescenti e adulti. Quello che vediamo in questo film non c’è da nessuna parte, in nessun social. Dovremmo essere tutti d’accordo sul fatto che sia necessario parlare anche dei difetti della nostra società per provare a migliorare.

Qual è stata la tua reazione quando sono cominciate le proteste?

È scandaloso che ci accusino di promuovere la pedopornografia. Sono rimasto scioccato dall’enorme quantità di fake news che sono state diffuse. Non ci aspettavamo assolutamente che il film venisse sfruttato persino dai politici nella campagna elettorale.

Vista la suggestività di alcune scene, non pensi che ci dovrebbe essere un qualche tipo di avviso all’inizio del film?

In Francia il film è stato rilasciato ad Agosto senza alcuna restrizione. Ha sollevato qualche dibattito, ma nessuna reazione violenta. Vorremmo che che la gente lo guardasse e realizzasse che tratta di varie problematicheː l’essere nero e vivere in Francia, in una società dominate dai bianchi, affronta i problemi legati all’essere donna, parla del conflitto che un bambino può avere, tra un’educazione conservativa e la vita a scuola. Il twerking è solo una minima parte del film.

Perchè pensi sia un problema derivante dalle differenze culturali tra Americani ed Europei?

Penso che le proteste provengano da una destra ultra conservatrice. Siamo grati a Netflix che nonostante tutto abbia deciso di supportarci, mantenendo il film sulla loro piattaforma. Dobbiamo essere uniti per proteggere la libertà di espressione dei produttori cinematografici, non solo per la Francia ma anche per Hollywood. Pensa a Jodie Foster che aveva solo 12 anni quando ha interpretato una prostituta in “Taxi Driver”, oppure al film “Little Miss Sunshine“, o agli altri milioni di film che sarebbero stati boicottati se ci fosse stato questo conservatismo. Non sarebbe stato possible realizzare film su aborto, violenza, etc. perchè per denunciare qualcosa c’è bisogno di mostrarlo.

Cosa speri che emerga da questa controversia?

Produciamo film per sensibilizzare sulle problematiche attuali e non abbiamo intenzione di smettere. I film possono avere un grande impatto necessario per il cambiamento ed è questo quello che speriamo accada con “Cuties”. Mi auguro che il nome di Maimouna venga ripulito dalle accuse e infine, che questo dibattito possa spingere i politici di tutto il mondo a promulgare leggi per rafforzare la protezione dei bambini.

Il nostro parere

Sicuramente è vero che per affrontare una problematica bisogna parlarne. Il problema è che un tema così delicato non può essere affrontato nel modo in cui viene presentato in “Cuties”. Mostrare delle bambine di 11 anni in atteggiamenti provocanti come se fosse qualcosa di normale non è il giusto approccio, secondo il nostro parere.

Nella serie infatti non si percepisce un problema, ma anzi si contribuisce a sessualizzare le bambine perchè il loro modo di comportarsi non suscita nessuna reazione negativa. Al contrario suscita approvazione e ammirazione perchè la protagonista si ribella alle tradizioni musulmane della famiglia, considerate antiquate, finendo per raggiungere una “libertà” che non è certo quella adatta a delle undicenni . Per questo soprattutto per i più piccoli “Cuties” può risultare dannoso, poichè non fa comprendere che tutto quello che fanno le protagoniste è da evitare, ma anzi riesce quasi a creare una sorta di empatia che potrebbe spingere i bambini all’emulazione.

Francesca Trovarelli

16/09/2020

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